I motori di ricerca plasmano il Web: le Google Guidelines
Lo sforzo principale di ogni webmaster è fare in modo
che il proprio sito sia visibile in rete. Per fare
ciò, il webmaster deve avere una qualche competenza in
fatto di SEO. Le linee editoriali che molti dei
principali motori di ricerca indicano nelle proprie FAQ
diventano quindi essenziali per favorire l'indicizzazione
e il posizinamento del proprio sito.
Ma sono anche un grande, formidabile condizionamento.
Infatti, l'effetto collaterale (ma tutto sommato nemmeno
tanto collaterale) di questa situazione è
il mal celato tentativo di incidere sull'evoluzione del
Web.
Il Webmaster e il Web Content Manager che
vogliono garantirsi visibilità, sono spinti a seguire
scrupolosamente le indicazioni editoriali dei motori.
Naturalmente ci sono anche delle spinte in senso contrario
che riequilibrano il condizionamento dei Search Engines, ad
esempio:
- le richieste del cliente,
- le strategie del marketing,
- la necessità di un forte impatto grafico,
- le particolari funzionalità che possono essere
richieste ad un sito (web applications, web services,
linguaggi dinamici non sempre "digeribili" dagli
spider, eppure tanto necessari, ecc...)
Tuttavia, ciò non diminuisce il potere, per lo meno di "moral suasion" , che i motori di ricerca cercano di attribuirsi.
Google, il motore più usato al mondo, sfrutta tutta la
sua autorevolezza per proporre delle Guidelines improntate alla sua stessa
filosofia aziendale: make it simple!
Il leader mondiale delle ricerche in rete si è
costruito passo dopo passo la fama di brand user-friendly:
ricerca pura ed efficiente, senza servizi accessori, ricerca
della qualità, leggerezza (ricordiamoci delle Lezioni
Americane di Calvino!), semplicità d'uso,
immediatezza, pubblicità assolutamente non
invasiva.
Il messaggio è: se vuoi essere considerato da Google,
attieniti alla stessa filosofia.
E' evidente che al di là di tutto, siamo in
presenza di una precisa strategia di comunicazione,
improntata alla massima diffusione e accettazione da parte
degli utenti dei valori associati al brand.
Le Guidelines di Google sono estremamente precise, ecco una breve rassegna delle cose più interessanti che richiedono/propongono/impongono.
quote (Google Guidelines):
Istruzioni su struttura e contenuto:
- Progettate un sito con gerarchia e links testuali comprensibili. Ogni pagina dovrà essere raggiungibile da almeno un link testuale statico.
- Create un sito utile e ricco di informazioni, con pagine che descrivano in modo chiaro e accurato il contenuto del sito.
- Provate a utilizzare del testo anziché immagini per visualizzare nomi, contenuti o links importanti. Il programma di scansione di Google non riconosce il testo contenuto nelle immagini.
- Verificate l'eventuale presenza di links inaccessibili e la correttezza del codice HTML.
- Se decidete di utilizzare pagine dinamiche (es. l'URL contiene un carattere '?'), ricordate che non tutti gli "spider" dei motori di ricerca effettuano la scansione di pagine dinamiche oltre a quelle statiche. È utile prevedere un numero esiguo di parametri brevi.
- Limitate il numero di link in una pagina a una quantità ragionevole (meno di 100).
Già da questa prima serie di indicazioni cogliamo
alcuni dei valori a cui Google cerca di sensibilizzare
webmaster e content manager:
- leggerezza
- quantità e qualità dei contenuti
- buona frequenza di aggiornamento
- più testo significativo e meno grafica inutile
- accessibilità, soprattutto dei link
Nelle successiva istruzioni tecniche si consiglia di testare
il sito con un browser esclusivamente testuale, ovvero di
assicurarci che il nostro Content Management System
aziendale sia spider-friendly.
Pensiamo all'effetto che ha quest'ultimo consiglio
su una software house che si accinge a progettare un
CMS...
quote (Google Guidelines):
Norme di qualità - Consigli specifici:
- Evitare testo o links nascosti.
- Non usare cloaking o tecniche di reindirizzamento subdole.
- Non inviare a Google query automatizzate.
- Non caricare pagine con parole non pertinenti.
- Non creare più pagine, sottodomini o domini dal contenuto sostanzialmente duplicato.
- Evitare pagine di rimando (doorway) create solo per i motori di ricerca o altri approcci "preconfezionati" come programmi di affiliazione dal contenuto originale scarso o nullo.
In queste norme, leggiamo invece una particolare attenzione
verso potenziali fenomeni di spamming. Le
"tecniche subdole" che Google mette all'indice,
sono tutte quelle pensate per depistare lo spider e favorire
una sua errata interpretazione del contenuto di un sito.
Le Guidelines, da questo punto di vista,
sono anche un ottimo strumento cautelativo, con cui il motore
di ricerca tenta di filtrare le innumerevoli segnalazioni che
continuamente riceve.
Un'ulteriore conferma della politica editoriale di
Google viene dalle Guidelines che vengono proposte/imposte a
chi vuole aderire al circuito pubblicitario Google AdSense.
Alla richiesta del webmaster segue un'analisi del sito
volta ad accertare che questo non contenga:
quote (Google Guidelines):
- materiali illegali, per adulti, ecc...
- Pubblicità eccessiva
- Popup, pop-under o finestre di uscita che interferiscono con la navigazione del sito, coprono gli annunci AdWords, cambiano le preferenze dell'utente o sono destinati al download. Altri tipi di popup, pop-under, o finestre di uscita sono accettabili a condizione che non eccedano un totale di 5 per sessione utente
- Contenuto ingannevole o manipolativo, o costruzione del sito realizzata specificamente per migliorare la posizione nei risultati di ricerca. Per esempio, migliorare il PageRank del vostro sito
L'antipatia di Google per le pop-up e nota a chiunque si
occupi di search engines marketing. Di fatto il
modello di pubblicità online che Google vuole
affermare è proprio quella del sistema
AdWords/AdSense: spot testuali pertinenti, altamente
profilati e targettizzati, assolutamente non invasivi e
segnalati come tali. Un totale rispetto per l'utente,
quindi, che non deve essere assillato da ossessionanti
finestre che esplodono a dismisura, o banner-trappola che
forzano l'utente al click.
Tutt'altro: pubblicità come servizio informativo
all'utente, che trova solo pubblicità che
effettivamente gli può interessare. Per lo meno, il
tentativo è questo.
E' evidente che nemmeno Google è una pia opera di
misericordia, tuttavia la sua forza e l'ampio gradimento
che gli utenti gli tributano a livello mondiale si basano
sulla sua capacità di affermare che la sua sobria
correttezza è non solo remunerativa, ma
addirittura vincente.
Che effetto produce, in definitiva Google con le sue
Guidelines?
Indubbiamente cerca di porre un filtro tra ciò
che in rete deve essere visibile e ciò che
deve/può restare in secondo (o terzo) piano.
Sicuramente, queste linee editoriali condizionano la
gestione dei contenuti, oltre che le attività di
webmarketing.
Addirittura si arriva a proporre con una certa forza un
modello di fare pubblicità, e di conseguenza, un
modello di fare comunicazione sul web.
Ad oggi registriamo che il successo di Google sta
nell'aver saputo ben sfruttare e ben comunicare il
rispetto per l'utente che leggiamo anche nelle sue
Guidelines.
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