La situazione attuale di Intenet? Una Giungla
E' da diversi giorni che sto pensando di scrivere questo
articolo, è da diversi mesi che assisto e partecipo,
mio malgrado, alla situazione di totale caos dell'
Internet italiano.
Una situazione che non compare sui giornali nè
generici nè di settore, ma che la si può
apprendere solo parlando con coloro che lavorano tutti
i giorni nella cosidetta net-economy italiana.
Partiamo da un punto estremamente attuale in questi
giorni in Italia: lo sciopero dei ragazzi che lavorano
in Virgilio.
Per chi ancora non lo sapesse, 280 persone (il 65%
dell'organico) stanno per essere lasciate a casa da
Matrix, la società proprietaria di Virgilio (tra le
tante cose) senza neppure l'uso degli ammortizzatori
sociali (quindi andranno a casa senza una lira) perchè
tali diritti sociali non sono riconosciuti dal nostro
ordinamento a società della New Economy.
Ma, questa notizia è solo la punta dello iceberg, di
tantissime società piccole e grandi che stanno
chiudendo i battenti o ridimensionando il proprio personale,
perchè solo ora, con grande, grandissima colpa di un
management incapace di intravedere il futuro del business e i
modelli di revenues, ci si rende conto che in Internet sono
vincenti strutture leggeri, flessibili, dove la tecnologia
aiuta ad automatizzare realmente i processi consentendo
risparmi reali.
E così abbiamo assistito al fallimento di Aucland che
doveva divenire un punto di riferimento per le aste
europee.
Chi ricorda più Spray.it, la società che aveva
inglobato addirittura Clarence?
E il fallimento di Excite?
E i pesanti ridimensionamenti di organico e struttura di
Kataweb?
Perchè nessuno li cita?
E le vendite in fretta e furia, alle quali si
accompegneranno sicuri tagli di personale, di Ciaoweb,
l'ex portalone del Gruppo Fiat, e di jumpy.it, l'ex
portalone del Gruppo Mediaset?
Ma i licenziamenti sono a loro volta la punta di iceberg di
un Internet che è in crisi.
Lo si vede dalla scarsità di pubblicità che
lamentano tutti i siti di contenuti che sulla
pubblicità vivevano.
Ce ne si può accorgere dal fatto che per la prima
volta da , mi sembra, 5 anni, siano calati il numero dei
domini.
Molta gente e molte aziende, sintomo ancor più grave,
si è resa conto che avere un dominio inutilizzato o
mal utilizzato non aiuta per nulla la propria attività
e d è meglio tagliare una spesa inutile, soprattutto
se già nella realtà ci si deve scontrare con
una difficile situazione economica.
Chiedete tutto aquesto agli hosting provider....e chiedete
agli stessi hosting provider come stanno loro stessi, quale
è la loro reale situazione...
Vi diranno, se non vi diranno che stanno per chiudere, che
devono combattere ogni giorno con grandi organizzazione come
Networksolutions o Register.com che combinano pasticci
increbili con registrazioni e trasferimenti di nomi a
dominio...vi diranno che devono spiegare ogni giorno ai loro
clienti che i siti in america non sono raggiungibili tramite
ADSL Telecom per colpa di incredibili leggerezze di telecom
stessa, che mal interviene per porvi rimedio...
E potrei continuare.
Ma come è possibile costruire un reale e durattura
attiviutà su Internet, un effettivo progetto di
successo se ci deve scontrare tutti i giorni con una totale
ignoranza e menefreghisimo delle strutture che dovrebbero
essere competenti e leader sul mercato?
La crisi economica è un fatto congiunturale, che
tocca internet come tanti altri settori dell'economia
mondiale...ci può stare, è un fatto
ciclico.
Ma, la mancanza di professionismo, l'ignoranza di molti
addetti ai lavori e la furbizia con la quale alcuni di essi
si approffitanno delle scarse conoscenze dell'utente
medio di Internet, sono inconcepili, oltre che essere un
pesante freno al vero sviluppo di Internet in Italia.
Un esempio per tutti Freedmland....che doveva portare la web
tv nelle case degli italiani e che in realtà ha fatto
uscire tanti soldi dalle tasche dei risparmiatori
italiani...
Intravedo pesanti nubi all'orizzonte...anzi forse sono
già sulla testa di tutti noi e facciamo fatica ad
accorgercene.
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