Per gentile concessione di Visionpost
Fabio Pezzotti , fondatore e Ceo di Mobango, ci parla della sua "creatura" da 3 milioni di utenti.
Qual è la storia di Mobango e perché avete scelto proprio questo nome?
Era il 2004, quando con il mio Nokia 3650 ho iniziato a trasferire file dal computer al cellulare e ad altri cellulari, in modo rapido, semplicemente selezionando un'icona sul display. Così ho capito che si poteva creare una community intorno ai contenuti. I miei precedenti progetti online erano limitati all'Italia e sentivo la necessità di confrontarmi con il mercato globale. Perciò, mi sono immediatamente dedicato a questo progetto, che ho lanciato nel 2004 nel nostro Paese e, a solo una settimana di distanza, anche in versione internazionale. Per quanto riguarda il nome Mobango, è stato scelto perché contrazione dei termini inglesi "mobile and go", è contemporaneamente giovane e pop. Con suonerie e wallpaper, il primo sito di Mobango era una directory in cui gli utenti potevano cercare e caricare i contenuti per il proprio cellulare, inviandoli anche via sms. Un anno dopo, l'interesse da parte di investitori statunitensi ha permesso che io potessi dedicarmi a tempo pieno a Mobango.
E da questo è nato Mobango 2.0, la seconda (e attuale) incarnazione della piattaforma. Quali sono stati i passi in avanti?
A partire dal 2006 abbiamo lanciato un'altra versione di Mobango, ancora attualmente in uso, puntando di più sull'aspetto di community, e sempre con l'obiettivo di offrire contenuti free agli utenti. In effetti, ad oggi, un utente su tre utilizza la piattaforma per comunicare con altri utenti o per inviare contenuti ai propri amici che fanno parte di gruppi tematici privati. Fermo restando che siamo un servizio centrato sui contenuti come YouTube e non sulle relazioni come Facebook.
Parliamo di contenuti. Quali i tipi di file sono i più scaricati?
Per quanto riguarda le categorie più richieste, basta dire che il 60 per cento dei file scaricati è composto da applicazioni o giochi. Ormai, con il cellulare sempre più vicino al pc, le persone vogliono sperimentare, spinti dalla curiosità, e le applicazioni sono un ottimo punto di partenza. Per questo motivo, ci aspettiamo che il cellulare raggiunga ben presto una propria autonomia distinta dal personal computer. Anche per quanto riguarda Mobango, il nostro obiettivo è quello di rendere completa l'esperienza mobile e già ora si possono caricare file online direttamente dal cellulare.
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Quali sono le vostre policy che regolano i contenuti?
Per quanto riguarda le policy, in quanto service provider non possiamo controllare tutti i contenuti ex ante, ma ammettiamo di dover affrontare due problematiche fondamentali: il porno e le violazioni di copyright. Il primo attualmente lo stiamo affrontando a posteriori, attraverso controlli online e segnalazioni da parte degli utenti. Nel prossimo futuro però utilizzeremo un sistema che mette automaticamente in "freeze" tutti i contenuti appena vengono caricati; ciò significa che i contenuti sono tutti pubblicati e raggiungibili sia dal profilo utente, sia dal motore di ricerca, ma non vengono visualizzati nella home page e nelle classifiche finché non vengono espressamente approvati dal nostro customer care, sempre entro tre giorni al massimo. Così facendo preserviamo il primo accesso alla home del sito da parte degli utenti, senza però impedire che i contenuti vengano trovati. Per quanto riguarda il copyright la questione è più delicata e il confine tra lecito e illecito è, spesso, più sottile di quanto si possa immaginare. Per esempio, la Football Association inglese ha chiesto di far valere i diritti su un'immagine inviata da un nostro utente solo perché, sullo sfondo della foto, compariva lo stadio e un giocatore della squadra del Chelsea. Noi utilizziamo attualmente una strategia a tre strike: la prima volta che ci viene segnalata una violazione del copyright noi rimuoviamo il video e inviamo un warning all'utente e così anche una seconda volta, mentre alla terza violazione eliminiamo definitivamente l'utente.
Qual è il vostro modello di business?
Attualmente ci affidiamo alla pubblicità in senso tradizionale, banner e pubblicità contestuale. Nella prossima versione del sito, invece, promuoveremo anche un sistema di self-service advertising, per una pubblicità mirata ai diversi target.
Una nuova incarnazione di Mobango, dunque. Per quando è previsto l'aggiornamento della piattaforma e quali saranno le novità? Per quanto riguarda nuove localizzazioni linguistiche?
Sicuramente entro luglio abbiamo intenzione di rinnovare Mobango, non solo dal punto di vista grafico, ma soprattutto nell'architettura dei contenuti e delle informazioni. Le persone accedono al sito in modo diverso da quello che ci siamo proposti. Cercano contenuti per il proprio cellulare spesso inserendo nel campo di ricerca modello e tipo di applicazione richiesta. È necessario quindi ripensare la struttura fin dalle basi. Contemporaneamente lanceremo uno spazio riservato a chi pubblica i contenuti, con il nuovo sistema di self-service advertising. Per quanto riguarda la lingua, attualmente Mobango è disponibile in italiano, inglese, spagnolo e tedesco, ma in realtà gestiamo sette grandi comunità, perché la sezione inglese comprende la comunità degli Usa, dell'Inghilterra e dell'India. Non si tratta semplicemente di versioni tradotte del sito, ma completamente riadattate a ciascuna comunità nazionale sia per quanto riguarda i contenuti in primo piano – selezionati sulla base della rilevanza locale – sia per il customer care, creato ad hoc per ciascuna realtà; un impegno notevole. Per tutti questi motivi, non abbiamo ancora in programma nuove localizzazioni del sito.
Quali sono le peculiarità della comunità italiana?
Gli utenti italiani sono sicuramente molto attivi dal punto di vista della comunità. Per fare un esempio, come numeri di iscritti l'India supera l'Italia di quattro volte, eppure il nostro paese carica, ogni giorno, molti più contenuti rispetto a quelli indiani. Ovviamente per quanto riguarda il web, perché dal punto di vista del mobile la partecipazione è scarsissima. Il vero punto debole dell'Italia resta la connettività mobile: le tariffe flat sono ancora poche e proibitive e non c'è ancora interesse da parte dei provider di spingere verso l'internet mobile. Ci sarebbe bisogno che un ipotetico Virgin Mobile entrasse nel mercato italiano e cambiasse le regole del gioco, obbligando tutti gli altri ad accelerare. La situazione italiana è infatti molto arretrata rispetto ai trend internazionali: globalmente il nostro traffico sta aumentando del 30 per cento al mese, solo per quanto riguarda il lato mobile. Nel frattempo, in tutto il resto del mondo si vuole sperimentare con il telefonino, negli Stati Uniti, ma anche in India, Indonesia e Sudafrica, dove il cellulare arriva prima del computer. Ero convinto che il 2008 avrebbe portato per davvero internet sui cellulari in Italia, ma mi sono sbagliato e ora è difficile fare una previsione.
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