Marcello Tansini
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Canone Rai per computer e apparecchi multimediali: Ŕ da pagare e arrivano le prime lettere di richiesta a chi non possiede la televisione

Quando arriva la lettera riguardante il pagamento del Canone Rai, se si legge attentamente, da alcuni anni vi è spiegato ( in termini burocratesi ) che anche chi non ha un televisore ma solo un "apparecchio atto o adattabile alla ricezione delle radioaudizioni" deve pagare la tassa radiotelevisiva.

Non solo: nella lettera che viene inviata si precisa chieramente che rientrono in questa categoria di apparecchi i pc ed altri device multimediali affaermando che sono "compresi personal computer, decoder digitali e altri apparati multimediali".

Ovviamente tutto viene lasciato " molto nel vago" in quanto, ad esempio,un pc senza scheda tv può essere soggetto a tale tassa e un videofonino ?

La notizia non è nuova, anzi. E' più di un anno che diversi parlamentari e soprattutto associazioni di consumatori come l'Aduc chiedono alla Rai di spiegare esattamente chi deve pagare il canone.

Ma l'ufficio Rai preposto non ha mai risposto.

Ora è arrivata la notizia ( e qui sta la novità! ), da parte del Garante per il contribuente di Torino, che centinaia, se non migliaia di piamontesi, stanno ricevendo una lettera di richiesta di pagamento del Canone Rai anche se queste stesse persone hanno , già, inviato all'emittete pubblica televisiva italiana una notifica di non aver più in casa la tv.

E a questo punto la Rai ricorda a questi potenziali "contribuenti" che anche un semplice computer fa scattare il pagamento dell'imposta.

Dunque, la situazione nebulosa che finora c'era stata, sembra schiarirsi ovviamente contro i consumatori e contro la logica più semplice ed immediata ( cosa assai consueta, purtroppo, in Italia ).

E il Garante Piamontese, sulle pagine di Repubblica.it, è assolutamente duro nelle sue affermazioni denunciando anche il tono e le presunte multe e minacce che come spiega hanno poco basi legislative : "Non si capisce con quale criterio la Rai invii queste lettere - afferma Silvio Pieri, il presidente dell'ufficio del Garante del contribuente del Piemonte, competente per territorio - ma è sicuro che hanno dei toni decisamente minatori. Si paventano blocchi amministrativi delle auto o pignoramenti senza che la legge lo preveda. Per questo stiamo valutando la possibilità di presentare un esposto in procura per abuso d'ufficio".

Per chi ha seguito attentamente la vicenda del Canone Rai e delle tante interpellanze fatte senza mai ricevere risposta da parti di numerosi soggetti come prima abbiamo spiegato, salta subito all'occhio che queste missive inviate a persone che hanno dichiarato ufficilmente di non avere nessuna tv in casa e che vengono sollecitate lo stesso al pagamento per un presunto computer o apparecchio multimediale abilitato a vedere le trasmissioni televisive, avviene proprio dopo che circa una settimana fa, l'associazione dei consumatori Aduc aveva spiegato a livello nazionale come i cittadini italiani potevano chiudere definitivamente la vicenda del pagamento del Canone Rai in relazione ad altra dispositivi al di fuori di quello televisivo.

L'Aduc, infatti, invitava tutti i cittadini senza tv, ma con computer o altri device potenzialmente in grado di ricevere e trasmettere il segnala radiotelevisivo ad inviare un interpello al ministero delle Finanze.

Ovvero una lettera ( che si può trovare sul sito dell'Aduc pre-compilata ) da inviare alla Direzione generale del ministero delle Finanze tramite raccomandata a/r a cui se non si riceve una risposta entro i normali tempi previsti dalla legge, il cittadino è dispensato per sempre al pagamento del Canone Rai per gli apparrecchi indicati nella lettera valendo una norma di silenzio-assenso.

Leggendo la lettera da inviare alla Agenzia delle Entrate gli apparecchi dispensati dal canone Rai non sono solo i computer come ci si potrebbe immaginare, ma addirittura vi è il videocitofono o l'iPod:

Computer senza collegamento Internet
Computer con collegamento Internet tramite modem analogico (56k)
Computer con collegamento Internet a banda larga (o Adsl)
Computer senza monitor
Monitor senza computer
Modem Adsl
Modem analogico 56k
Ipod ed altri Mp3 player con display capace di riprodurre sequenze video
Videocellulare
Videocitofono
Videocamera digitale con display
Macchina fotografica con display capace di riprodurre sequenze video
Videoregistratore Vhs
Riproduttore Dvd
Decoder

E dopo questa iniziativa, ancora valida, dell'Aduc, la Rai ha iniziato a mandare con più sollecitudine e maggior intensità lettere di richiesta del pagamento del proprio canone anche ai presunti possessori di pc e device multimediali.

Sarà un caso ?

Ma a questo punto una domanda sorge spontenea: ma l'Agenzia delle Entrate, o ancor meglio la Rai, non può spiegare chiaramente e pubblicamente per quali computer o cellulari bisogna pagare la tanto discusssa imposta ?
Solo se vi è un collegamento ad Internet, solo se vi è un abbonamento per vedere la tv sui cellulari o basta semplicemente la possibilità che questi apparecchi possano permette di vedere trasmissioni televisive...ad esemepio è sufficiente avere un computer con scheda tv.
Ma se una persona ha un computer senza Internet e scheda tv che cosa deve fare ? Una autocertificazione ?

E non mancano anche alcune associazioni di consumatori che parlano di una sorta di tacito consenso all'italiana tra Rai e alcuni commercianti, del tipo che in alcune zone d'Italia, se chi ha un pubblico esercizio paga il canone, non gli viene inviata nessuna lettera per il pagamento del canone relativo alla propria abitazione privata.

Stentiamo a crederci e, anzi, speriamo in una ferma presa di posizione della Televisione di Stato che smentisca questo genere di notizie.

Sicuramente la situzione va risolta e chiarita quanto prima anche perchè , stando così la situazione, nella sua non chiarezza il principale evasore del canone Rai sarebbe propio un ente pubblico ovverole Poste Italiane che con 14mila sprtelli in tutta Italia , tuti dotati almeno di computer, dovrebbero pagare 13 milioni di euro come spiega Donatella Poretti la parlamentare della rosa nel Pugno che ha predentato diverse interrogazioni parlamentari sull'argomento.

Anche il Garante del Piemonte propone di modificare l'attuale regolamento e renderlo più trasparente inserendo alla fonte, cioè all'acquisto di un televisore ( e speriamo non al momento dell'acquisto di un personal computer o di un cellulare aggiungiamo noi ) la tassa alla Rai, che comunque ha anche attualmente poco senso di esistere in quanto era stata creata per avere i fondi economici necessari, all'epoca delle prime trasmissioni tv in Italia, per portare il segnala radiotelevisivo anche nelle zone più difficili ed impervie da raggiungere.

Ma ora questa problema non esiste più, perchè con il satellite ogni regione e zona italiana, anche la più sperduta, riceve in automatico e senza problemi il segnale televisivo. Come la mettiamo ?

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Ci sono 1 commenti
Anonimo
IN UN ESERCIZIO PUBBLICO CHE NON HA UN'APPARATO DI ANTENNA TV PERCHE' DOVREBBE PAGARE IL CANONE TV IN PRESENZA TV SOLO AI FINI COMMERCIALI? EPOI I MONITOR PICCOLI PER RILEVARE LE BANCONOTE FALSE PERCHE' DOVREBBE PAGARE LO STESSO CANONE TV?