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Film in streaming gratis: come fare a vedere al meglio

Lo streaming dei film e in generale dei contenuti video è una delle rivoluzioni del web degli ultimi anni. Lo dimostra il successo planetario e incontenibile di YouTube, basato sulla logica della fruizione rapida di video e sulla condivisione e diffusione su altri portali, blog e siti. Ma se YouTube impone normalmente dei limiti massimi di durata ai video per ridurre al massimo il rischio di violazione di copyright, altri portali simili non seguono lo stesso criterio e danno modo agli utenti di caricare video di qualsiasi lunghezza. Ossia anche lungometraggi cinematografici.

In questo modo qualsiasi utente che conosce l’URL in cui un film è stato uploadato è in condizione di guardarlo immediatamente come se fosse un normale video amatoriale, in barba al copyright e senza ricorrere allo scaricamento integrale del file del film sul proprio PC, cosa che porta via molto tempo.

Naturalmente i portali come Megavideo, Veoh, Duckload e altri non possono proporsi come distributori non autorizzati di contenuti coperti da diritti d’autore. Perciò scaricano tutte le responsabilità sugli utenti finali e su chi ha caricato ciascun video. Gli uni e gli altri però si iscrivono senza essere obbligati a identificarsi, quindi è abbastanza difficile risalire a chi realmente ha pubblicato un film.

Inoltre i film vengono opportunamente inseriti dagli utenti senza il titolo. In questo modo il motore interno al portale non è in grado di trovarli direttamente, rendendo ardua la scoperta dei video illegali a chi cerca di identificare le violazioni del copyright e riducendo ulteriormente le responsabilità legali dei curatori dei portali.

Come fanno allora gli utenti a trovare i film? È semplice: chi effettua l’upload di un film, per esempio Avatar, lo denomina con una sigla irriconoscibile (per esempio AVT). Dopodiché segnala l’URL corrispondente al film a qualcuno dei blog che si occupano di elencare i film in streaming disponibili. Sono questi a dare notizia dell’URL in cui si può trovare il film stesso.

A questo punto l’utente deve solo risolvere un ultimo problema. Se infatti si può caricare un video di qualsiasi lunghezza, non vale lo stesso per la sua visione. A chi guarda i video infatti sono applicati dei limiti di tempo, superati i quali lo streaming viene interrotto e imposta un’attesa abbastanza lunga ed estenuante. Lo scopo di questa politica è quella di indurre a sottoscrivere un abbonamento al servizio di streaming, che – va precisato – ha comunque un costo abbastanza contenuto. Chi stipula un abbonamento premium può avere una banda più ampia e la rimozione totale di qualsiasi limite, oltre ad altri bonus che ciascun portale definisce arbitrariamente. Oltre alla pubblicità, gli abbonamenti sono la fonte di remunerazione primaria di questi portali.

Va detto che esistono anche numerosi metodi per aggirare il termine perentorio di tempo prescritto ai non abbonati. Ma non tutti funzionano, anche perché i gestori dei vari portali sono efficientissimi a cambiare continuamente i codici di accesso e le modalità di protezione del servizio in modo da rendere inefficaci i tentativi di aggiramento delle barriere. Uno dei sistemi più efficaci e noti è Illimitux, un add-on per Firefox che riconosce automaticamente la presenza di un video in streaming e propone di vederlo in un’altra pagina web in cui il limite è stato abbattuto.

I vantaggi dello streaming sono innegabili ed evidenti: un utente che dispone di una connessione a banda larga ha la possibilità di vedere in qualsiasi momento un film senza quasi alcuna attesa, mentre con il download c’è da aspettare che tutto il file venga scaricato sul PC, cosa che spesso impone tempi lunghissimi. Lo svantaggio più rimarchevole è il fatto che occorre essere necessariamente connessi alla Rete mentre si guarda il film (anche se in realtà è possibile caricare in buffer provvisorio il film e vederlo offline, ma se si chiude il browser si deve effettuare il caricamento ex novo e comunque non è possibile esportare il video su altri PC o dispositivi). L’altro svantaggio, non inferiore, è che il film è solitamente a risoluzione bassa, a causa dell’elevatissima compressione dei dati audio/video finalizzata al trasferimento in tempo reale. Chi esige una qualità almeno da DVD molto raramente troverà soddisfazione nello streaming e dovrà ricorrere ad altre soluzioni.

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Pier Paolo
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