Incentivi alle Pmi e nuove leggi
Pur ammettendo la difficoltà nel definire quale sia lo stato, ma soprattutto la possibile evoluzione, di un fenomeno come quello dell'e-commerce in Italia - stretto tra rosee previsioni di sviluppo e provata sfiducia da parte dei consumatori - il Governo continua invece ad investire nella nuova realtà dell'e-business, varando alcune iniziative dedicate proprio al commercio online.
Già nella Finanziaria del 2002 era emerso un chiaro interesse nel favorire il rinnovamento tecnologico delle PMI italiane, come recita lo stralcio della legge:
"Al fine di favorire l’adeguamento della rete distributiva alle nuove tecnologie, anche attraverso l’acquisto di apparecchi nuovi, collegabili ad INTERNET quali strumenti polifunzionali in grado di supportare l’accesso e la distribuzione di servizi diffusi, è istituito presso il Ministero delle attività produttive un Fondo per l’informatizzazione della rete distributiva delle piccole e medie imprese commerciali, con una dotazione, per l’anno 2002, di 15 milioni di euro. Con decreto del Ministro delle attività produttive, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, sono determinati modalità e criteri per l’accesso al Fondo" (capo IX, art.52, comma 54)
Un primo utilizzo di questo Fondo è stato già proposto dal Ministro Marzano durante l'estate; l'iniziativa chiamata "Negozio in rete" o "e-Shop", prevede contributi alle PMI del settore commercio che potranno così potranno acquistare gli apparecchi necessari grazie ad un finanziamento calcolato nella misura del 40% del costo ammissibile del bene, per un contributo massimo di 1050€ per apparecchio.
Ma l'aspetto del sostegno economico non è
l'unico campo di interesse del Governo. Anche una
maggiore definizione a livello normativo diviene -
finalmente - una priorità.
Sempre nel corso dell'estate, infatti, il ministro delle
Attività Produttive torna ad occuparsi di normativa
e-commerce, per portare a termine la procedura di
recepimento della Direttiva 2000/31/CE (di cui
già si è parlato in questa sede). Nelle
intenzioni - e nelle speranze - lo scopo è di
raggiungere organicità, chiarezza ed adeguatezza ai
soggetti coinvolti; caratteristiche queste sempre auspicate
ma non ancora presenti in molta della normativa riferita al
mondo dell'online.
Se il provvedimento raggiungerà il proprio intento, ne dovrebbero derivare evidenti vantaggi, soprattutto grazie alla maggiore fiducia di tutti i soggetti coinvolti, resa possibile proprio da un nuovo clima di trasparenza e certezza.
Quali saranno le caratteristiche di tale regolamentazione?
Dato il coinvolgimento da parte di tutto l'ambito comunitario in tale disciplina, verrà mantenuta una certa flessibilità che tuttavia garantirà rigorose misure di tutela per il destinatario del servizio. Sono invece previste, per il prestatore del servizio, una serie di indicazioni minime.
Come già sottolineato, la trasparenza: il prestatore del servizio dovrà fornire tutte le informazioni necessarie alla tutela del consumatore:
- l’esatta identificazione del luogo di stabilimento del prestatore del servizio (il destinatario deve infatti essere in grado di identificare con facilità il prestatore in caso di controversia)
- ma dovranno essere chiaramente espliciti anche i "termini dell’acquisto, i mezzi di pagamento, il diritto di recesso e le fasi tecniche per la conclusione del contratto"
- maggiore trasparenza anche per quanto riguarda la spinosa questione delle comunicazioni commerciali: dichiarate esplicitamente come tali, così come facilmente identificabile il soggetto per cui conto sono effettuate; se inviate via mail, ma non richieste, dovranno essere codificate come tali nell’oggetto della posta elettronica
- viene mantenuta la possibilità di realizzare codici di condotta alle varie associazioni, sempre che ne venga consentito l'accesso per via telematica. Se un prestatore vi aderisce dovranno essere esposti come primo documento rinvenibile sul sito in questione.
Sempre a tutela della privacy del consumatore, l'Autorità garante istituirà un registro presso cui tutti coloro che non desiderassero ricevere pubblicità commerciale, potranno iscriversi.
Infine è previsto uno snellimento delle procedure di risoluzione delle controversie: verrà infatti incentivata e favorita la composizione extragiudiziale delle controversie anche per via telematica.
Come si puù notare dalla sintesi appena esposta, con
questo intervento si dovrebbe raggiungere la soluzione delle
principali problematiche legate al commercio elettronico (in
ambito legale).
A dispetto tuttavia dell'ottimismo del Ministro, credo
sia prudente aspettare i risultati dell'applicazione
concreta della Direttiva, prima di sentirci tutti più
sollevati.
Francesca Girolfi
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