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Audio e voce nei siti web, feed rss, blog e applicazioni: nuovo servizi innovativi da Dixero giovane realtà italo-svedese.Intervista
Articoli di approfondimento su tematiche inerenti al mondo ICT, Internet e webmaster.
 
a cura di Bernardo Parrella

Su gentile concessione di Apogeonline

Luca Mascaro, responsabile tecnico del progetto Dixero, ci spiega innovazioni e potenzialità di tali tecnologie in un ambiente web sempre più multimediale.

 

Qual è l'idea nuova del vostro progetto?

Dixero propone innanzitutto un servizio gratuito online che permette agli utenti di registrare automaticamente i propri feed Rss, convertendoli in audio podcast con differenti voci ed opzioni. L'idea iniziale, un po' controcorrente rispetto all'attuale tendenza dello sharing continuo, era quella di creare invece uno strumento per se stessi, finalizzato all'uso individuale – senza ovviamente escludere le ulteriori condivisioni decise dai singoli. Volevamo rompere un po' le regole del semplice aggregare quelli che in fondo sono segmenti e materiali altrui. Così ci siamo chiesti: quali sono i momenti della giornata dove non possiamo usare il Web? Facendo sport, guidando o viaggiando, ad esempio. In casi simili potrei prendermi allora il feed della posta, delle testate preferite, dei blog che seguo e ascoltarmeli tranquillamente in cuffia. Dopo averli trasformati in canali audio personalizzati, assegnando a un feed la voce femminile americana, a un altro quella maschile italiana e così via. E scaricando i relativi podcast sul cellulare o sul lettore Mp3.

Come e perché un'idea simile potrebbe attecchire nell'odierno scenario di Internet? Quale direzione sembra prendere il web sociale?

Direi che non mancano le potenzialità, vista la forte penetrazione del multimediale sul web, oramai sempre meno legato alla fruizione solo testo. Con la crescita esponenziale del flusso d'informazione, l'attenzione diventa un bene sempre più importante e ciascuno di noi cerca modalità per sfruttare al meglio tempi e spazi personali. Non a caso le tecnologie di sintesi del linguaggio (anche note come TTS , text-to-speech ) negli ultimi tempi hanno ricevuto parecchio interesse, inclusi un paio di progetti partiti in parallelo al nostro, uno limitandosi però a riversare solo mille feed dei migliori blog statunitensi per motivi di immediatezza e scalabilità, mentre l'altro è orientato ai disabili recuperando un motore specifico open source, Festival, che in questi anni ha subito scarsi aggiornamenti. Il punto è che fino a oggi tali tecnologie, tipicamente legate alle grandi società di telecomunicazioni, sono rimaste sempre alquanto chiuse, né la comunità open source si è data da fare come in altri ambiti. Per il momento noi abbiamo deciso di ricorrere alle licenze dei grandi fornitori, che finalmente paiono interessati ad aprirsi per indagare innovazioni e utilizzi di queste promettenti tecnologie.

Le applicazioni concrete vanno comunque inventate e verificate cammin facendo. Oltre alla possibilità per i singoli di organizzare canali personalizzati e rilanciarli via blog, ad esempio, sul nostro sito abbiamo attivato i primi due canali pubblici, su temi quali tecnologia e intrattenimento, in attesa di ricevere commenti e suggerimenti ad hoc. Stiamo poi rifinendo la nostra piattaforma in modo che, al di là del riversamento audio dei feed, l'utente possa visitare una qualsiasi pagina web o fare altre operazioni via browser, e trovarsi automaticamente prodotto il corrispondete file MP3 – dando letteralmente voce al proprio sito web. Oppure si potranno vocalizzare le applicazioni locali, sempre puntando sulla versatilità degli impieghi individuali ma senza escludere applicazioni di taglio imprenditoriale, tipo la vocalizzazione di notizie e annunci già presenti sul sito aziendale da ridiffondere durante la giornata lavorativa, o facendo in modo che gli impiegati possano riascoltarli sui propri dispositivi. Differenziazione e personalizzazione sembrano rimanere i capisaldi dello sviluppo del web sociale nelle sue varie forme.

Perché avete scelto San Francisco come prima uscita? E quali I modelli commerciali su cui vi basate?

L'avventura di Dixero, il cui nome mescola “libero” con “dixi”, coniugazione del verbo dire in latino, è partita sei mesi fa su iniziativa di un imprenditore italiano e uno svedese. La struttura conta al momento una ventina di collaboratori a vari livelli. Siamo qui per il lancio ufficiale del progetto, perché la realtà è che, pur con tutta la visibilità online, quel che funziona è tuttora la presenza sul territorio. Avendo lanciato online la beta chiusa a gennaio, questo che è il maggiore evento specificamente mirato al Web 2.0 della Silicon Valley, ci è parsa l'occasione migliore per presentarci al grande pubblico. E dopo l'evento abbiamo in programma un bel giro di incontri con svariate aziende high-tech in zona.

Offrendo gratuitamente ogni servizio, per le entrate Dixero punta alle tipiche inserzioni mirate (ma solo se il proprio canale viene condiviso all'esterno), all'analisi dei comportamenti degli utenti (nel caso possa fruttare qualcosa), e soprattutto a rivendita e localizzazione della nostra tecnologia a strutture e progetti anche di ampie proporzioni: alla scalabilità ci penseranno macchine e strutture di Amazon, visto che fin d'ora ci affidiamo ai suoi servizi S3 ( Simple Storage Service ). Nel complesso sembra giunta l'ora di darsi da fare con l'integrazione delle tecnologie di sintesi del linguaggio, sostanzialmente ferme ai modelli del 1995, nel contesto dell'odierno web sociale multimediale.

 

Link al sito di Dixero

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