Tassare i contenuti multimediali su Internet e cellulari. Una proposta di legge tutta italiana (Parte I)
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In Italia non si parla di investire su Internet e la banda larga; o meglio se ne parla tanto, ma poi si fa poco. Wimax, copertura Adsl, libera concorrenza, abbassamento tariffe cellulari, costi di ricarica,ecc.. .tutti argomenti discussi anche in maniera decisa da diversi esponenti politici come il nuovo ministro-blogger delle Comunicazioni Paolo Gentiloni ( per leggere le sue ottime idee su Internet in Italia vi rimandiamo a questo nostro articolo) o dal Presidente dell'Agcom Calabrò durante la relazione annuale.
Entrambi, sia Gentiloni che Calabrò, come l'intero centro-sinistra (persino Prodi aveva parlato di rivedere la leggi Urbani) avevano auspicato e promesso una rivoluzione nelle telecomunicazioni, cosa che non si è ancora lontanamente verificata.
Certo ci vogliono tempi tecnici, ci saranno anche cose più importanti in agenda da fare, ma lo stessa vicenda di Telecom Italia e dei politici ( o consulenti dei politici ) coinvolti fa comprendere che le liberalizzazioni e le innovazioni tecnologiche tanto promesse sembrano (speriamo di sbagliare nel nostro giudizio!) ancora lontani dall'essere applicate con risvolti sociali ed economici gravissimi per il nostro Paese.
Cosa è riuscita a fare la classe politica dirigente italiana per Internet? Per il momento nulla di positivo! Anzi, da quando si è iniziata ad interessare al Web sono state varate leggi assolutamente inadeguate sotto quasi tutti i punti di vista. La legge più contestata è sicuramente quella Urbani, dove viene sanzionato lo scambio files tra privati, ma soprattutto viene confermato il diritto di esistere di una imposta chiamata dell' equo compenso varata nel 2003 su tutti i supporti di registrazione digitali vergini come cd e dvd con questa giustificazione:
"la maggior parte dei supporti vergini vengono utilizzati per fare copie di prodotti con diritti Siae e in questo modo almeno parzialmente la Siae può rientrare delle perdite causate dal fiorente mercato della pirateria".
Una legge, unica nel suo genere, che presuppone che chi compra supporti vergini è un pirata, una persona che non acquista film, videogiochi, musica originali. Una norma che l'unione Europea ha dichiarato insensata, ma che ancora oggi sussiste. Una altra legge che il Ministro urbani ha varato è stata quella che obbliga i titolare dei siti web a inviare copia del proprio sito web via cd, dvd o dischetto alla Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze.
E' una legge che è entrata in vigore e che prevede anche multe per chi non la osserva...anche se fortunatamente i dirigenti della Biblioteca Nazionale hanno pensato di trovare un escamotage per non essere inondati da copie di siti web. Fin qui abbiamo parlato di tasse, di leggi non applicabili realizzate senza conoscere Internet....ma è doveroso ricordare anche i progetti in "fase di stallo" come il grande portale per il turismo Italia.it dall'esorbitante costo di 45 milioni di euro che porta ancora la scritta " il portale italiano del turismo è in fase di realizzazione".
Gli unici reali miglioramenti, bisogna ammetterlo, costati almeno 5-10 anni di lavoro sono quelli realizzati dalla Pubblica Amministrazione non solo su Internet, ma soprattutto come automazione dei processi che per la maggior parte sono diventati o stanno diventando informatici. Si potrebbe aprire una polemica sui costi spesi, sulle attuali mancanze, ma almeno qualcosa si è mosso (anche per merito delle Regioni e dei Comuni, più snelli e veloci nelle decisioni).
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