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Software aziendale 2010 in crescita As a service in particolare. Intervista a Nicola Uva di Cezanne

Come procedono le vendite dei software aziendali? come hanno risposto alla crisi? Ecco le risposte di Nicola Uva direttore di Cezanne Software per l'Italia e la Francia.

In base ai recenti studi di Gartner nel 2010 le vendite dei software aziendali sono in forte crescita e secondo l’istituto di ricerca l’anno si chiuderà con ricavi per il software aziendale superiori ai 232 miliardi di dollari (circa 177 miliardi di euro) in crescita del 4 % rispetto ai 222,4 miliardi di dollari dello scorso anno. A vivere il fenomeno sono soprattutto i mercati di Stati Uniti, Asia-Pacifico e dei Paesi in forte sviluppo. E l’onda positiva proseguirà anche nei prossimi quattro anni.Meno bene per l’Europa occidentale dove, nonostante i buoni risultati di Francia, Gran Bretagna, Germania e Paesi nordici, gli altri Paesi hanno fatto registrare un andamento negativo. In particolare il mercato del software per la gestione delle risorse umane sta vivendo un periodo positivo per quanto riguarda i ‘software as a service’ (SaaS), la modalità in outsourcing che consente alle aziende di acquistare il servizio dai fornitori lasciando l’infrastruttura IT all’esterno. Sul software aziendale SaaS abbiamo intervistato Nicola Uva, direttore Italia e Francia di Cezanne Software, realtà leader nella progettazione e nello sviluppo di soluzioni informatiche per il management delle risorse umane ( software HR ).

1.       Quali i punti di forza e quali i punti di debolezza del Software as a service? La vendita di questo prodotto è destinata a crescere nei prossimi anni? E in Italia qual è l’andamento e quali le previsioni?

In teoria leggendo le brochures che promuovono servizi HR in modalità SaaS vi sono solo punti di forza e nessun punto di debolezza, se paragonata con la classica formula OnPremise (licenza d’uso). Nei fatti la maggior parte dei fornitori ha soltanto “adattato” i propri prodotti per una proposta SaaS senza sviluppare delle soluzioni ad-hoc.

I limiti di questo approccio al mercato si ritrovano nei costi dei progetti di implementazione che sono identici, se non più alti, a quelli di un’offerta in licenza d’uso. Al momento il beneficio è principalmente di tipo finanziario. Nei prossimi anni con l’arrivo di applicazioni dedicate al SaaS questo limite verrà sicuramente superato.

Per quel che concerne l’andamento del mercato del software HR, il SaaS è in forte crescita e in alcuni Paesi (USA e UK) le aziende acquistano solo in SaaS. In Italia la domanda è crescente, ma vi è ancora della diffidenza legata alla riservatezza dei dati aziendali.

2.       Allora le soluzioni in licenza d’uso sono destinate a estinguersi? In caso affermativo in che tempi può prevedersi questa estinzione?

Leggendo le riviste specializzate sembrerebbe di sì; la mia personale opinione è che si andrà verso un sistema misto. Le grandi organizzazioni, che hanno esigenze articolate e necessità di prodotti customizzati, continueranno a comprare soluzioni in licenza d’uso. Le aziende medio e medio-piccole si orienteranno invece verso soluzioni SaaS.

3.       Dottor Uva, come ha risposto il settore del software per la gestione delle HR alla crisi degli ultimi due anni?

Innanzitutto vorrei sfatare il mito dell’immunità del settore del software HR alla recente crisi economica. Come tutti i settori anche quello delle soluzioni software per le risorse umane ha subito i contraccolpi della recessione.

La differenza, rispetto ad altri settori dell’economia, si è registrata nella rapidità con la quale i software vendors hanno saputo modificare la loro proposta, adattandola a un mercato che, pur continuando a ritenere strategici gli investimenti in RU, ha sempre meno risorse finanziare e tecnologiche per gestirle.

Tale capacità di adattamento al nuovo contesto economico si è sviluppata su due aspetti:

-          La specializzazione delle applicazioni: si è passati da prodotti generalisti per la gestione delle Risorse Umane ad applicazioni orientate a supporate i processi più critici, come ad esempio la gestione delle performance.

-          L’accesso a queste applicazioni: si è passati da costose licenze d’uso per pacchetti applicativi, ed altrettanto costosi progetti di implementazione, a una logica di Pay-per-Use di cui il Saas è l’ultima evoluzione.

4.       Dalle ricerche emerge che il mercato del software as a service per la gestione delle Hr stia vivendo un momento di crescita. Sente di poter confermare questa affermazione in base ai risultati di vendita dell’azienda che rappresenta?

Sicuramente sì. Per quel che ci riguarda come fornitore software posso citare percentuali di crescita anno su anno del 100% e ricavi da SaaS che nel 2009 hanno rappresentato circa il 30% del fatturato globale. Rispetto all’interesse più generale del mercato, se analizzo le trattative degli ultimi mesi, posso anche affermare che la quasi totalità delle aziende che oggi ricerca un software per la gestione HR  valuta positivamente l’opzione del  SaaS.

5.       Secondo lei, nei prossimi anni le aziende produttrici di software Saas e  per la gestione delle risorse umane dovranno puntare più sulla fidelizzazione del cliente o sulla conquista di nuove fette di mercato?

Entrambi  i punti sono fondamentali. L’offerta SaaS permette al cliente di interrompere il servizio in qualsiasi momento, quindi la fidelizzazione e la soddisfazione del cliente diventano essenziali. Allo stesso tempo il SaaS delle soluzioni HR apre un mercato potenziale molto ampio, composto da tutte le aziende PMI che sino ad ora non hanno potuto permettersi investimenti in sistemi software per la gestione delle risorse umane.

6.       Quali sono le richieste più diffuse tra le aziende italiane?  Cosa le accomuna?

Le richieste sono differenti in funzione del grado di maturità “manageriale” dell’azienda e della sua dimensione organizzativa (numero di dipendenti). Segmentando il mercato in tre fasce, le aziende con meno di 500 dipendenti cercano soluzioni HR per la gestione anagrafica, organizzativa e dei processi amministrativi di base, mentre le aziende  tra 500 e 1.000 dipendenti richiedono anche la copertura di alcuni processi come la valutazione e la selezione. Le  aziende con più di 1.000 dipendenti spesso hanno già un sistema HR e ricercano soluzioni specializzate nell’ambito del Talent e del Performance management.

7.       In che modo le aziende produttrici di software per HR rispondono alle esigenze delle organizzazioni italiane?

Come detto precedentemente, il mercato è molto variegato e frammentato. Cezanne ha sviluppato nel tempo un’offerta completa che veicola sul mercato sia in modo diretto che indiretto, attraverso i distributori. I nostri principali partner sono aziende produttrici di prodotti complementari (paghe, presenze, ecc) che ci permettono di rispondere alle tante aziende che cercano soluzioni integrate per la gestione delle HR.



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Lorenzo
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