Marcello Tansini
a- a+

Intervista a Mauro Magnani preside e responsabile del corso di laurea in Informatica Applicata presso l'Università di Urbino

Con il varo di un corso di laurea in Informatica Applicata,l'Università di Urbino si è lanciata in unodei progetti di formazione tecnologica che maggiormenteintegrano uno studio di livello universitario al mondo dellavoro, con il coinvolgimento diretto delle imprese delsettore dell'Information and Communication Technology. Leiscrizioni si aprono il primo agosto e i corsi inizieranno adottobre.

Alle 11.30 di oggi, il nuovo Corso di laurea verràpresentato ufficialmente ad Urbino. Per approfondirne lecaratteristiche, Punto Informatico ha incontrato MauroMagnani, preside e responsabile del Corso.

Vi aspettate molti iscritti al nuovo corso? Chi sonogli interessati? Chi si può iscrivere?
Mauro Magnani: In realtà auspichiamo di non superarequota 100 iscritti. E questo perché vogliamo poteroffrire a ciascuno il giusto tempo di applicazione sullemacchine, fargli fare stage nelle aziende. Sotto i 100 pernoi è l'ideale, ma non possiamo imporre un numerochiuso come potrebbe accadere in altri settori, comearchitettura. Più di 100 significherebbe ridurre iltempo di accesso alle strutture formative.
Ad ogni modo tutti possono iscriversi. All'attodell'iscrizione viene formata una valutazione sullapreparazione della persona. A questa verrà chiesto,eventualmente, di seguire corsi paralleli di aggiornamento seve ne è bisogno, corsi che saranno comunque offertidall'Università.

C'è bisogno di questo corso, ci sono moltecarenze nella formazione specialistica di settore in Italia?Non ci sono corsi equivalenti presso altreUniversità?
MM: Di corsi del genere ne partiranno altri. Il nostro hauna caratteristica che definirei unica, perché sicolloca a metà tra le facoltà specialistiche discienze e ingegneria, andando a coprire l'area diinterazione tra questi due ambiti culturali. Il nostroobiettivo, in effetti, è metterli insieme. Credo chequesto da noi possa riuscire più di altrove,perché non abbiamo una facoltà di ingegneria edunque non abbiamo un "condizionamento" verso unapproccio informatico già formato e specifico.

Dunque non ci sono altre lauree del generedisponibili presso l'Università diUrbino?
MM: No, questa rappresenta il primo approccio allamateria.

Quanto dura il corso di laurea, com'èstrutturato e quali sono le possibilità offerte afuturi laureati dal mondo del lavoro?
MM: Il corso ha una durata di tre anni per quello base, conla possibilità di specializzazione. Si snoda in dueindirizzi fondamentali. Il primo legato ai sistemi integratihardware e software, ovvero allo sviluppo di competenze tesead "intrecciare" questi due grandi comparti. Ilsecondo è quello dei sistemi multimediali, dallastream television al wireless e a tutto ciò cheè comunicazione.
Dunque chi si laurea ad Urbino è un informatico cheva a lavorare nel settore delle tecnologie legate allacomunicazione, se ha scelto l'indirizzo multimediale. Seha seguito il primo indirizzo, invece, sarà unospecialista capace di realizzare contestualmente gli apparatihardware e quelli software.

Ho notato che tra coloro che parteciperanno oggi allapresentazione del nuovo corso figura anche Umberto Paolucci,uno dei massimi dirigenti Microsoft. Qual è il ruolodi Microsoft in questa iniziativa di formazione?
MM: Quando l'Università ha deciso di entrare inquesto settore della formazione ha costituito, come primacosa, una Commissione alla quale hanno partecipatosoprattutto membri esterni all'Università, e traquesti anche Paolucci.
La Commissione ha dovuto "disegnare" il percorsoformativo. Al suo interno sono apparse molte altre aziende,come Etnoteam o il Gruppo Selci. Alcune di queste aziendehanno partecipato alla progettazione del corso ma tutteoffriranno gli strumenti necessari al corso, compreso ilsoftware, stage in azienda e persino docenti per determinateattività didattiche.
Lo scopo del coinvolgimento delle aziende è anchequello di mantenere stretto il rapporto tra impresa eduniversità.

Il corso di laurea comprenderà anche analisidei sistemi produttivi del software, la questione del lavorodi gruppo, il problema delle licenze?
La nostra idea è di formare degli specialisti capacidi avere una visione di insieme. Dunque per tutti èobbligatorio un corso di Informatica giuridica che vienearticolato su due aspetti essenziali: quelli giuridici veri epropri, legati alla produzione, e quelli delle tecnologielegate alla legge, vista l'importanza che questo settoreriviste nella produzione di software.
Inoltre abbiamo aggiunto un corso di comunicazione diimpresa, che consenta al laureato di creare e mantenererelazioni essenziali per lo sviluppo delle proprieattività, nonché un corso di gestioned'azienda.

C'è spazio per l'open source e lelicenze free, dalla GPL in poi?
MM: Sulla carta non è previsto un approfondimento aparte ma è chiaro che sulla materia saranno i docentia scegliere come muoversi.

Quanti laureati contate di avere? Equando?
Contiamo di avere una percentuale elevata, anche del 90 percento sugli iscritti. Non vogliamo grandi numeri di iscrittiproprio per poterli seguire, dando loro assistenza, fornendoloro stage e via dicendo.
Va detto che chi esce dalle discipline informatiche inuniversità non è per mancanza di interesse,come accade purtroppo in altri settori, ma perchéspesso finisce per introdursi nel mondo del lavoro prima delraggiungimento della laurea. Diciamo che si tratta di"occupazione precoce".

 



Ti potrebbe interessare anche

commenta la notizia