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Internet e minori: navigazione web bloccata ed sms ai genitori se sito è pericoloso. E' l'idea del Dl Romani
Articoli di approfondimento su tematiche inerenti al mondo ICT, Internet e webmaster.
 
Per gentile concessione di Guido Scorza, esperto professionista di Internet e relative argomenti giuridici di cui vi invitiamo a visitare i siti http://www.politicheinnovazione.eu/ e il suo sito personale http://www.guidoscorza.it/

Il decreto Romani non verrà modificato, parole dello stesso Vice Ministro, secondo le linee guida fornite dal presidente dell'AGCOM,bensì verra modificato rispetto all’esito di un incontro con Google e Yahoo (ovvero di due rispettabilissimi soggetti privati).

Inoltre, sempre il Vice Ministro Romani ha reso nota l’intenzione di inserirvi un’orwelliana misura di parental control.

Secondo l’On.Romani, infatti, all’indomani dell’entrata in vigore del decreto, quando un minore visiterà un sito definito pericoloso (da chi?) il pc utilizzato invierà un sms ai genitori e la navigazione del minore verrà bloccata.

Si direbbe che l’On. Romani aspiri a diventare il Cybersitting di Stato dei minori italiani! Un intento lodevole ma che non condivido affatto.

Innanzitutto non condivido l’idea che qualcuno possa sostituirsi alle famiglie nella selezione dei siti pericolosi per lo sviluppo dei minori.

Al di là della soglia del lecito e dell’illecito, questa, è, infatti, una scelta che compete ai genitori e solo ai genitori.

Ciascuno sceglie liberamente come educare i propri figli online e offline.

L’idea che lo Stato debba sostituirsi ai genitori con la scusa che Internet è un luogo pericoloso, per un verso apre la porta a scenari di orwelliana memoria e, per altro verso, incarna l’idea di uno Stato chioccia che, francamente, suona, almeno, anacronistica.

A prescindere da tale profilo è evidente che l’inserimento di un sito nel “lunghissimo elenco di siti pericolosi” di cui parla Romani, costituisce uno strumento di inaccettabile influenza e controllo sull’informazione.

Al riguardo mi sembra sintomatico che uno dei più famosi software di cybersitting sembra sia stato addirittura rubato dal Governo cinese per implementare il suo temutissimo censore elettronico: il Greem Dam.

C’è poi un’altra questione che, non credo, possa essere trascurata: d’accordo che i genitori hanno un controllo di tipo educativo e formativo sui minori ma credo sia importante chiedersi sino a che punto sia lecito - oltre che opportuno - che la privacy del minore sia travolta e ceda il passo alle ansie dei genitori ed alla volontà di controllo di uno Stato Padrone…

Ancora una volta si stanno creando delle leggi non realmente necessarie, quando ci sarà una svolta ed un cambiamenti di pensiero?

Guido Scorza
Presidente Istituto per le politiche dell'innovazione
www.guidoscorza.it

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