Tassa su memory card, chiavette Usb, hard disk approvata nelle prossime settimane come estensione dell'equo compenso?
Nel 2008, la Società italiana degli Autori ed Editori, meglio conosciuta come SIAE, ha incassato 671 milioni di euro con un incremento del 5.7% rispetto al 2007.
Oltre 61 milioni sono da imputare all’equo compenso per copia privata ed oltre 62 milioni provengono dal comparto multimediale.
L’area trainante rimane quella musicale che ha assicurato alla Società italiana autori ed editori incassi per oltre 470 milioni di euro con un incremento di 21 milioni di euro rispetto all’anno precedente.
Nella relazione al bilancio si legge che per la prima volta “gli incassi del settore Copia Privata Audio e Videopercepiti dalla Siae (comprensivi delle quote di pertinenza di tutte le categorie di aventi diritto individuate dal legislatore) hanno registrato per la prima volta un notevole calo (-13,1%) rispetto al precedente 2007.
Gli incassi, infatti, sono passati da €70,9 mln. del 2007 a €61,7 mln. del 2008.” e che ciò è da addebitare il larga misura al “fenomeno crescente dell’evasione e lo sviluppo di nuove tecnologie, che ha spostato molta attività di copia privata su altri supporti (Hard disk, telefonia mobile, chiavette usb ecc.), attualmente non assoggettati al compenso di copia privata.
La ripresa del settore potrà pertanto avvenire ove si assoggettassero al prelievo anche i nuovi prodotti e si intensificassero i controlli sul territorio.”.
Se ci si ferma a riflettere sulla circostanza che nelle prossime settimane dovrebbe essere emanata la nuova disciplina sull’equo compenso per copia privata, lo scenario che rischia di prefigurarsi risulta chiaro: tutti i nuovi supporti di registrazione stanno per essere assoggettati all’equo compenso e, dunque, il loro prezzo per consumatori ed utenti finali sta per lievitare sulla base della solita inaccettabile presunzione di sempre: ovvero che tutti gli hard disk, le memorie per camere digitali, le pennette USB di memorizzazione siano destinati ad ospitare contenuti protetti da diritto d’autore.
E’ uno scenario al quale guardare con grande preoccupazione perché in nome della difesa degli interessi economici di pochi si rischia di affossare - ancora di più - interi comparti dell’industria e del mercato IT italiano e di spingere utenti e consumatori ad approvvigionarsi su mercati paralleli più a buon mercato di quello nazionale perché meno - o affatto - toccati dall’esoso equo compenso.
La macchina SIAE nel 2008 è costata al sistema cultura oltre 187 milioni di euro poco più di quanto fosse costata nel 2007.
I ricavi dell’Ente sono stati di oltre 207 milioni di euro.
Per concludere, se la Società italiana degli Autori ed Editori non assumesse una posizione di monopolio nel mercato italiano, bensì operasse in un mercato libero e aperto, i costi lavorativi per lo Stato sarebbero nettamente inferiori.
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