Il commercio elettronico tra evoluzione ed abbandoni

Mentre negli Stati Uniti un colosso come Amazon decide di abbassare la soglia dell´importo minimo per la consegna gratuita degli ordini effettuati, anche se in via sperimentale per un periodo sei mesi, in Europa i consumatori dimostrano sempre meno fiducia nel settore, anche se le transazioni online nel vecchio continente sono aumentate per numero e valore. E intanto si annuncia una defezione importante: Bertelsmann sarebbe pronto a lasciare Internet.

Fare acquisti in Rete può essere conveniente, ma farli su Amazon lo è senza dubbio. Il colosso americano guidato da Jeff Bezos già in passato aveva fatto ricorso alla leva della consegna gratuita per incrementare gli acquisti effettuati nel più noto negozio online del mondo, centrando l'obiettivo, come era stato comunicato in occasione della pubblicazione dell'ultimo bilancio (aumento delle vendite del 21% nel secondo trimestre, riduzione delle perdite a 94 milioni contro i 168 milioni di dollari di un anno prima).

La società adesso ci riprova, anche se in via sperimentale per i prossimi sei mesi, questa volta abbassando da 49 a 25 dollari l'importo minimo per la consegna gratuita degli ordini effettuati negli Stati Uniti; se i risultati dovessero essere incoraggianti non è escluso che l'offerta diventi permanente (ricordiamo che in origine la somma era fissata a 99 dollari n.d.a.). La decisione di Bezos rappresenta la risposta alle operazioni avviate dalla concorrenza (Wal-Mart e Buy.com su tutti) che offre, su una ristretta selezione di articoli, la consegna gratuita su tutti gli ordini relativi, indipendentemente dal loro importo.

Questa ed altre decisioni (come ad esempio lo sconto del 30% per volumi dal costo superiore ai 15 dollari), potrebbero essere determinanti per l'affermazione del commercio elettronico promosso dalla società guidata da Bezos, che conti alla mano dimostra come il prezzo oggi sia una ragione in più per preferire il canale elettronico al negozio abituale.
Un cambiamento di rotta fondamentale, soprattutto ricordando come, in passato, Amazon sostenesse che l'attrattiva per gli utenti era rappresentata dalla grande varietà di articoli e informazioni disponibili sul proprio sito, anche se i prezzi non erano i più bassi sul mercato.

Ma intanto nel Vecchio Continente il commercio elettronico continua a vivere situazioni contrastanti: all'aumentare del numero e del valore delle transazioni online corrisponde un ulteriore diminuizione della fiducia degli utenti nei confronti dello strumento.
Lo sottolinea un sondaggio curato dall'istituto di ricerca tedesco GfK, secondo il quale la disponibilità degli europei nei confronti delle transazioni elettroniche sarebbe in costante discesa a partire dallo scorso autunno. Un andamento che trova ulteriori conferme in tutti gli altri paesi europei ad eccezione di Francia e Gran Bretagna, dove la confidenza dei consumatori nell'ultimo anno è aumentata rispettivamente del 3 e del 16%.

Eppure la percentuale di navigatori europei che hanno fatto almeno un'acquisto online negli ultimi sei mesi è aumentata di 13 punti rispetto all'anno scorso, e il valore di queste transazioni è passato nello stesso periodo da 4,2 a 11,5 miliardi di euro.

Una situazione ancora troppo instabile, con volumi lontani da rappresentare un autentico interesse, tanto che anche un colosso come Bertelsmann sarebbe pronto a lasciare Internet, inizialmente cedendo la sua divisione di e-commerce ad Amazon (guarda caso) per poi giungere anche alla cessione di Barnes&Noble.com (secondo alcune fonti per una quota tra il 35 ed il 50%), una delle maggiori catene di librerie statunitensi.
Per Bertelsmann, che è in fase di piena ristrutturazione, la divisione Internet rappresenta al momento una voce difficile da mettere a bilancio, di qui la decisione di cedere bol.com, la piattaforma di e-commerce attraverso la quale vende libri e musica online in Europa e in Asia, ad Amazon.
Certo è difficile credere che sia possibile disfarsi di un'iniziativa che lo scorso anno ha registrato un fatturato vicino ai 90 milioni di euro, ma dal quartiere generale della società hanno fatto sapere che per il futuro il gruppo ha deciso di "concentrarsi soprattutto sul core business, cioè la produzione e vendita di libri e di musica attraverso i canali tradizionali".

Attraverso l'acquisto di bol.com, Amazon rafforzerebbe la propria quota di mercato in Europa, liberandosi al contempo di uno dei più agguerriti competitor.

di Marco Tracinà

Per gentile concessione dell'autore, fonte NetManager.it
 

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