Aste al ribasso: funzionamento e regolamento. Elenco siti italiani si allunga anche se ci sono polemiche
Le aste al ribasso continuano a svilupparsi e crescere
in Italia cercando di ripetere lo stesso successo riscosso
nelle altre nazioni e addirittura,come dicono le
società che le stanno proponendo, di insidiare la
leadership del quasi monopolista induscusso re delle aste su
internet ovvero Ebay.
In questi ultimi mesi sono stati aperti alcune siti in
italiano di aste al ribasso come Bidplaza, Bidrun, Asteclub,
Astaribasso, Astapazza suscitando l'interesse di
molti e dalle prime statistiche ufficiose che trapelano
sembrano abbastanza numerosi gli italiani che si stanno
iscrivendo a questo tipo di siti.
Tanto è vero che quando abbiamo pubblicato un breve
articolo su webmasterpoint.org su come funzionavano i siti di
aste al ribasso, proprio all'inizio del fenomeno, era
stato letto da moltissimi utenti suscitando un notevole
interesse e link da parte di numerosi siti, blog e forum.
Venerdì scorso le aste al ribasso sono tornate alla
ribalta con il lancio ufficiale di Shakebid realizzata
da una giovane società del nord est, il primo sito
di aste online al ribasso in Italia, secondo le parole
dei fondatori, ad avere l'approvazione del Garante della
Privacy e garantire la sicurezza dei pagamenti grazie
all'accordo con la banca più importante a livello
di pagamento online in Italia, ovvero Banca Sella.
Due biglietti da visita non di poco conto che si sono subito
sommati alle offerte presenti sul sito di notevole
valore ( bisognerà capire se in seguito il sito
riuscirà a tenere aste di così alto valore o
sono solo dei lanci promozionali come hanno fatto
all'inizio e fanno ogni qualvolta sia possibile i siti
concorrenti ) come una crociera sul Mediterraneo, una moto
Ducati Monster 696, un computer portatile Mac Book Air.
Anche perchè, permettendo di vincere questi
"prodotti" a valori assolutamente bassi, si genera
una pubblicità e un passaparola fortissimo.
Basti pensare allo scalpore che fecero sul web italiano e
che tuttora fanno le prime aste al ribasso vinte in Italia:
su Lowbid un Ipod Touch è stato assegnato a 0,74 euro,
su Bidpremium un utente si è aggiudicato un Rolex del
valore di 2mila euro a 4,89. su Youbid una Minicooper
è stata venduta per 6,92 euro, mentre su Bidplaza una
Bmw Z4 Roadster è stata battuta a 26,49 euro.
Ma come funzionano esattamente le aste al ribasso
?
Prima di tutto un utente si deve iscrivere al sito e versa
una somma tramite carte di credito o paypal o le altre
metodologie di versamento proposte in una sorta di deposito
personale.
A questo punto possiede il credito per poter accedere
all'asta per un oggetto e ottenerne le informazioni. ( il
prezzo varia da prodotto a prodotto e da sito a sito ).
Una volta che ha pagato il suo "ingresso"
nell'asta per un determinato prodotto, può fare la
sua offerta.
Per ogni offerta che fa paga una certa somma che varia anche
qui in base al prodotto, agli offerenti in gioco e al tempo
dello scadere dell'asta.
Dopo ogni offerta fatta si viene a sapere subito se il
proprio prezzo è il più basso o il più
alto, e se è il più alto si può
rilanciare al ribasso facendo una nuova offerta. E in questo
caso si è "facilitati" perchè il
sistema del sito indica dove si trova l’offerta
vincente in quel momento, se cioè è a un prezzo
più alto o più basso.
Non risulta vincente, e quindi immediatamente scartata, una
offerta doppia: se un utente fa una offerta di 2 euro e un
altro utente rilancia sempre per 2 euro entrambe le offerte
vengono eliminate e potrebbe vincere chi, nello stesso tempo,
ha fatto una offerta da 2,01 euro.
Il meccanismo dell'asta al ribasso non è
complesso come si può vedere, ma da qui nascono le
polemiche degli ultimi giorni.
Infatti, secondo alcune associazioni di consumatori,
tra cui spicca una denuncia di Altroconsumo per
pubblicità ingannevole fatta contro BidPlaza, oltre ad
una serie di mancate indicazioni, i siti di aste al
ribasso funzionano come delle lotterie, come dei giochi
d'azzardo puramente basati sulla fortuna e per questo
motivo, secondo l'attuale legislazione italiana,
dovrebbero essere illegali e di conseguenza i siti
dovrebbero essere chiusi.
I siti di aste al ribasso controbattono a queste accuse
spiegando che non si tratta di gioco d'azzardo, ma semmai
di gioco d'abilità ( permesso dai Monopoli di
Stato ) basato nel riuscire a trovare una strategia vincente
per lanciare la migliore offerta e vincere l'asta
Per il momento nessuna autorità ancora si è
pronunciata e i siti di aste al ribasso sembrano
aumentare in Italia, cavalcando l'onda di un successo
già avvenuto nelle altre nazioni europee e negli Stati
Uniti.
Alcuni utenti, infine, hanno posto la domanda su come si
ripagano le società che propongono gli oggetti a
prezzi così bassi.
Le possibilità sono diverse,ma generalmente il
prodotto o il viaggio messo all'asta viene comprato dalla
società stessa che guadagna ad ogni rilancio da parte
di un utente in media 2 euro e più il prodotto
è appettibile più i rilanci sono davvero
numerosi.
Inoltre, la società che gestisce il sito d'aste
online, ottiene normalmente uno sconto sull'acquisto dei
prodotti sia perchè li compra in stock, sia
perchè fa da vetrina e pubblicità alla marca e
ella società che distribuisce il prodotto, sia
perchè, infine, molto spesso condivide con la stessa
società i dati degli utenti interessati
all'oggetto, ai quali la società venditrice
potrà fare delle successive proposte ( tutto
legalmente, in quanto nel trattamento della privacy si da il
consenso per simili operazioni di marketing ).
Link ai siti di aste al ribasso citati nell'articolo:
http://www.shakebid.it/
http://www.bidplaza.it/
http://www.youbid.it/
- Articolo precedente Tecnologia e innovazione: i 60 prodotti che cambieranno realmente la vita di ogni giorno premiati al Well Net tech Award 2008 di Milano. Alcuni già disponibili
- Articolo successivo Blog senza censura: spazio web gratis senza limiti traffico dove si può pubblicare quello che si vuole da The Pirate bay