Se l'e-commerce è ...maleducato
Messe al bando le buone regole di cortesia che impongono di fare "buon viso a cattivo gioco" quando si riceve un regalo poco indovinato e disconoscendo il vecchio detto consolatorio"...è il pensiero che conta" , in tempi di ristrettezze economiche e di corsa all'oggetto più desiderato, non prendetevela se su Yahoo! o su eBay troverete all'asta la sciarpa che avete regalato a un amico che non sopporta la lana, o il set da sushi lasciato sotto l'albero del collega di ufficio che non odia il pesce crudo.
E' questa infatti l'ultima trovata dei due portaloni americani che coniando un nuovo slogan, che assomiglia a una legge di Murphy, "Even Santa screws up once in a while" (Anche Babbo Natale a volte sbaglia - Yahoo!), hanno offerto ai loro numerosissimi utenti d'Oltreoceano la possibilità di disfarsi dei regali sgraditi e trasformarli in denaro sonante per regalrsi, poi, ciò che veramente piace.
Yahoo! ha addiruttura creato un'apposita sezione all'interno dei propri canali e, dal numero di scambi, sembra che l'iniziativa abbia riscosso un grande successo. Il più famoso sito di aste online, invece, si mantiene più prudente e, se il 26 dicembre ha creato uno spazio dedicato a queste sfortunate mercanzie (Unwanted Gifts Showcase - La vetrina dei regali indesiderati), non sembra intenzionata, al momento, a farne un'istituzione. Anche per eBay, comunque, il numero di chat e di transazioni conferma che "a caval donato non si guarda in bocca" ha fatto ormai il suo tempo.
Con una sua logica, e forse per sentirsi meno in colpa, si fa strada chi promuove la nuova filosofia del "c'è tutto per tutti" , e così le nuove tecnologie mantengono l'agognato ruolo di supporto a una comunicazione allargata. Perchè dunque tenere nel fondo di un vecchio armadio il maglione con la renna regalato dalla mamma, quando magari da qualche parte nel mondo c'è chi non desidera altro che indossarlo con orgoglio?
E molte sono le storie curiose già raccolte grazie a
questa iniziativa e-commerce. C'è quella dei dolci
tradizionali natalizi di Ryan Smith, un manager della Gap
Inc., che non volendo far marcire in frigorifero leccornie
che nemmeno la suocera aveva voluto trattenere, ha deciso di
farli battere all'asta. E anche se le cifre non hanno
superato i dieci dollari, ben sei acquirenti si sono fatti
avanti. Ma il modello new economy del molto old
"riciclo dei regali" , ha permesso anche di
concedersi qualche personale rivincita.
E' il caso di una donna che ricevendo dal cognato un
regalo, a sua detta scelto consapevolmente lontano dai suoi
desideri, ha potuto rimediare alla beffa guadagnando trenta
dollari da un set di profumi che non avrebbe mai utilizzato.
Aneddoti ed etichetta a parte, l'insolita campagna
e-commerce sottolinea ancora che i siti di aste online
continuano a riscuotere un successo crescente, e le sezioni
dedicate a merci usate godono sempre più dell favore
dei visitatori, facendo incontrare da un lato chi vuole
disfarsi di ingombranti oggetti inutilizzati e,
dall'altro, un'ampia comunità di curiosi
collezionisti sparsi in tutto il mondo.
E i risultati sono tangibili; proprio in questi giorni,
forse grazie anche a tale iniziativa, i due portali hanno
visto crescere non solo i propri utilizzatori, ma anche il
valore delle loro azioni al Nasdaq. Segno che
l'e-commerce, anche se un po' "maleducato"
diviene un'abitudine ogni giorno più radicata nel
vivere quotidiano dei consumatori. Almeno Oltreoceano.
Emanuela Pasino
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