Alessio Pellegrini
a- a+

Article marketing: ancora un valido strumento SEO con i nuovi algoritmi Google come Panda contro le content farm?

Vediamo quali saranno le possibili conseguenze del rilascio dell'algoritmo Panda update da parte di Google.

Google ha definitivamente ucciso le content farm e l’article marketing con il Panda update? Con questo aggiornamento dell’algoritmo, Google renderà il content finalmente king, segnando addirittura il declino della SEO? Forse bisognerà attendere ancora un po’ per rispondere definitivamente a queste domande, visto che il Panda update è stato prima rilasciato negli Stati Uniti, mentre da pochi giorni è stato esteso ai restanti paesi in lingua inglese. In Italia siamo ancora quindi in parte “protetti” dall’effetto Panda, tuttavia chi si occupa di article marketing dovrà probabilmente correre ai ripari.

È ovvio che la situazione attuale non poteva durare per sempre e bene ha fatto Google ha dare un ulteriore giro di vite alle content farm. Google giustamente premia i contenuti di valore e lotta contro lo web spam e i contenuti duplicati. Chi si occupa di SEO sa che Google stava andando in questa direzione già da tempo. L’efficacia della pubblicazione di articoli e comunicati stampa in siti di press release e article directory con sole finalità SEO già dava da tempo risultati inferiori alle aspettative: i link ricevuti da questi siti hanno già un basso effetto sul posizionamento. Si poteva sperare in qualche risultato puntando prevalentemente ai siti di article marketing più autorevoli, evitando quei siti in cui si possono pubblicare contenuti senza alcuna revisione: queste vere e proprie “spam farm” avevano già una un basso posizionamento, ma anche i siti autorevoli, in base alle prime misurazioni effettuate, sono stati penalizzati dal Panda update.

Secondo SISTRIX diversi siti di article marketing americani sono stati penalizzati nel posizionamento rispetto a specifiche parole chiave su cui erano ottimizzati, ecco una breve lista dei siti che hanno maggiormente subito l’arrivo del Panda:

wisegeek.com

ezinearticles.com

suite101.com

hubpages.com

buzzle.com

associatedcontent.com

freedownloadscenter.com

essortment.com

fixya.com

americantowns.com

lovetoknow.com

articlesbase.com

Come vedete, anche siti piuttosto noti, con una buon page rank come ezinearticles, articlesbase, suite101 sono stati penalizzati dal Panda. Non è stato invece penalizzato eHow, diverso dalle solite article directory: ha un design fresco, simile ad un magazine, e difficilmente può diventare una link farm.

Bisogna quindi ignorare la SEO e produrre solo buoni contenuti? Forse sì, nel senso che bisognerebbe riconsiderare l’article marketing nella sua originaria accezione, ossia come uno strumento di marketing, non come un mezzo rapido per avere backlink. Si è probabilmente scordato come fare article marketing e per questo Panda è probabilmente l’occasione migliore per riconsiderare la strategia di produzione di contenuti.

Ricordando che i buoni contenuti vengono comunque premiati da Panda, anche se provengono da article directory, occorre impostare una strategia che consenta di valorizzare i contenuti legati al sito web che si vuole promuovere. Una buona strategia di article marketing è quella di scrivere una versione principale dell’articolo, che sarà pubblicata sul sito web che voglio promuovere. Da questa versione principale, posso ricavarne altre, secondarie. Se il sito che voglio promuovere ha una sezione blog, l’articolo potrà essere ripreso dal blog stesso e da qui opportunamente diffuso attraverso i social media. E soprattutto potranno essere ancora create versioni secondarie dell’articolo, che lo riprendono e lo ottimizzano per alcune specifiche parole chiave e anchor text: saranno questi gli articoli secondari ad essere postati in pochi siti di article directory, facendo particolare attenzione nella loro scelta, magari anche in base al posizionamento che stanno avendo in seguito all’avvento del Panda.

In altre parole, con Panda probabilmente si dovrà fare più seriamente article marketing e questo dovrà sempre più confrontarsi con altre strategie, come il link baiting e il social media marketing. L’integrazione dei blog all’interno dei siti web aziendali diventerà probabilmente sempre più strategica e i contenuti degli articoli saranno sempre più importanti: la loro qualità, utilità e anche la capacità di generare reazioni (buzz) negli utenti.



Ti potrebbe interessare anche

commenta la notizia

C'è 1 commento
Sara
Hai dubbi su questo articolo?