Federico Riva
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Il pagerank (Terza Parte)

Limportanza del nome dei link in uscita

Facciamo un esempio: poniamo di gestire un sito di abbigliamento e poniamo che un sito ci linki da una pagina, con il nome cravatte in seta; il nostro sito sarà avvantaggiato nel posizionamento quando qualcuno cercherà cravatte in seta o cravatte, ma non quando cercherà accessori abbigliamento, per quanto tutti sanno che le cravatte sono accessori di abbigliamento.

Al contrario di quanto si potrebbe pensare, i motori di ricerca sono molto conservatori; in sostanza, anche se non intenzionalmente, hanno riproposto le logiche delleconomia e della società off-line. I motivi per cui possiamo fare questaffermazione sono molti; uno di questi è l aging dei link; se il vostro sito è linkato da una pagina con PR=5, possiamo dire che non tutto il potere di questo link è passato alla pagina linkata immediatamente; il link assume un valore sempre più grande quanto più passa il tempo. Questo è motivato da ragioni interne e da ragioni esterne.
Fra le ragioni interne cè una considerazione facilmente condivisibile; alcuni link possono avere una vita di pochi giorni se non addirittura di poche ore; tipici sono i casi di news o di giornali online; in questi casi il link in uscita ha una vita breve e quindi è comprensibile che la loro influenza sia minore di un link strutturale, che prevede un rapporto duraturo fra due siti . Ma cè un altro motivo per cui il pagerank non passa da una pagina allaltra immediatamente.

 Nellultimo anno si sono enormemente diffusi siti che vendono e comprano link; sarebbe più corretto dire che questi siti affittano i link per conto terzi; questo commercio ha sicuramente creato dei problemi al cuore degli algoritmi di Google. I link in entrata sono sempre stati considerati positivamente perché non sono controllabili dai webmaster e perché si è sempre pensato che nessuna pagina con un pagerank alto linkerebbe una pagina di bassa qualità. Ma che cosa accade quando è possibile comprare 100 link a PR=6 avendone la disponibilità economica? Ovviare a questo problema è ben difficile per Google.

Uno dei metodi che ha applicato recentemente (meno di un anno fa) è stata la creazione di un sandboxin sostanza, gli inbound link cominciano a provocare un effetto benefico per il sito linkato solo dopo mesi dalla loro attivazione.

Si dice anche se non se ne hanno prove che il periodo di permanenza in questo limbo sia di circa sei mesi. Obiettivamente ci sono numerosi indizi che fanno pensare che i tempi non siano più brevi; di certo questo è un ostacolo anche per i siti che sono linkati naturalmente.

Prima di concludere questa lezione sul pagerank di Google, dobbiamo ricordare due cose (strettamente correlate). Il pagerank che si visualizza nella Google Toolbar non è mai quello reale, ovverosia quello che determina il posizionamento dei siti nelle SERPs. Si tratta in primo luogo di un pagerank approssimativo (arrotondato per difetto, dal momento che non vengono visualizzati i decimali) e inoltre si tratta di un pagerank non aggiornato; un pagerank apparente = 0 può nascondere un pagerank reale uguale a 5. Nessuno al di fuori di chi lavora in Google può sapere qual è il pagerank reale di un sito; anche per questo non ha molto senso fare degli scambi link basandosi principalmente sul pagerank che appare sulla toolbar di Google.



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