Verifica pre-fattibilità: un passo fondamentale per la nascita dell’impresa

La verifica dellapre-fattibilità: un passo fondamentale per la nascitadell’impresa

Con l’ottava lezione del nostro corso iniziamo adaffrontare praticamente le tappe che dovranno essere percorseper rendere la propria idea qualcosa di piùconcreto.

Metteremo a disposizione dei lettori tre strumentipratici in grado di supportarli nella definizione del propriopiano di pre-fattibilità:

1.       un formulariosemplificato contenente gli aspetti da approfondire e chepotrete ricavare dalle spiegazioni che troverete nel corsodelle prossime lezioni

2.       un programma di calcolorealizzato in Excel per la verifica della fattibilitàeconomico-finanziaria dell’iniziativa (che saràoggetto dell’ultima lezione)

3.       un piano completopresentato da un gruppo di ragazze aspiranti imprenditrici eche è stato finanziato con la Legge 215/92 perl’imprenditoria femminile

 

Molti di voi ci hanno contattato esponendoci valideidee di business (ed in tanti casi non solo idee ma ancheprogetti pratici che, in qualche modo, erano già infase di costruzione) e chiedendo un nostro parere supossibili fonti di finanziamento.

Abbiamo più volte sottolineato come non esistala migliore legge di finanziamento in assoluto.L’imprenditore dovrà decidere, tra i molteplicistrumenti a disposizione, il mix ideale a seconda dellecaratteristiche del proprio progetto.

Ragion per cui, prima di avventurarsi in una pratica difinanziamento, è necessario convertire l’idea inun qualcosa di più articolato affinchè emerganotutti quegli aspetti legati alla futura impresa cherenderanno possibile alla futura impresa fornire al propriomercato di riferimento il prodotto/servizio in grado disoddisfarne i bisogni, organizzandosi nella manierapiù efficiente e rendendo l’operazioneconveniente e redditizia.

Non è purtroppo sufficiente fermarsi avalutazioni che considerino solo il prezzo di vendita ed ilcosto di produzione del proprio prodotto/servizio per farritenere l’idea realizzabile e, soprattutto,redditizia.

La nascita di una iniziativa imprenditoriale comportasempre un apporto di capitali e nessuno potrà maigarantire il successo dell’impresa a causa dellemolteplici variabili che sono in gioco. E chiunque investadel denaro per scopi diversi dalla beneficenza desidera unritorno dall’investimento. L’imprenditoredovrà valutare attentamente la capacità disuccesso della propria iniziativa per far si che i capitaliinvestiti non vadano persi nel giro di pochi anni (oaddirittura mesi).

 

Ci sono molte ottime ragioni per dedicarsi allaverifica della pre-fattibilità. Cercherò dielencare le più significative sensibilizzando ciascunodi voi nel dedicare il maggior tempo possibile e tutte leenergie necessarie a compiere questo importantissimo primopasso:

·         nonè possibile presentarsi con un’idea vaga e iclassici “conti della serva” né da unpotenziale finanziatore né, tantomeno, da un possibilesocio;

·         lapre-fattibilità consente di verificare chel’idea sia effettivamente realizzabile e questo, al dilà delle parole, dovranno essere i numeri adirlo;

·        sarà possibile prevedere strategie e comportamenti daadottare durante la delicatissima fase di startup nonfacendosi cogliere impreparati e potendo predisporre, conlargo anticipo, le opportune contro mosse;

·         lapre-fattibilità metterà a disposizione dellafutura impresa un efficace strumento di controllodell’attività che l’imprenditorepotrà utilizzare per monitorare periodicamentel’andamento del business.

 

Molti aspiranti imprenditori ritengono che lapre-fattibilità sia utile solo nel caso in cui sidebba presentare l’idea imprenditoriale pressopotenziali finanziatori (finanziamenti agevolati, venturecapital, soci di capitali, ecc.). Invece il principaledestinatario di questo importante documento è propriol’imprenditore. Poiché ciascuno èinnamorato delle proprie idee si corre il rischio di esserepoco obiettivi nelle valutazioni sottovalutando eventualidifficoltà che, invece, potrebbero risultare benpiù complesse di quanto si tenderebbe a credere. Lapre-fattibilità, invece, porteràl’imprenditore a considerare con attenzione tutte leimplicazioni connesse alle scelte aziendali ed ottenerecosì una visione realistica dei fatti. Sulla base deirisultati emersi la direzione aziendale potrà fornireai collaboratori delle informazioni più precise sugliobiettivi strategici e sulle modalità di azionegiungendo ad una maggiore motivazione del personale che sisentirà consapevole e partecipe della missioneaziendale e del proprio ruolo.

La pre-fattibilità, infine, contribuirà arendere più chiari i rapporti tra i soci (principalecausa di mortalità delle imprese che non superano lafase dello startup - primi 3 anni di attività)evidenziando regole, ruoli e comportamenti che ciascunodovrà assumere in funzione dei diversi livelli diresponsabilità.

 

Partiamo dal principio. Per dar vita adun’impresa occorrerà avere un’idea attornoalla quale costruire il proprio business. Poiché ognisettore del mercato è ormai da tempo saturo di impreseche offrono prodotti in grado di soddisfare qualsiasi bisognodel potenziale cliente è preferibile che la propriaidea imprenditoriale abbia in se un germe di innovazione. Maattenzione: l’innovazione non è da intendereesclusivamente come innovazione di prodotto (realizzoqualcosa alla quale nessuno ha già pensato).L’innovazione apportata dalla propria idea potrebbeessere di tipo tecnologico (utilizzare tecnologie finora nonadottate), di processo (modificare il modo di produrre perpoter raggiungere dei miglioramenti di costo o di beneficiper il cliente), di distribuzione (distribuire porta a portaun prodotto fino ad ora venduto attraverso altremodalità), organizzativa (ottimizzare l’utilizzodelle risorse aziendali per migliorare lacompetitività dell’impresa) e via dicendo.E’ chiaro che più un’idea apporta uncontenuto innovativo più sarà (potenzialmente)profittevole.

 

Per riuscire a trasformare l’idea in un progettod’impresa occorre che l’imprenditore sia inpossesso di una buona dose di creatività ma anchedella giusta razionalità. Questo per far si cheun’intuizione imprenditoriale sia comunque sottopostaad una lettura realistica del mercato nel quale andràa collocarsi.

 

La strada da percorrere per valutare lapre-fattibilità dell’idea è già diper se difficile: l’ultima cosa che si desidera fareè complicarsi la vita commettendo errori tipici di chisi accinge a trasformare un’idea inun’attività d’impresa. Questo elencoè ciò che la nostra esperienza vi consiglia dinon fare quando vi accingete a stendere il vostro piano dipre-fattibilità:

 

·        innamorarsi della propria idea sino a perderel’oggettività nel giudizio – è unerrore molto comune ed è per questo che lo citiamo perprimo. In genere l’imprenditore tende a sottovalutare ipunti di debolezza suoi e dell’attività perevidenziarne solo gli aspetti positivi. Ricordate che ledifficoltà prima o poi arriveranno. Essere oggettivivi aiuterà a prevederle per tempo;

 

·        dedicarsi al piano di pre-fattibilità soloperché ritenuto necessario nell’ottica di unfinanziamento – in questo caso l’imprenditoretenderà a considerare il piano solo un esercizio distile ed una serie di tabelle economico-finanziarie dariempire con dati di fantasia al solo scopo di compilare unformulario per accedere ad un finanziamento agevolato.E’ un grave errore e può portare alla disfattaperché i numeri inseriti “a caso” nelladomanda di ammissione dovranno essere rispettati nel caso larichiesta andasse a buon fine. Se si saranno sottostimati gliinvestimenti si dovrà integrare con risorse proprie;se saranno stati sovrastimati occorrerà comprare unsacco di cose che non serviranno realmente dovendo spenderedei soldi che non produrranno ricavi; se, infine, sarannostati sovrastimati i ricavi saremo di fronte ad un progettodestinato a fallire;

 

·        ritenere che il piano di pre-fattibilità non sianecessario nel caso di imprese di piccole dimensioni –la pianificazione non è vincolata alla dimensioneaziendale. Qualsiasi impresa dovrà porsi degliobiettivi da raggiungere ed il piano non farà altroche indicare attraverso quali azioni il managementintenderà conseguire tali obiettivi. La gestione diun’impresa moderna non richiede solo capacità ecompetenze tecniche ma soprattutto abilità managerialie conoscenze di base di marketing, finanza, controllo digestione. In quest’ottica la pianificazione rappresentaproprio quel momento di analisi critica che aumenteràle probabilità di sopravvivenza aziendale: nessunimprenditore, piccolo o grande che sia il futuro business,può sottrarsi  a questocompito

 

·        delegare un consulente per la redazione del piano dipre-fattibilità – un piano dipre-fattibilità non è un esercizio formale chesi materializza in un documento che non rivestiràimportanza nella gestione della futura impresa. Al contrariorappresenta la prima vera prova per l’aspiranteimprenditore. E’ proprio in questo momento chel’impresa prenderà corpo, chel’imprenditore dovrà assumere le primedecisioni. Il piano consentirà l’individuazionedelle prime difficoltà e i dati raccolti permetterannoall’impresa di scegliere in quale maniera affrontarle.L’errore più grosso sarebbe quello di affidaread un consulente la totalità di questeattività: il consulente dovrà supportarel’imprenditore nella definizione del piano, occupandosidegli aspetti più tecnici (ricerca di mercato, contieconomici previsionali, ecc.) e l’imprenditoredovrà costantemente seguire e supervisionarel’intero processo di pianificazione per assicurarsi chel’impresa venga progettata secondo le proprieaspirazioni. Sarà l’imprenditore, infine, coluiche dovrà occuparsi dell’attuazione del piano:come si potrà mai realizzare un’impresa sullabase di ipotesi e decisioni assunte da un soggettoesterno?

 

·        eccedere nei dettagli – la pre-fattibilità nonè la progettazione dell’impresa ma, come dice iltermine, un piano di massima che pone le basi affinchèl’attività possa essere realizzata. Lapre-fattibilità è un mix di aspettiquantitativi e qualitativi. Non bisogna eccedere nellaraccolta delle informazioni ma limitarsi alle aree di realeinteresse ed utilità per il business che si intendeimplementare. Occorrerà anche definire un livello diapprofondimento qualitativo che non portil’imprenditore a perdere di vista l’obiettivoiniziale. Non è raro trovarsi di fronte ad aspirantiimprenditori che hanno raccolto una serie cosìimpressionante di dettagli da impedirgli l’assunzionedi qualsiasi decisione: tanti numeri possono generareconfusione e far perdere di vista le poche vere informazioniimportanti per l’imprenditore.

 

·        arrestarsi di fronte alle prime difficoltà –pianificare non è facile. Di certo sorgeranno delledifficoltà. Il piano servirà proprio per faremergere le difficoltà di fronte alle qualil’impresa si troverà e pensare ad una soluzionecon largo anticipo. Ma le difficoltà servono anche aconsolidare una caratteristica che l’aspiranteimprenditore dovrà coltivare: la tenacia nelperseguire i propri obiettivi che lo porti a demordere soloquando ritiene di aver percorso tutte le strade possibili. Unsoggetto che si arrende facilmente non potrà maiportare avanti un progetto imprenditoriale.

·        limitarsi ad analizzare solo gliaspetti economici – se è vero chel’impresa persegue il fine di conseguire profittoè anche vero che il profitto dipende da comel’imprenditore ha confezionato la propria formulaimprenditoriale. Il profitto ci sarà se i ricavimaturati saranno in grado di coprire tutti i costi (quindinon solo quelli di produzione) assicurando un margine diguadagno per l’impresa. I costi totali dipendono dacome l’imprenditore intende organizzarel’attività: quante persone lavoreranno, qualestrategia di mercato sarà attuata, qualiattività di ricerca e sviluppo saranno previste,attraverso quali canali avverrà la vendita, ecc. Comefare a stimare questi costi se ci si limita solo allacompilazione di un formulario. Il processo di pianificazioneè un processo consequenziale che, a partire da budgetdelle vendite, definisce in che maniera l’azienda sidovrà organizzare per produrre e distribuire ilprodotto raggiungendo l’obiettivo e conseguendo deiprofitti. Il calcolo del profitto, pertanto, è ilpasso finale del piano perché sintetizza, dal punto divista economico, l’attività aziendale che siè progettata attorno al soddisfacimento di unbisogno.



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