Marcello Tansini
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La situazione attuale di Intenet? Una Giungla

E' da diversi giorni che sto pensando di scrivere questo articolo, è da diversi mesi che assisto e partecipo, mio malgrado, alla situazione di totale caos dell' Internet italiano.

Una situazione che non compare sui giornali nè generici nè di settore, ma che la si può apprendere solo  parlando con coloro che lavorano tutti i giorni nella cosidetta net-economy italiana.

Partiamo da un punto estremamente attuale in questi giorni  in Italia: lo sciopero dei ragazzi che lavorano in Virgilio.

Per chi ancora non lo sapesse, 280 persone (il 65% dell'organico) stanno per essere lasciate a casa da Matrix, la società proprietaria di Virgilio (tra le tante cose) senza neppure l'uso degli ammortizzatori sociali (quindi andranno a casa senza una lira) perchè tali diritti sociali non sono riconosciuti dal nostro ordinamento a società della New Economy.

Ma, questa notizia è solo la punta dello iceberg, di tantissime società piccole e grandi che stanno chiudendo i battenti o ridimensionando il proprio personale, perchè solo ora, con grande, grandissima colpa di un management incapace di intravedere il futuro del business e i modelli di revenues, ci si rende conto che in Internet sono vincenti strutture leggeri, flessibili, dove la tecnologia aiuta ad automatizzare realmente i processi consentendo risparmi reali.

E così abbiamo assistito al fallimento di Aucland che doveva divenire un punto di riferimento per le aste europee.

Chi ricorda più Spray.it, la società che aveva inglobato addirittura Clarence?

E il fallimento di Excite?

E i pesanti ridimensionamenti di organico e struttura di Kataweb?

Perchè nessuno li cita?

E le vendite in fretta e furia, alle quali si accompegneranno sicuri tagli di personale, di Ciaoweb, l'ex portalone del Gruppo Fiat, e di jumpy.it, l'ex portalone  del Gruppo Mediaset?

Ma i licenziamenti sono a loro volta la punta di iceberg di un Internet che è in crisi.

Lo si vede dalla scarsità di pubblicità che lamentano tutti i siti di contenuti che sulla pubblicità vivevano.

Ce ne si può accorgere dal fatto che per la prima volta da , mi sembra, 5 anni, siano calati il numero dei domini.

Molta gente e molte aziende, sintomo ancor più grave, si è resa conto che avere un dominio inutilizzato o mal utilizzato non aiuta per nulla la propria attività e d è meglio tagliare una spesa inutile, soprattutto se già nella realtà ci si deve scontrare con una difficile situazione economica.

Chiedete tutto aquesto agli hosting provider....e chiedete agli stessi hosting provider come stanno loro stessi, quale è la loro reale situazione...

Vi diranno, se non vi diranno che stanno per chiudere, che devono combattere ogni giorno con grandi organizzazione come Networksolutions o Register.com che combinano pasticci increbili con registrazioni  e trasferimenti di nomi a dominio...vi diranno che devono spiegare ogni giorno ai loro clienti che i siti in america non sono raggiungibili tramite ADSL Telecom per colpa di incredibili leggerezze di telecom stessa, che  mal interviene per porvi rimedio...

E potrei continuare.

Ma come è possibile costruire un reale e durattura attiviutà su Internet, un effettivo progetto di successo se ci deve scontrare tutti i giorni con una totale ignoranza e menefreghisimo delle strutture che dovrebbero essere competenti e leader sul mercato?

La crisi economica è un fatto congiunturale, che tocca internet come tanti altri settori dell'economia mondiale...ci può stare, è un fatto ciclico.

Ma, la mancanza di professionismo, l'ignoranza di molti addetti ai lavori e la furbizia con la quale alcuni di essi si approffitanno delle scarse conoscenze dell'utente medio di Internet, sono inconcepili, oltre che essere un pesante freno al vero sviluppo di Internet in Italia.

Un esempio per tutti Freedmland....che doveva portare la web tv nelle case degli italiani e che in realtà ha fatto uscire tanti soldi dalle tasche dei risparmiatori italiani...

Intravedo pesanti nubi all'orizzonte...anzi forse sono già sulla testa di tutti noi e facciamo fatica ad accorgercene.

 

 



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