Perchè le imprese sono online?

Vediamo se e come Internet è usato dalle imprese e quali sono i motivi che spingono ad essere online. Il panorama delle imprese italiane presenta tendenze contraddittorie nei confronti di Internet. I dati fanno riferimento ad un campione di 1000 imprese con almeno 10 dipendenti studiati dall’Associazione Nazionale Imprese Servizi Informatica Telematica Robotica Eidomatica (http://www.assintel.it) e dalla Federazione per l'economia digitale (http://www.fedecomm.net). Da un lato sembra esserci un grande interesse nei confronti di questo nuovo strumento, tanto che il 98% delle imprese dichiara di possedere il collegamento ad Internet, e ben il 72,6% ha un proprio sito.

Se ci si sofferma sulle finalità per cui è stato creato il sito, però, ci si rende conto che le imprese sono impreparate o quantomeno diffidenti ad impiegare operativamente il Web per effettuare transazioni. Solo poco più di un terzo delle imprese ha in rete un catalogo completo dei propri prodotti, mentre soltanto una su cinque permette di inoltrare ordini online. Ancora meno sono le imprese che danno la possibilità di pagare online, e fra queste è ancora largamente usato il sistema della carta di credito. Internet per molti sembra quindi essere ancora una sorta di vetrina: ci si può presentare, si può descrivere l’impresa o al massimo si può fornire un’idea dei prodotti che l’azienda più offrire. Sono poche però le imprese che utilizzano il Web come strumento per effettive transazioni. Ma perché ci si ferma a questo livello? Forse manca la consapevolezza di quello che si potrebbe fare online? Oppure si è bloccati dalla difficoltà di coordinare questo nuovo canale distributivo e informatico con quello tradizionale?

Una delle componenti che ha maggiormente influenzato questo comportamento è la paura per la scarsa sicurezza dei dati e dei pagamenti che circolano in rete. Alle promesse riguardanti lo sviluppo della Net Economy si sono affiancate le notizie sulle truffe e sui crimini informatici. Secondo le ultime stime del http://www.usdoj.gov/ e del http://www.fbi.gov/ (FBI) sono state ben 56 mila le vittime di truffe online, per un totale di 117 milioni di dollari! Si potrebbe quindi dire che lo sviluppo di Internet è stato più emozionale che razionale, cioè più legato agli entusiasmi e alle paure che non ad un coerente piano di sviluppo. È necessario invece che le scelte aziendali siano prese valutando le soluzioni più adatte a sfruttare le reali opportunità tenendo conto dei rischi effettivi. Ed è questa, almeno secondo la maggior parte degli analisti, il giusto approccio che dovranno avere le imprese per sfruttare pienamente Internet.

Marco Canazza

 

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Francesco
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