Alessio Pellegrini
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Come ottimizzare le immagini per Google e motori di ricerca

Vediamo quali sono le migliori teniche per ottimizzare le proprie immagini all'interno dei vari motori di ricerca.

Da sempre, chi si occupa di SEO tende a focalizzare la propria attenzione sui contenuti testuali, nell’ottica di una ottimizzazione di un sito o di una pagina web sui motori di ricerca. Nella SEO si ragiona infatti principalmente per parole chiave, associate quindi prevalentemente ai contenuti testuali, trascurando magari le immagini, i video ed altri contenuti. Si sente ribadire spesso nei blog e forum SEO che “content is king”, ma un contenuto arricchito in immagini, video ed altro è senz’altro di maggior valore. Senza contare che le immagini ottimizzate SEO sono esse stesse fonti di parole chiave e di traffico.

Dobbiamo pensare per prima cosa a come ci restituisce i risultati Google. Una immagine ben ottimizzata ci fornisce senz’altro traffico da Google ricerca immagini, ma per diverse query Google restituisce immagini anche nella prima pagina dei risultati di una web search, per cui ottimizzare le immagini a dovere ci può far guadagnare un sacco di traffico ed anche di revenue da AdSense. L’ottimizzazione comincia dal nome del file, che dovrebbe descrivere bene l’immagine e in maniera concisa. Il nome del file può corrispondere ad una parola chiave, ma non bisogna esagerare con l’ottimizzazione e soprattutto non superare le quattro parole: è pur sempre il nome di un file, per cui non deve essere troppo lungo e le parole dovrebbero essere separate dal trattino meno.

Veniamo al formato delle immagini. Spesso i risultati migliori si ottengono con i formati jpg e gif, ma anche il png è un ottimo formato per il web. Inoltre le immagini dovrebbero avere dimensioni medie, meglio se superiori a 100 x 100 e non troppo oltre 1000 x 1000: le immagini con dimensioni intermedie tendono ad avere migliori prestazioni SEO. Una buona soluzione può essere quella di inserire una thumbnail nella landing page, thumbnail che linka all’immagine di dimensioni originali. Questa soluzione offre una ulteriore opportunità di ottimizzazione: una immagine di dimensioni medio piccole può essere inserita più facilmente all’interno del testo, o tra due porzioni di testo e vedremo come questo ci aiuta a posizionare l’immagine.

Se vogliamo ottimizzare l’immagine per una data parola chiave, il testo sopra o intorno l’immagine dovrà contenerla: questo fa associare l’immagine a quella porzione di testo e alla parola chiave presente, ancor più se questa è evidenziata in grassetto o fa parte di una intestazione (tag h1, h2, ecc.). È evidente quindi che l’immagine, per essere ben ottimizzata, dovrà arricchire ed integrare i contenuti testuali, perché è molto più difficile (oltre che penalizzante) ottimizzare una immagine estranea ai contenuti dell’articolo. Per questo stesso motivo, sarà utile inserire una didascalia all’immagine e, ancora più importante, il testo alternativo (ossia, l’attributo alt="").

Testo alternativo, didascalia, nome del file ed eventuale attributo title dovrebbero essere descrittivi, non bisogna cioè incorrere nell’errore di fare un elenco di parole chiave, che può essere sicuramente controproducente, o addirittura penalizzante (se interpretato come keyword stuffing). Ma per essere ben ottimizzata, una immagine dovrebbe essere anche di qualità, incuriosire e colpire il lettore, in modo da generare link baiting, tecnica di cui abbiamo parlato in questo post sulla link building. Ci sono siti che si basano quasi interamente su immagini curiose, che generano link spontanei, ma nel tuo sito puoi pensare di scrivere post con l’immagine del giorno o della settimana, ovviamente a tema con il tuo sito: può trattarsi di una foto, di un grafico o di un’infografica. In questo modo i link saranno spontanei e più facilmente realizzabili con pulsanti di condivisione alla fine del post.



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Francesco
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