Enciclopedia online gratis su Internet: Freebase più ampia di Wikipedia e semantica. E' il futuro?
Da qualche tempo è nato in America un nuovo database, che presenta già 4 milioni di voci al suo interno. Stiamo parlando di Freebase,
Freebase non può essere assolutamente assimilato a un'enciclopedia. Almeno non nel senso tradizionale. Jamie Taylor di Metaweb lo descrive come " un database aperto e condiviso della conoscenza umana ".
Ma a differenza di Wikipedia, Freebase non è compilato soltanto da utenti umani: il grosso del lavoro qui lo fanno gli algoritmi e le macchine che " succhiano" informazioni da una miriadi di fonti , a cominciare da Wikipedia, ma non solo: Flickr , il Dipartimento Usa del Commercio, Music Brainz, l'USGS, Chef Moz e via dicendo. Tutti questi dati vengono setacciati dagli algoritmi semantici, che li classificano secondo criteri pertinenti e li mettono in relazione tra loro. Il risultato è un enorme contenitore di informazioni strutturate, che continua a crescere a vista d'occhio.
A svolgere il lavoro di classificazione e organizzazione dei dati sono per lo più le macchine. Ma un ruolo non indifferente spetta anche agli utenti in carne e ossa, che possono partecipare al progetto decidendo di approfondire e allargare alcune voci, a seconda dei propri interessi.
Un po' come su Wikipedia, solo che su Freebase non sono richieste competenze di scrittura, ma per lo più di associazione e di arricchimento del database.
Anche perché Freebase non è fatto tanto per gli esseri umani, quanto per essere compreso in maniera dinamica da ogni macchina. Il suo punto di forza non sono tanto le singole voci (che si presentano come una lunga tabella di informazioni categorizzate), quanto le API messe a disposizione per costruire applicazioni di ogni tipo . Il che permette agli sviluppatori di attingere ai dati di Freebase (che sono protetti da licenza Creative Commons ) e utilizzarli come meglio credono.
Forse non cambierà da vicino la vita di molti utenti (che continueranno ad utilizzare Wikipedia per accedere in maniera rapida alle informazioni di cui si ha bisogno al volo), ma Freebase ci proietta già nel web 3.0 prossimo venturo.
Nicola Bruno
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