Nonostante le incertezze e le difficoltà l'e-commerce diviene sempre più una realtà ed un'abitudine tra i consumatori (Parte II)
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Al contrario, le categorie merceologiche relative ai beni di
prima necessità, quali alimentari ed abbigliamento,
si sono dimostrate impervie per i retailer "pure
play", che si trovano ancora
nell'impossibilità di vincere le barriere
costituite dalla notorietà del marchio,
dall'ampiezza dell'assortimento, dalla
capillarità sul territorio necessaria a garantire
consegne rapide ed economiche.
Le peculiarità del mercato online suggeriscono
inoltre agli operatori di concentrare le loro energie per
coltivare le loro relazioni coi clienti che hanno acquistato
più di recente, con più frequenza e che hanno
speso di più, come sanno bene i "direct
marketer" che da anni applicano la formula
"Rfm": recency, frequency, monetary value per
decidere su quali clienti investire (4).
Soddisfare tali clienti appare quindi vitale per muoversi con decisione verso la profittabilità: i clienti soddisfatti, infatti, effettuano nell'arco di un anno più transazioni, spendono di più in un numero maggiore di categorie e manifestano intenzioni di acquisto future nella categoria del commercio online. Inoltre essi tendono a raccomandare il retailer ad amici e conoscenti, portando a minori costi di acquisizione e di mantenimento e – nel contempo – a più elevati indici di conversione clienti e acquisti.
Conclusioni
La sfida sta ora nello scoprire i numerosi modi in cui gli asset delle imprese (basi-clienti, catene distributive, marchi, competenze di prodotto e servizio) possano essere valorizzati in Rete. I negozi tradizionali permettono di avere esperienza diretta del prodotto, interazione sociale (parametro importante nei consumi dei giovani) e beneficiano di sistemi logistici consolidati.
I siti Web, dal loro canto, permettono un immediato confronto dei prezzi, operatività continua 24 ore su 24 per sette giorni la settimana, inventario in tempo reale, informazione dettagliate sul prodotto/servizio offerto, facile comunicazione a costi relativamente contenuti.
In questo momento, più di uno scontro, è
importante saper dosare e combinare i vantaggi di ciascun
canale, dal momento che dall'analisi dei
comportamenti di acquisto dei compratori online emerge con
chiarezza che le aziende con una solida presenza offline,
si trovano in una posizione privilegiata per accrescere
la propria quota di mercato, aumentare la fedeltà dei
clienti e assicurarsi nuove fonti di profitto, fornendo ai
consumatori una maggior comodità nella forma di
un'offerta combinata on-off line(5).
In conclusione si può quindi prevedere che la potente
ed inarrestabile spinta economica apportata da Internet
rivoluzionerà in profondità gli scenari
competitivi, trasformando, cancellando o creando ex-novo
interi settori. Nessuno potrà contrastare la forza
della riduzione dei costi di transazione, dell'esplosione
di informazioni disponibili, della rapida riduzione
dell'assimetria informativa tra produttori e consumatori.
E' probabile che questo richiederà più
tempo di quanto inizialmente previsto; ma altrettanto
verosimilmente, anche gli effetti potranno essere molto
più dirompenti di quelli che si possono oggi
immaginare.
di Danilo Verga - fonte Netmanager.it
Note
(4) L'osservazione nasce anche dalla
constatazione che il 20% dei clienti della Rete conta per una
percentuale di fatturato degli online retailer che varia dal
51% nella categoria biglietti-eventi, fino al 78%
nell'alimentare.
(5) I pure play più avanzati hanno compreso da
subito l'esigenza di creare un'esperienza di acquisto
sinergica. Chl, ad esempio, ha costruito sul proprio
vantaggio di primo entrante nella distribuzione online di
hardware ed elettronica di consumo in Italia, affiancando al
proprio sito Internet una rete di punti di consegna fisici,
rinforzando così una leadership ora difficilmente
eguagliabile.
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