Il meccanismo del lock-in per vendere con successo su Internet
Gli utenti di qualsiasi sito, anche di quelli puramente di
e-commerce, ricercano per prima cosa informazioni
Internet è, per antonamasia, il più grande
mercato di informazioni disponibile, aperto,
autogenerante.
Si sente, spesso, dire che la gente su Internet fa
e-shooping piuttosto che e-commerce.
Con questa espressione, si vuol indicare che, in maniera
particolare in Europa, gli utenti quando hanno bisogno di
acquistare qualcosa, navigano su vari siti di e-commerce
attingendo numerose informazioni su quel determinato prodotto
che potrebbe soddisfare le proprie esigenze, ma raramente
concludono la transazione online.
Dopo aver raccolte tutte le informazioni necessarie per una
corretta scelta di acquisto, la maggior parte degli utenti
preferisce acquistare offline.
E così, i siti di e-commerce rischiano di divenire in
mano all'utente degli ampi strumenti per la comparazione
di prezzi e dati qualitativi e quantitativi dei più
diversi prodotti, senza riuscire a raggiungere
l'obbiettivo per il quale sono stati ideati: vendere.
Per molti siti B2C, questo fenomeno sta assumendo dimensioni
allarmanti: la stessa edreams.it, per esempio, ammette che la
maggior parte dei suoi sforzi di marketing, in questo dato
momento di sviluppo del proprio e-business, sono concentrati
sul far concludere le transazioni online, dal momento che
numerosi navigatori, dopo essersi avvalsi delle informazioni
fornito dal loro catalogo online e dalla edreams-guides ( un
team di appassionati che danno informazioni su come
organizzare un viaggio praticamente in qualsiasi
località del mondo ) prenotano il proprio pacchetto di
viaggio offline.
Ed ecco che entra in gioco il meccanismo del lock-in:
bloccare, trattenere l'utente sul proprio sito, dopo
avergli dato tutte le informazioni necessarie per decidere
sull'acquisto da farsi, per trasformalo da semplice
utente a cliente del sito, facendo concludere la transazione
direttamente online.
I meccanismi e le strategie di lock-in sono le più
disparate, ma, solitamente, non ne basta una: è
necessario un corretto mix di molte di esse perchè si
possa raggiungere l'obbiettivo prefissato.
Tra le più importanti, si possono individuare quelle
di personalizzazione del sito e delle offerte disponibili in
base alle esigenze del singolo cliente che si realizzano
attraverso la creazione di homepages personalizzate, le
cosidette "my-page" , contenenti le informazioni e
gli ultimi aggiornamenti sui prodotti che lo stesso cliente
ha richiesto in base ai propri interessi e gusti
personali.
Altra arma vincente, in questo contesto di marketing one to
one, sono le newsletter profilate, che giungono direttamente
alla e-mail dell'interessato, evitandogli la
"fatica" di reperire le informazioni che gli
necessitano, navigando nel web.
Altri meccanismi di lock-in sono quelli dei "punti
fedeltà" , già utilizzati nel mercato
della distribuzione commerciale, o quello della creazione di
particolari club di fedeltà all'acquisto basati su
promozioni e premi.
Interessante sta divenendo anche l'uso di call center
online e telefonici, soprattutto per gli acquisti emozionali
ed emotivi, per far in modo che il cliente, spinto dal
proprio entusiasmo, possa concludere facilmente il proprio
acquisto sullo stesso sito nel quale ha trovato il
prodotto/servizio che lo soddisfava.
Lock-in non significa, dunque, semplicemente,.fedeltà
al sito, ma qualcosa in più: far in modo che
l'utente da semplice "raccoglitore" di
informazioni si trasformi in cliente del website, meglio se
cliente assiduo.
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