Federico Riva
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I trucchi per i motori

Molti webmaster pensano che i motori di ricerca possano essere ingannati, con dei trucchi; è sempre stato così e sarà probabilmente sempre così, solo che mentre molti anni fa era facilissimo e qualche anno fa era facile, adesso è veramente difficile.

Nonostante ciò, non sono rari i casi in cui visualizziamo anche dai migliori motori di ricerca internazionali dei link a siti che sono di bassissima qualità e che utilizzano pratiche cosiddette black hat (opposte a quelle legittime di white hat).

Diciamo subito che questi siti hanno vita breve negli indici dei motori di ricerca principali (che portano ai siti circa il 98% del traffico totale dei search engines), ma è anche indubbio il fatto che possono disturbare e di molto la fruizione e lesperienza di un navigatore di un motore di ricerca.

 

Sconsigliamo caldamente lutilizzo di queste pratiche per due motivi principali:

1)in primis, come abbiamo detto sopra, la vita media di siti che applicano pratiche irregolari di ottimizzazione è di poche settimane, se non di pochi giorni (in breve: prima che un software del motore di ricerca o un editor si accorga dellirregolarità del sito)

2) In secondo luogo, spesso queste pratiche servono per essere posizionati bene nelle SERP (Le pagine dei risultati di ricerca), ma riescono a ottenere visite di utenti che non sono affatto interessati ai prodotti/servizi pubblicizzati e promossi effettivamente sul sito, quindi questo tipo di ottimizzazione (oltre a essere poco durevole) è anche poco utile; inutile dire che per business on the fly è una tecnica che può avere un senso economico (anche se bisogna sempre calcolare il rapporto costi/ricavi). Non può invece avere alcun senso per siti seri e che hanno una sana idea di business e questo anche perché le tecniche black hat comportano un rimaneggiamento della struttura dei siti che li rende particolarmente sgradevoli e difficili nella navigazione.

 

Vediamo quindi quali sono le pratiche più diffuse che possono essere considerate a buon titolo black hat:)

1)Testo nascosto (tipicamente linserimento di keyword o frasi con o stesso colore del background o con un colore leggermente differente, di difficile percezione per locchio umano)

2) Inserimento di keyword ripetute e soprattutto poco attinenti con il contesto della pagina nella quale sono posizionate

3)     Cloacked pages (pagine che vengono distribuite ai navigatori in una maniera differente da come vengono distribuite per i motori di ricerca)

4)Redirect (in Javascript, HTML, o direttamente lato server, come con Apache

5)Doorway pages (pagine che non hanno alcun contenuto vero e proprio e che servono esclusivamente per lindicizzazione e per poi reindirizzare lutente su altre pagine che sarebbe stato più difficile indicizzare e posizionare).

6)Pagine duplicate, identiche o molto simili, che servono per indicizzare più pagine di uno stesso sito senza però offrire contenuti differenti

Il nostro consiglio è quello di non usare mai queste tecniche nel caso in cui la linea di business del sito sia seria e il sito o i siti da posizionare-indicizzare siano destinati a un futuro nel medio e lungo periodo.



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Marcello
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