Cartelloni pubblicitari elettronici invadono le città con telecamere nascoste registrano i passanti

A Manhattan sono stati installati cartelloni pubblicitari elettronici che nascondono una macchina fotografica con computer al proprio interno. Servono a rilevare informazioni su chi guarda la pubblicità.

 

A Manhattan sono stati installati cartelloni pubblicitari elettronici che nascondono una macchina fotografica con computer al proprio interno.

Quando un passante si ferma a guardare il cartellone, il sistema lo ritrae e lo classifica, in base alla fascia d’età, all’abbigliamento e a quanto altro possa servire ai pubblicitari per stimare il gradimento della reclame stessa e indovinare i gusti dei potenziali clienti.

La macchina installata nel cartellone pubblicitario registra anche i tempi di sosta davanti al cartellone e l’espressione tenuta dall’osservatore.

Il sistema è stato ideato dalla «Quividi» (in latino: Qui vedo), un’azienda di Parigi che tra i suoi fondatori annovera lo scienziato italiano Paolo Prandoni. «Con Internet e con la TV» spiega Prandoni al Corriere della Sera «è molto facile fare della reclame mirata perché si sa quali siti vengono visitati di più,o quale audience esista per ciascuna categoria di consumatori. La reclame stradale invece è stata sempre fatta alla cieca. Adesso non lo sarà più».

I cartelloni pubblicitari elettronici della Quividi sono stati adottati anche in alcuni negozi Ikea in Europa e nei McDonald's di Singapore.

Si tratta di una soluzione pubblicitaria e tecnologica che non piace a numerose associazioni che si battono in difesa dei diritti civili.

Per esempio, si oppone all’iniziativa Lee Tien, legale della Fondazione frontiere elettroniche: «Queste macchine fotografiche sono praticamente invisibili. Il pubblico può accettare che le banche impieghino le telecamere per prevenire il crimine, ma non che si spii su di loro quando camminano per strada».

Autore: Pierluigi Emmulo

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