Nuova rete Internet in fibra ottica: a Telecom non conviene e problema Mediaset-Rai. Arriverà la Cina?
Sul potenziamento della banda larga è mancato un progetto industriale del paese, ma è mancato anche un progetto industriale degli operatori, in primis di Telecom, che ha la rete in rame e le strutture...
Sul potenziamento della banda larga è mancato un progetto industriale del paese, ma è mancato anche un progetto industriale degli operatori, in primis di Telecom, che ha la rete in rame e le strutture. Così Corrado Calabrò, presidente dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, nel corso di un dibattito al festival Manifutura.
L’azienda guidata da Franco Bernabè va piano, perché, ha sottolineato Calabrò, ha pochi soldi da investire. Secondo uno studio commissionato da Agcom, per estendere la fibra ottica in tutta Italia sarebbe necessario investire da un minimo di 8 a un massimo di 16-18 miliardi di euro. Secondo Stafano Parisi, AD di Fastweb, Telecom non investirà nel breve termine nella NGN, a causa della peculiare situazione dell’azionariato dell’azienda. Nel 2010, ha aggiunto Parisi, è necessario prendere decisioni sulle regole e sulla struttura dei costi della NGN, in Italia e a livello europeo. La rete di nuova generazione dovrà essere aperta e con la giusta struttura dei costi per permettere competizione e investimenti. Proprio a marzo Agcom dovrà rivedere le tariffe che i concorrenti privi di rete propria pagano a Telecom per l’accesso all’infrastruttura fissa.
A frenare Telecom c’è anche la mancata convenienza di un’iniziativa interamente privata, specialmente, scrive Massimo Mucchetti sul Corriere della Sera, in un paese dove il duopolio Rai-Mediaset, che usa le frequenze radio, ha impedito l’avvento della TV via cavo, che può fare anche servizi telefonici.
Mentre il governo promette ma non mantiene e Telecom Italia rimane in attesa, ciò che appare sicuro è che la tecnologia alla base della NGN sarà straniera: hardware e software sono nella mani della joint venture franco-americana Alcatel-Lucent, della svedese Ericsson e della cinese Huawei, sempre più agguerrita.
Autore: Andrea Galassi
- Articolo precedente Google Buzz: come usare al meglio il nuovo social network su Gmail. Trucchi e funzioni.
- Articolo successivo I video più visti su YouTube: il portale festeggia i 5 anni di vita. Quali prospettive?