Google Docs e Powerpoint: programma di presentazioni online per competere con Office di Microsoft. Video demo

Oggi, dopo lunghi mesi di beta a inviti, Google rilascia la sua applicazione web per creare presentazioni. In stretta concorrenza con Microsoft Office, la grande G aggiunge alla propria suite di lavoro anche uno strumento cheambisce a diventare un'alternaztiva a PowerPoint. Almeno in prospettiva visto che, come tutta tutta la suite da ufficio tutta online targata Mountain View, si tratta di un prodotto ancora "acerbo".

Per esempio, la gestione dei testi appare particolarmente complessa, anche solo per spostare la casella di testo in una nuova posizione oppure per formattare i contenuti. Le operazioni di formattazione del documento – grassetto, corsivo e sottolineato – non sembrano funzionare. Buona è, invece, la gestione dei link che possono essere modificati (o eliminati) con un solo click.

Ovviamente, il nuovo tool di Google eredita tutti i caratteri di collaborazione tipici della suite – a cui appartengono servizi assai diffusi come Gmail, Gtalk e Gdocs –, rendendo possibile non solo la condivisione del file, ma soprattutto la nascita di presentazioni modificate a distanza da più utenti contemporaneamente. Tuttavia, anche su questo fronte, che è il suo vero punto di forza, Google non riesce ancora a garantire stabilità e coordinazione delle modifiche in tempo reale, provocando talvolta errori e rallentando il lavoro degli utenti che agiscono sul file contemporaneamente.

Ma vediamo come la nuova applicazione per le presentazioni regge al contronto con i concorrenti.

Google vs. Microsoft
PowerPoint è leader tra i software di slideshow, tanto che ormai il nome è diventato, per antonomasia, sinonimo di presentazione. Ovviamente il successo e la diffusione deriva dalla posizione dominante di Microsoft che, con la propria suite di produttività da ufficio, è presente nella maggior parte dei personal computer. Il principale difetto di PowerPoint è la propria chiusura al mondo esterno, in quanto gestisce bene solo il formato proprietario, non è interoperabile e ha molte difficoltà a gestire file provenienti da diverse applicazioni come OpenOffice (e da diverse edizioni dello stesso programma). A parte questo, nel complesso Office resta, per ora, inattaccabile, grazie a applicazioni come, Excel, troppo complesso per essere imitato.

Google vs. Apple
Nonostante Office sia presente anche su piattaforma Mac, Apple ha la propria suite da ufficio, aggiornata da poche settimane. Il pacchetto di applicazioni iWork '08 comprende tre singoli programmi: Pages, un word processor con ambizioni da desktop publishing, Number, il neonato foglio di calcolo molto più semplice rispetto a Excel ma funzionale, e il software di presentazioni Keynote. Come molte delle applicazioni sviluppate direttamente da Apple, Keynote si presenta molto più semplice nell'interfaccia utente, in cui tutto è gestibile attraverso slider o pochi click. L'obiettivo di Apple è quello di offrire uno strumento di comunicazione efficace che permetta di realizzare presentazioni con effetti speciali e transizioni originali. Proprio come quelle di Steve Jobs.

Google vs. OpenSource
L'usabilità e le caratteristiche delle Presentazioni di Google sono simili a quelle di OpenOffice (che ha aggiunto alcune funzionalità nella versione 2.3) e NeoOffice, la vesione di OpenOffice per Mac. Si tratta quindi di ottime alternative a Microsoft Office, che raggiungono il livello di PowerPoint, almeno nelle funzioni. L'interfaccia è più spartana, ma i risultati sono paragonabili alla versione commerciale. Il vantaggio di OpenOffice è il supporto di formati commerciali come PowerPoint integrato al formato OpenDocument, lo standard aperto e interoperabile.

Google vs. Online
Oltre ai software offline (siano a pagamento o gratuiti), esiste una schiera di applicazioni web dedicate alle presentazioni. Due le tipologie: servizi web che offrono la possibilità di condividere presentazioni già realizzate (come SlideShare) oppure veri software online che permettono di creare direttamente degli slideshow (come Zoho), proprio come fa Google. Al di là di Zoho, si tratta – per la maggior parte dei casi – di start-up poco conosciute e in continuo sviluppo. Un esempio è SlideRocket, applicazione web che sta per essere lanciata ufficialmente e che coniuga le transizioni a effetto di Keynote con la condivisione dell'online. Sul sito è possibile vedere un esempio delle sue funzionalità, ma per la prova bisogna ancora attendere.

Risultato
Per l'utente professionale, l'uso di Microsoft Office è ancora la scelta principale, sia per l'affidabilità che per la diffusione del programma che lo rende standard de facto agli occhi inconsapevoli di molti utenti. Altrettanta stabilità viene offerta da OpenOffice che, rapidamente, esce dalla nicchia di esperti per entrare nelle pubbliche istituzioni e nelle scuole. Essendo gratuito e supportando standard, inoltre è la soluzione ideale anche per le piccole e medie aziende.

Per chi vuole un software molto efficace dal punto di vista comunicativo, Keynote resta ancora la soluzione migliore, ma la sua limitazione più grande è che non è interoperabile e funziona solo su Mac. Per chi invece vuole sperimentare, l'online offre molti spunti e buone soluzioni web. 

Lo strumento di Google è invece rivolto a chi lavora a distanza e necessita di modificare il file insieme ad altre persone; nonostante i piccoli difetti elencati, il suo strumento di collaborazione online è di buon livello anche sul software di presentazione.

 

Video dimostrativo:

 

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Graziano
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