Tu gust is megl che uan - [Due gusti sono meglio di uno]
La teoria economica che descrive il comportamento di
acquisto del consumatore indica che la scelta avviene
assegnando un indice di preferenza alle alternative
disponibili e che le preferenze rispondono ai principi di
ordinalità e di coerenza.
Il consumatore, in pratica, identifica una scala
(ordinalità ) di preferenze secondo un criterio
di utilità ed è sempre in grado di individuare
la scelta in grado di fornire l'utilità maggiore
(coerenza).
In termini di marketing questo vuol dire che è
necessario essere, con la propria proposta, più in
alto possibile nella classifica delle preferenze.
Ma come può un'impresa posizionarsi come
quella in grado di fornire l'utilità migliore ai
propri clienti?
La risposta
è dare un valore complessivo superiore a quello
offerto dai concorrenti. In un unico concetto vuol dire:
"differenziarsi".
La strategia di differenziazione è, probabilmente, la più utilizzata tra le PMI perché in grado di garantire loro una migliore difesa della posizione di mercato rispetto agli attacchi portati dalle grandi imprese.
Affinchè la differenziazione possa essere una scelta vincente soprattutto in ottica PMI è necessario approfondire il concetto di strategia. E per far ciò ricorro, ovviamente, all'aiuto di Michel Porter il più grande esperto mondiale di strategia competitiva.
Punto 1: E' essenziale avere una strategia chiara.
Una strategia chiara permette di distinguersi dai
concorrenti e saper offrire prodotti differenti a gruppi
diversi di clienti.
Una strategia fondata sullo spirito di imitazione non
può certo definirsi chiara. Imitare non è
più sufficiente: la competizione è più
aspra ed i rischi sono più elevati. Quello che serve
davvero è saper crescere costruendo dei vantaggi
piuttosto che eliminare le inefficienze. L'obiettivo
principale di una strategia è di creare dei vantaggi
competitivi per distinguersi: chi si limita
all'imitazione spesso non ottiene l'obiettivo di
differenziarsi ma il miglioramento dell'efficienza.
Proprio perché le imprese hanno spesso confuso la
strategia con l'efficienza piuttosto che affrontare il
problema della competitività dal punto di vista
strategico sono state privilegiate discipline come
l'outsourcing, il downsizing, il reengineering.
Punto 2: una buona strategia si basa sulla conoscenza del
settore e sul posizionamento dell'impresa.
Molte imprese (soprattutto piccole) hanno fondato le loro
strategie sull'aumento della quota di mercato e sul time
to market. Secondo Porter si tratta di due approcci
sbagliati. In primo luogo è possibile dimostrare come
tante aziende che hanno piccole quote di mercato fanno ottimi
affari perché sono riuscite a perseguire la strada
dell'elevata redditività. In secondo luogo se
tutte le imprese puntassero alla riduzione dei tempi dei
cicli operativi per accelerare il lancio dei prodotti si
avvierebbe una corsa che nessuno sarebbe in grado di vincere.
Oltretutto, aggiungo io, una strategia basata sulla rapida
crescita non è sostenibile da una PMI.
Occorre pensare alla strategia in termini diversi rispetto a
come si è fatto sino ad ora: come posso offrire un mix
di valore unico ad un segmento particolare di utenti per
ottenere una posizione unica nella loro mente?
Punto 3: se si vuole acquisire un vero vantaggio
competitivo occorre evitare il tutto per tutti.
La modalità con la quale si decide di
differenziarsi è fondamentale: non si deve arrivare a
compromessi ma occorre effettuare delle scelte precise
rinunciando a rincorre più tipi di differenziazione
(ad esempio la personalizzazione nel servizio e
l'ampiezza di gamma). Prendiamo, come esempio, il settore
delle acque minerali: c'è quella con meno sodio,
quella che facilita la digestione, quella con la micro
filtrazione, ecc. Ciascuna punta su un motivo unico per
essere in testa alle preferenze di uno specifico target di
consumatori.
Punto 4: qualità ed innovazione sono le carte
vincenti per ottenere un posizionamento unico.
L'innovazione è vincente se basata su un
vantaggio distintivo specifico dell'azienda e se è
parte integrante di una visione strategica. Innovare non vuol
dire ottenere dei miglioramenti operativi: vuol dire saper
trovare combinazioni nuove delle risorse per dare ulteriore
valore ai propri clienti. E affinchè
un'innovazione sia vincente occorre conoscere inj
profondità il proprio settore ed essere in grado di
ascoltare i propri consumatori ed analizzare i comportamenti
della concorrenza.
Punto 5: l'essenza di una strategia è
l'integrazione interfunzionale.
Non è possibile pensare ad una strategia come
un'attività che interessa solo alcuni aspetti
dell'azienda. Quando si pensa e si implementa una
strategia occorre collegare ed integrare le attività
lungo l'intera catena del valore rendendole
complementari. In questo modo si ottiene un effetto a catena
che inciderà positivamente sul vantaggio competitivo:
facendo bene un'attività si ottengono
miglioramenti anche in altre attività.
Punto 6: la PMI deve crearsi una posizione difficile da
imitare per i concorrenti diretti e non conveniente da
imitare per la grande impresa.
Sarà pertanto necessario concentrarsi su nicchie
di mercato che si è in grado di servire al meglio: i
grandi concorrenti non potranno imitarvi perché non
riuscirebbero ad essere altrettanto efficaci ed i piccoli
competitors non riusciranno a trovare dei riferimenti facili
da imitare. Le PMI italiane hanno sempre dimostrato di
sapersi guadagnare la leadership mondiale in particolari
segmenti perché possono contare su un'esperienza
specifica consolidata.
E' sbagliato pensare che la globalizzazione porterà le PMI a dover ampliare la propria gamma per poter rispondere ai bisogni di un pubblico allargato e trasversale. Ci si dovrà concentrare su nicchie ben definite e raggiungerle con strategie chiare attraverso le quali sia limpido il valore in più che l'impresa è in grado di offrire a quel particolare segmento di clienti. Ad esempio riuscire a fornire più valore per lo stesso prezzo o rivolgersi ad un numero più ristretto di clienti (in grado di spendere di più) per offrire loro un valore unico specifico per le proprie esigenze.
Insomma "Tu gust is megl che uan" può
essere un posizionamento più adatto ad una PMI
rispetto ad "All gust for everyone".
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