Il futuro del Web 2.0 è il Web al quadrato. La visione di Tim O’Reilly, guru di Internet.

Tim O'Reilly, guru di Internet e ideatore della definizione di Web 2.0, dice la sua sul futuro del Web 2.0. E introduce il concetto di 'Web al quadrato'.

 

Prendiamo il Web 2.0, l’Internet delle Cose, la Realtà Aumentata, i sensori intelligenti presenti sugli smartphone di ultima generazione, i moduli GPS, le bussole elettroniche, le etichette RFID. Prendiamo tutto questo, mettiamo insieme gli elementi, facciamoli convergere e interagire fra loro. Cosa otteniamo? Il Web al quadrato, risponde Tim O’Reilly, guru di Internet e ideatore della definizione di Web 2.0.

Web Squared è l’espressione usata da O’Reilly sulle pagine di Forbes. La prima generazione di applicazioni 2.0, spiega O’Reilly, si basava solo su ciò che gli utenti scrivevano sulla tastiera. Ora, i dispositivi mobili non richiedono nemmeno l’intervento umano. Gli smartphone attuali dispongono di microfoni, telecamere, sensori di movimento, di posizione, di direzione. «Hanno i loro occhi, le loro orecchie e il senso del tatto».

Il Web al quadrato, dice O’Reilly, è l’era della Realtà Aumentata (Augmented Reality). I nostri dispositivi ci dicono cosa stiamo vedendo. Un esempio è Wikitude, l’applicazione per Android dedicata ai viaggi, che utilizza la fotocamera dello smartphone e i servizi di geo-tagging per descriverci il monumento che stiamo osservando. I device ci dicono anche cosa non stiamo vedendo. È il caso di Darkslide, che ci mostra le immagini dei luoghi a noi vicini.

I nostri dispositivi, continua O’Reilly, possono raccontarci anche cosa pensano i nostri amici di ciò che stiamo vedendo. GraffitGeo, per esempio, un’applicazione per iPhone, consente agli utenti di puntare la fotocamera su un locale o un esercizio commerciale e di ricevere i commenti degli altri utenti. Ciò significa, conclude il guru, che la Realtà Aumentata renderà visibile anche quelle che O’Reilly chiama «information shadows», le ombre di informazione.

Autore: Pierluigi Emmulo

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