Marcello Tansini
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Tassare i contenuti multimediali su Internet e cellulari. Una proposta di legge tutta italiana (Parte II)

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Come qualcosa si sta muovendo anche nella Finanziaria che si sta discutendo in queste settimane e che verrà  probabilmente approvata il mese prossimo. Il problema è che, come al solito, ci si sta muovendo nella direzione sbagliata.

Viste le premesse del nuovo Governo e dei nuovi protagonisti delle Comunicazioni in Italia ( riportate ad inizio articolo ), infatti, ci si potrebbe aspettare agevolazioni per l'acquisto delle Adsl  ( d'altra parte erano state fatte per il digitale terrestre rimandato al 2012! )o sgravi fiscali per le imprese che facciano investimenti nel territorio per portare la copertura dalla banda larga: niente di questo, naturalmente, è all'ordine del giorno, ma, anzi verrà discussa una tassa sui contenuti multimediali e video trasmessi su Internet e cellulari di nuova generazione.

Una tassa su Internet! Una tassa sui contenuti video e multimediali proprio su quelli su cui Youtube, Yahoo, Warner stanno creando nuovi interessati e promettenti business online. E poi ci si meraviglia che Robert Murdoch, proprietario di Sky Italia, non riesca a trovare aziende italiane adeguate per sviluppare i suoi business in Italia? La proposta viene proprio da un membro dell'attuale maggioranza Andrea Colasio, deputato alla Camera, Capogruppo della VII commissione Cultura e Responsabile Nazionale dei Beni Culturali per la Margherita ed è sostenuta, a quanto sembra, dalle associazione cinematografiche italiane e degli editori. (se fosse vero sarebbe un clamoroso autogol, proprio perchè gli editori e il cinema sono tra i principali protagonisti del nuovo mercato dei contenuti multimediali).

La proposta ha l'obbiettivo di trovare nuovi fondi per lo spettacolo e il cinema, dimezzati dall'ultima finanziaria attraverso una nuova tassa su Internet (la prima al mondo!) secondo la qual tutti i service provider e le aziende internet dovrebbero versare una quota pari al 3,5 per cento del proprio fatturato annuo lordo derivante da traffico IPTV, streaming TV e, in genere, "da traffico contenuti di immagini in movimento" (bellissima questa ultima definizione).

Gli stessi Internet Provider dovrebbero essere in grado di controllare il traffico "multimediale" generato dai propri utenti e, ovviamente, far ricadere sul singolo o sui costi generali degli abbonamenti Adsl ad Internet, il peso di questa nuova tassa. E così collegarsi ad Internet, invece, che diminuire di prezzo potrebbe costare di più.
Tassa che non vedrebbe risparmiati neanche gli operatori telefonici che vedrebbero colpito tutto il proprio traffico Umts, Wap e Grps.

Attenzione: questa nuova proposta di legge del deputato Andrea Colasio non è campata in aria, se è vero che il Governo ha già parlato di essa con le rappresentanze di numerosi soggetti coinvolti come afferma Punto-Informatico che per primo ha riportato la notizia venerdì scorso nel suo articolo.

Una legge unica al mondo che, come spiegato, va proprio contro le attuali tendenze di business su Internet e che potrebbe essere un boomerang per gli stessi editori e lo stesso cinema italiano. Una legge che se venisse approvata sarebbe difficilmente attuabili proprio per il controllo che si dovrebbe esercitare sul traffico Internet.
Una legge che potrebbe solo ostacolare la diffusione di Internet con le solite e inevitabili gravi conseguenze economiche che questo comporterebbe: il cinema è importante, ma siamo sicuro che valga la pena di sacrificare Internet? La risposta è ovviamente e logicamente no.

Una legge che, comunque, la dice lunga su cosa ne pensa la classe dirigente (non solo politica) italiana di Internet....ed è questa la cosa più grave!

 

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