Tariffe al secondo per cellulari e Internet mobile a prezzi troppo alti. E c'è rischio saturazione banda.
Nei giorni scorsi, Vodafone ha lanciato una serie di nuove tariffe, fra le quali “Vodafone Al Secondo”: costo al minuto pari a 30 centesimi, nessuno scatto alla risposta, tariffazione sugli effettivi secondi di conversazioni, SMS al costo di 12 cent...
Nei giorni scorsi, Vodafone ha lanciato una serie di nuove tariffe, fra le quali “Vodafone Al Secondo”: costo al minuto pari a 30 centesimi, nessuno scatto alla risposta, tariffazione sugli effettivi secondi di conversazioni, SMS al costo di 12 cent. In caso di ricarica mensile di qualsiasi importo la tariffa scende a 20 cent al minuto.
Una tariffa fuori mercato, sostiene SosTariffe, troppo cara e senza nessun beneficio per i consumatori. Una presa in giro, scrive Massimo Cavazzini, manager di 3 Italia: Vodafone rispetta i limiti imposti dall’Unione Europea e da Agcom, ma solo a livello formale. A conti fatti, le proposte dei concorrenti (3 Italia compresa) sono più convenienti. Tim senza scatto, per esempio, consente di chiamare a 15 cent/min senza scatto alla risposta e gli SMS costano 10 cent. Wind Super Senza Scatto ha un costo di 17 cent/min e di 12 cent per ogni SMS. H3G, infine, propone 3 Power 10: telefonate a 10 cent/min e SMS a 10 cent.
Secondo Vodafone, invece, “Vodafone Al Secondo” non è una tariffa cara, soprattutto se si considera che quasi tutti gli utenti ricaricano almeno una volta al mese e che, quindi, in effetti pagano 20 cent/min. “Vodafone Al Secondo”, ha detto Andrea Duillio, responsabile marketing mobile del carrier, costa solo un centesimo di più rispetto alla tariffa al secondo di TIM, che però fa pagare di più gli SMS, mentre l’offerta di 3 Italia è solo promozionale.
Le polemiche investono anche le tariffe per l’Internet mobile a ore, dove, ad eccezione di alcune di 3 Italia, gli utenti devono sottostare a un sistema di super scatto ogni 15 minuti. In sostanza, i clienti spendono più di quanto effettivamente consumano. Le tariffe orarie su Internet mobile, inoltre, stanno creando problemi ai carrier italiani a causa del traffico P2P generato dagli utenti, che sta portando a una congestione della rete.
Autore: Andrea Galassi
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