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Informatica e ICT 2009 in Italia mai così male. Segno meno in tutti i settori e diminuisce l'occupazione (Parte II)

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Il grado di diffusione delle tecnologie IT misurata attraverso vari indicatori conferma il ritardo dell’Italia che presenta:

1) un’incidenza della spesa IT su PIL del 2%, che la posiziona alla fine della classifica tra i grandi Paesi, superata anche dalla Spagna (2,1%) e senza progressi significativi rispetto agli anni passati. Gli USA sono al 4,2%, la Francia al 3,4%, la Germania e il Regno Unito al 3,3%, il Giappone al 2,4%
2) una spesa IT pro-capite di 345 dollari, inferiore per la prima volta anche a quella della Spagna (352), ancora da fondo classifica fra i paesi sviluppati. Gli USA sono a 1516, il Regno Unito a 1050, il Giappone a 917, la Francia a 895, la Germania a 879
3) un digital divide consistente in termini di PC installati e che sempre rispetto agli stessi paesi, la posiziona solo prima della Spagna, e più che altro per il recente decollo di quest’ultima. In Italia i PC installati sono stimati in 30 milioni, contro 378 milioni degli USA, 97 in Giappone, 63 nel regno Unito, 59 in Germania, 45 in Francia e 10 in Spagna. Non migliora la situazione in termini di PC per ogni 100 abitanti, che in Italia risultano pari a 51, contro 125 negli USA, 103 nel Regno Unito, 76 in Giappone, 73 in Francia, 72 in Germania e 44 in Spagna

Nel 2008 il mercato aggregato dell’ICT (informatica e telecomunicazioni) ha raggiunto i 64.463 milioni di Euro (+0,1%). Il minor dinamismo rispetto al 2007, quando era cresciuto dello 0,9%, è spiegabile da un rallentamento più pronunciato della componente telecomunicazioni.

Il comparto delle telecomunicazioni (apparati, terminali e servizi per reti fisse e mobili) è entrato in stallo rispetto all’anno precedente (-0,2%). Pur sostenuto dai servizi su rete mobile, non è andato oltre ai 44.120 milioni di Euro.

Il comparto dell'informatica è invece cresciuto dello 0,8%, a quota 20.343 milioni, anche se a un tasso inferiore rispetto a prima, che per due anni consecutivi era stato più che doppio.

Nel 2008 il mercato italiano dell’informatica (IT) ha raggiunto i 20.343 milioni di euro in crescita dello 0,8% sull’anno prima, rallentando l’andamento del 2007 (+2%), soprattutto a causa della contrazione della crescita degli investimenti nelle imprese nella seconda metà dell’anno e del downpricing, mentre il mercato consumer è rimasto vivace (+4,4%).

Più in generale, la composizione per settori d’offerta (hardware, software e servizi e assistenza tecnica) mostra per il 2008 e in valore una lieve crescita della componente software e servizi, che si è attestata a quota 13.825 milioni, in crescita dell’1,3% sull’anno precedente. Segna il passo invece il comparto hardware (-0,2%), con i cali più accentuati nei segmenti già maturi: workstation (-25,0%), mainframe (-22,9%) e stampanti (-15,0%) e una svolta in negativo per lo storage (-13,5%), che hanno neutralizzato la relativa buona performance dei PC (desktop, notebook e PC Server) anche se più in volumi (6.905.000 unità, in crescita del 22,6%) che in valore (+1,8%) a riprova del perdurare del fenomeno del downpricing.

Buona parte del merito della crescita del comparto software e servizi, va al mercato del software (+3,4%, 4.470 milioni), al cui interno crescono sia la componente applicativa (+2,5%, 2.744 milioni) che quelle del middleware (+5,7%, 1.107 milioni) e del software di sistema (619 milioni, +3,2%).

Sostanzialmente stabile è invece il settore dei servizi (+0,4%, 9.355 milioni di euro), dove cresce la domanda per sistemi embedded (+2,2%), outsourcing (+2,4%), consulenza +1,1% e systems integration (+1,1%) mentre cala la richiesta di servizi di elaborazione (-3,1%), di sviluppo e manutenzione (-1%) e di education & training (-2,7%).

La domanda vede le imprese attestarsi a 16286 milioni (+0,7%), la Pubblica Amministrazione Centrale e Locale a 2956 milioni (-0,5% e in calo per il secondo anno consecutivo) e quella delle famiglie a 1001 milioni (+4,4%). Quest’ultima pesa oggi per il 5,4%, del mercato IT italiano, sulla spinta del personal computer. Su questo specifico mercato, quello del PC, le famiglie hanno espresso una domanda pari al 31,8% delle unità vendute nel 2008, contro 30,1% del 2007 e il 28,1% del 2006, confermando la progressione costante degli ultimi anni.

Più in particolare, per quanto riguarda gli andamenti della spesa IT nei principali settori d’utenza, il quadro che risulta è il seguente:

1) banche: 4632 milioni di Euro ,+1,2%. Nonostante il rallentamento della seconda metà dell’anno la domanda ha comunque beneficiato dei progetti inerenti al rinnovo delle filiali, alla multicanalità e alla compliance normativa
2) assicurazioni: 1.017 milioni di Euro, +2%, sull’onda di razionalizzazioni delle reti distributive e dei processi afferenti i principali rami d’attività e al gestione dei rischi.
3) industria: 4.068 milioni di Euro, +1,8%. Un incremento che però è sintesi di due differenti andamenti semestrali: il primo, con una dinamica di spesa sostenuta e progetti IT allineati ai budget pianificati; e il secondo, caratterizzato da una dinamica deludente e da una presa di coscienza della situazione di crisi che ha rallentato o bloccato gli investimenti. Le aree di maggiore attenzione, nelle medie e grandi imprese, sono rappresentate da ERP, business intelligence, tracciabilità e supporto diretto al business (CRM e supporto alle vendite)
4) distribuzione (inclusi servizi postali): 2.309 milioni di Euro + 1,3%. Qui è emersa una maggiore attenzione all’area applicativa rispetto a quella infrastrutturale, in particolare per progetti di business intelligence, di rapporto con fornitori e clienti (CRM).
5) PA Centrale: 1.318 milioni di euro, - 3,2%.
6) PA Locale (Regioni, Province, Comunità Montane e Comuni): 8081, milioni di Euro, + 0,7%. Il dato va visto però anche alla luce di una profonda disparità territoriale in termini di capacità di servizi di e-gov, mitigato da un ruolo sempre più intenso da parte delle Regioni
7) sanità pubblica e privata: 541 milioni di Euro, + 2,1%. Il dato apparentemente favorevole va rapportato agli obiettivi ben più ambiziosi che il settore dovrebbe darsi, come emerge anche dai piani sulla Sanità digitale 2009-2012, dei quali è incerta la copertura.
8) difesa e corpi armati: 589 Milioni di Euro, - 3,8%
9) telecomunicazioni e media: 2.401 milioni di euro, - 2,0%. Il calo è imputabile a talune incertezze dello scenario strategico nell’ambito delle telco e alla caduta della raccolta pubblicitaria nel caso dei media.
10) utilities: 782 milioni di euro, +3,4%. E’’ fra i settori più performanti, in conseguenza dei progetti di integrazione indotti dai numerosi processi di concentrazione, dalla crescente rilevanza del CRM e, comunque dalla vitalità del settore;
11) travel&transportation: 1.041 milioni di euro, -1,4%. Il calo è anche conseguenza dell’andamento fortemente riflessivo del comparto nella seconda metà dell’anno e dall’andamento di alcuni grandi operatori del trasporto (merci e passeggeri), che hanno vissuto momenti di riconfigurazione.

La domanda di IT si è attenuata nelle grandi imprese (+0,7% contro il +1,7% del 2007) e nelle medie (1,2% contro l’1,9 del 2007), mentre le piccole registrano un calo dello 0,7% in valori assoluti (contro una crescita dello 0,6% nel 2007).

La domanda business conta comunque ancora per l’80% del mercato IT italiano, con il prevalere della quota in capo alle grandi aziende (56,9% del totale degli investimenti business) su quelli delle medie (25,1%) e delle piccole (18,0%), che continuano a pesare sul mercato IT in maniera assai più limitata di quanto contribuiscano al PIL e all’occupazione.

L’informatizzazione di base della PMI in senso proprio (dai 10 addetti in su) appare abbastanza buona: Internet e PC sono presenti nella quasi totalità delle aziende e anche nelle piccole imprese la loro penetrazione è comunque superiore al 95%. Ancora in questa classe di imprese, gli investimenti si concentrano nel supporto alle gestione, tant’è che le soluzioni ERP interessano oramai il 34% dei casi; anche se poi resta il fatto che una buona percentuale di piccole imprese non utilizza alcun tipo di sistema gestionale, nemmeno per supportare le attività amministrative più semplici (contabilità, amministrazione, ecc.), generalmente demandate a professionisti esterni.

La situazione delle tantissime microimprese (meno di 10 addetti) è caratterizzata da una penetrazione di strumenti informatici limitata al 61%.

Le piccole e medie imprese che innovano attraverso l’Information Technology cercano principalmente quattro benefici : maggiore efficienza e produttività (90% dei casi), riduzione dei costi (87%), riduzione del time to market (67%), razionalizzazione dei processi più labour intensive; per contro soffrono di freni non da poco, fra cui il costo delle soluzioni (79,3% dei casi), ritenuto ancora elevato; la mancanza della percezione del valore reale dell’IT (62,1%), un’insufficiente attenzione all’innovazione (55,2%)

Il mercato delle telecomunicazioni (apparati, terminali e servizi per reti fisse e mobili) ha generato in Italia, nel corso del 2007, un business di 44.120 milioni di euro, in calo dello 0,2% sul 2007, dopo il già modesto incremento dell’anno prima (+0,4%). Pesa molto nel dato il calo del comparto delle fisse (-2,0%, anche per la concorrenza delle tecnologie VOIP), quest’anno non compensato a sufficienza da quello delle mobili (+1,3%, 24.393 milioni).

Continua la crescita della componente consumer (25.804 milioni, +1,5%) e il persistere del calo di quella business (14136 milioni, - 1,7% , dopo il -2,3% del 2007)

Osservando la dinamica per macrocomparti si vede che il calo coinvolge sia la componente degli apparati (infrastrutture e hardware di telefonia) che scende dello 0,3% (9.590 milioni), sia quello relativo ai servizi (34.530 milioni), seppure in modo assai lieve (-0,1%).

Nell’ambito dei servizi la componente mobile compensa il costante scivolamento della fissa. Continua a crescere, infatti e anche se di poco, il numero di linee mobili (92,2 milioni, +1,6%) e il numero di utenti effettivi (46,1 milioni, +0,4%), la cui dinamica rallentata identifica un mercato ai limiti della saturazione. Quest’ultimo dato è quello che più spiega la crescita del business complessivo del mobile, visto che gli investimenti in sistemi e infrastrutture non progrediscono e che la spesa unitaria per utente attivo è cresciuta dello 0,9%.

Evolve comunque anche l’uso delle comunicazioni mobili, visto che la stessa spesa unitaria per utente attivo vede calare a 293,5 euro (-1,4%) i servizi voce e crescere a 113,4 euro (+7,4%) i servizi non-voce SMS, MMS, di collegamento Internet e a valore aggiunto. I servizi-non voce generano ormai valore per 5.230 milioni di euro, arrivando a pesare per il 27,9% dell’intera “torta” dei servizi mobili.

Sul fronte delle telecomunicazioni fisse la componente di servizio si è contratta a 15.770 milioni (-1,9%) e proseguendo in un trend oramai fisiologico in rapporto alla crescita delle mobili. Il dato complessivo consegue, come già negli ultimi anni, a un calo pronunciato nelle componenti più mature - voce (8.390 milioni, -6,9%) e trasmissione dati (1.160, milioni, -7,2%) - solo in parte compensato dalle componenti legate ai servizi a valore aggiunto (3.120, +3,0%) e alle connessioni Internet (3.100 milioni, +11,5%). Quanto a queste ultime, è positivo l’incremento del numero di accessi ad alta velocità, risultati a fine 2007 pari a 11,36 milioni (+12,3%), più di 11 dei quali in modalità xDSL (+12,6%) e i restanti 351mila su fibra ottica (+2,6%).

Il 2009 si presenta come un anno difficile, con un PIL atteso in calo del 1,1 per cento. E di conseguenza si attende un anno difficile anche per il mercato ICT.

Le previsioni indicano un calo dell’1,3% per l’intero mercato. Il dato aggregato nasconde però situazioni molto diverse IT e TLC. Infatti, le telecomunicazioni sono attese crescere di un modesto, ma comunque apprezzabile 0,7%, mentre per l’informatica si attende una contrazione significativa, attorno al 5,9%.

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Graziano
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