
I
motori di ricerca influenzano ormai in maniera decisiva le opinioni, le
decisioni e gli acquisti degli italiani che accedono ad Internet. E’ questa la
più rilevante evidenza dei risultati dell’edizione 2007 della ricerca
Sems/Nextplora “Gli italiani e i motori di ricerca”, giunta ormai alla sua
quarta edizione.
Marco Loguercio, CEO di Sems, commenta: “Questa ricerca è diventata un appuntamento irrinunciabile per tutti gli operatori del settore (agenzie e investitori). Nel momento in cui ci si appresta ad investire in search marketing, infatti, è estremamente importante capire come il proprio target si relazioni con gli strumenti di ricerca nel Web, in particolare nel momento in cui stia valutando un prodotto o servizio. Ed è proprio a questa esigenza di comprensione e analisi presente nel mercato, che rispondiamo con la ricerca annuale sul rapporto degli italiani con i motori”.
I dati (raccolti nel periodo tra la fine di aprile ed i primi di maggio di quest’anno, con circa 1.500 interviste via e-mail convalidate su un campione rappresentativo dell’utenza italiana) offrono un interessante panorama del rapporto che gli italiani hanno con i motori di ricerca. Un rapporto che, sia per la sempre maggiore disponibilità di connettività “always on” a casa e/o al lavoro, sia per la velocità con cui si riescono a trovare informazioni il cui reperimento, sui canali tradizionali, richiederebbe molto più tempo, vede gli utenti confidare sempre più nelle informazioni trovate attraverso i motori, ormai veri e propri influenzatori di opinioni, decisioni, acquisti.
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Complice anche una maggiore confidenza con l’e-commerce, infatti, sempre più italiani fanno i loro acquisti immediatamente dopo una ricerca nei motori (specialmente per articoli di informatica, telefonia e viaggi – al top della classifica dello shopping online).
Il 31% degli utenti utilizza sempre i motori di ricerca per trovare informazioni su prodotti e servizi che vuole acquistare, oltre il 50% li utilizza spesso e solo il 4% non li utilizza mai mentre il 9% afferma di farlo raramente.
Cresce anche l’impatto che l’info-commerce ha sui comportamenti di acquisto (ben il 76% degli intervistati, al momento di decidere cosa acquistare, è stato influenzato in maniera decisiva dalle informazioni trovate sui motori). Gli utenti, infatti, si muovono online attraverso i motori, qualunque sia il prodotto o servizio che si apprestano ad acquistare, il prezzo e il canale sul quale procederanno all’acquisto.
Inoltre nelle ricerche finalizzate all'acquisto cresce anche l'uso dei comparatori di prezzo (leggi anche Shopping online e comparatori di prezzo) utilizzati abitualmente dal 27% degli utenti, e qualche volta dal 47%.
"Anche quest’anno, insomma, – afferma Loguercio - i dati sono sorprendenti: dopo anni di continua crescita nelle percentuali di utilizzo sia quantitative che qualitative, una flessione potrebbe anche starci. Ed invece numeri e percentuali salgono senza sosta, a conferma di come i motori di ricerca siano uno strumento fondamentale per gli utenti, ed una killer application per coloro che vogliono utilizzarli come strumento di promozione”.
Ben il 96% degli utenti, infatti, ritiene i motori lo strumento più efficace per orientarsi nel Web (il più usato è Google, che spopola con un plebiscitario 94%).
Interessante è anche il dato sul loro utilizzo
in profondità. Alla domanda "Quando
ritieni sia il caso di effettuare una nuova ricerca"
tra il 5 e l'8% degli utenti (divisi per
genere e fascia d'età) ritengono di dover
cercare ancora dopo i primi risultati. Un picco, con il
23% è rappresentato dagli
utenti over 65, forse più prudenti e con
maggiore intenzione di approfondimento.
Di essi, dopo la prima pagina, cercano ancora tra l'8 e il 18% (con un picco del
24% over 65 anni), mentre dopo aver sfogliato le prime due pagine di risultati
la percentuale si alza con un range tra il 22 e il 33% (questa volta gli over 65
si fermano al 12%).
In ogni caso se non si trova subito quello che si sta cercando, difficilmente si cambia motore di ricerca, si cambiano piuttosto le parole chiave utilizzate.
Utilizzati su
base quotidiana dal 77% degli intervistati, sono la porta di accesso non
solo per la ricerca di prodotti e servizi o per l’informazione (le news passano
sempre più spesso dai motori in prima battuta), ma anche per approfondire quanto
visto e sentito su altri media. Questi dati confermano quanto le realtà
dell’utente on e offline siano inscindibili e si influenzino a vicenda.
Da rilevare come le informazioni trovate attraverso i motori siano decisive
anche per orientare l’opinione che gli italiani
hanno di una persona o di un’azienda. Le aziende che compaiono in testa
ai risultati naturali di ricerca per parole chiave legate al loro business sono
infatti ritenute da buona parte degli italiani come leader di settore, ma al
contempo se tra le pagine di risultati dei motori compare un commento o una nota
negativa su di un’azienda, l’utente ne tiene conto e spesso cambia la propria
percezione a riguardo.
Dato che deve interessare le aziende che pianificano sui motori è che il 25% cerca informazioni da un computer (ad esempio quello dell'ufficio) e acquista su un alro (quello di casa, o viceversa). Questo crea ovviamente un problema nel tracking delle campagne, ma dimostra anche quanto sia importante farsi trovare sempre.
Se è vero infatti che, una volta cercato, il sistema di archiviazione più utilizzato è quello dei "preferiti", è altrettanto vero che un terzo (e non sono pochi) degli utenti, non archivia ma cerca ancora.
Conclude Loguercio: “La sempre maggiore influenza che hanno i motori di ricerca sulle nostre idee e sulle nostre opinioni si vede anche da questo: sono in grado di farci cambiare idea su di una persona o su di un’azienda se, cercando, troviamo informazioni che ci colpiscono in positivo o in negativo. Al contempo, i motori hanno svegliato anche l’ego di molti che, attraverso la creazione di blog, di siti personali o di profili sui portali di social networking, vogliono comparire nelle pagine di risultati per far sapere al mondo che esistono, cosa fanno, come la pensano…”.
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