L’importanza dei domini di terzo livello e le sottodirectory (Terza Parte)
Utilità dei sottodomini nei siti multilingue
Poniamo poi il caso che amministriate da anni il sito www.nomesito.com e che decidiate di estenderne lattività anche in altre nazioni oltre a quella originaria (lItalia). Se non utilizzate un sistema di IP country filtering, non di facilissima attuazione e comunque costoso, dovrete attivare un nome a dominio per ogni singola nazione (e lingua) di riferimento; il sito francese si chiamerà www.nomesito.fr, il sito tedesco www.nomesito.de, il sito inglese www.nomesito.co.uk e così via. Ma poniamo che questi nomi a dominio non siano più liberi o che non siano più liberi anche solo uno o solo alcuni di questi nomi a dominio. Che fare? La risposta è semplice: creare deisottodomini in cui lestensione sia posta allinizio dellURL. Il sito francese si chiamerà dunque http://fr.nomedelsito.com, quello tedesco si chiamerà http://de.nomedelsito.com e così via. Utilizzando semplicemente dei sottodomini, si aggira lostacolo rappresentato dall'impossibilità di comprare dei country domain perché già utilizzati; tenete inoltre conto del fatto che normalmente le estensioni nazionali (.fr, .de, .co.uk, co.jp etc) non possono essere comprate da cittadini o società che non risiedono in quello Stato. Con i sottodomini, questo problema viene cancellato, oltre a evitare di spendere centinaia di Euro per lacquisto dei singoli nomi a dominio esteri.
Nessuna difficoltà di
realizzazione
Per chi non fosse già sufficientemente esperto
nellamministrazione dellhosting del proprio nome a dominio,
ricordiamo che non è affatto difficile creare
dei sottodomini, anche se è leggermente
più complesso che creare delle sottodirectory.
Per creare dei sottodomini bisogna intervenire sui
DNS (Domain Name Service), ma normalmente i
provider che forniscono il servizio di hosting o di housing
mettono a disposizione dei propri clienti delle
guidelines molto facili per indicare come attivare
dei sottodomini; se il vostro provider è estero,
ricordatevi di cercare queste indicazioni anche con il nome
subdomains, oppure
vanity names
machine
names
domain
alias
Alcuni provider richiedono un pagamento per
l'attivazione di sottodomini, ma il trend più
recente è quello di fare pagare un costo di set-up
fisso e una tantum o addirittura di non fare pagare
affatto questo servizio che - di fatto - non comporta alcun
costo aggiuntivo per il provider stesso, se non
qualche minuto di lavoro
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