Internet degli oggetti: il coniglio Nabaztag primo esempio già in vendita di come tutte le cose saranno collegate online grazie al wireless. Intervista al creatore (Parte I)
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Rafi Haladjian ha la straordinaria
capacità di presentare in modo chiaro la propria
visione del mondo. Ed è una visione giocoforza
composita. Di origine armena ma nato a Beirut, Haladjian si
è trasferito adolescente a Parigi dove ha studiato
semantica all'Università. Una formazione da
umanista, dunque, ma un'attenzione rivolta alla
tecnologia fin dagli anni Ottanta, quando ha collaborato alla
distribuzione del Minitel in Francia. Nel
1994 ha creato FranceNet, il primo internet
service provider d'oltralpe, e ha fondato
Ozone, un'azienda che porta connessioni
senza fili al 65 per cento dei parigini. Ha passato la vita a
connettere persone fino a quando non ha deciso che era il
momento di connettere le cose e di rendere anche
l'ambiente fisico interattivo. Nel 2003 ha perciò
fondato, insieme a Olivier Mével,
Violet un'azienda che si occupa di
oggetti in grado di interagire con l'ambiente e con la
rete.
La prima creazione nata dai laboratori francesi di Violet
è stato la lampada Dal, una plafoniera che, attraverso
codici luminosi colorati, comunica al
proprietario diverse informazioni: previsioni meteorologiche,
situazione del traffico, presenza di nuove email.
Addirittura, inviando il messaggio "Je t'aime"
via sms a un certo numero di telefono la lampada si colora di
rosso e inizia a pulsare simulando il battito cardiaco. Ma
Dal non ebbe mai grande successo a causa degli
altissimi costi al dettaglio che, per i
clienti, si traduce in 790 euro al pezzo.
Questa è stata la prima lezione per Violet. Il secondo
progetto doveva essere più abbordabile per entrare
educatamente nelle case delle persone. Da qui nacque il
coniglio Nabaztag. In vendita nella sola
Francia a partire dall'estate del 2005, questo gadget
tecnologico si è mostrato come un oggetto che entra
con discrezione nelle case delle persone. Nabaztag non
è una periferica, come un mouse o un altoparlante,
è un coniglio hi-tech che vive in modo indipendente e
che può collegarsi direttamente alla rete senza
bisogno del pc, ricevendo le informazioni direttamente dalla
connessione WiFi casalinga. Dopodiché, con la sua voce
– meno metallica di quanto ci si aspetti –
Nabaztag legge le notizie dell'ultimo minuto, la mail
aspettata da tempo oppure, con dei segnali luminosi (tre
lucine sulla pancia e una sul naso), la qualità
dell'aria. In pochissimo tempo il coniglio WiFi ha
conquistato gli utenti anche grazie al suo design emozionale;
oggi inizia a delinearsi una "guerra di religione"
tra chi lo ama e chi lo odia, proprio come accade per tutti
gli oggetti di culto. Al di là
dell'oggetto, il significato vero di Nabaztag risiede
nella visione di un mondo connesso, basta seguire il
Bianconiglio.
Rafi Haladjian, come è arrivato a immaginare
un oggetto come Nabaztag?
Abbiamo connesso computer, creato apparecchi, giochi, negozi
e giornali online. Allora ci siamo chiesti: è questa
la fine della nostra storia? Ovviamente no. Ora la tecnologia
elettronica permette di inserire chip in ogni cosa, non solo
nei computer, nei cellulari e nelle videocamere, ma anche
nelle sedie e nei tavoli; tutto, volendo, può essere
connesso a internet. Ho capito che la rete non deve
connettere i computer, ma le persone. Ciò permette di
trasformare anche il mondo fisico, rendendolo mutevole a
seconda delle nostre preferenze. Il web è
incredibilmente a misura d'uomo: se vado spesso su
Amazon, questo si ricorda le mie preferenze e si adatta alle
esigenze personali. Se invece vado ogni fine settimana sempre
nella stessa stanza d'albergo, dovrò sempre
accendere l'aria condizionata, per esempio. Il mondo di
atomi non reagisce alla nostra presenza e non si
personalizza. Nabaztag non è un
apparecchio come la radio che si accende e continua a
funzionare finché non si spegne, ma parla solo quando
ha qualcosa da dire a seconda delle preferenze espresse
dall'utente. Dal pannello di controllo online, si accede
alle preferenze personali del proprio coniglio: è
facile così impostare l'ascolto delle news a una
determinata ora tutte le sere, anticipando l'orario nel
weekend e, magari, chiedendo le previsioni del tempo ogni
mattina prima di uscire di casa.
Come è nata l'idea di collegare un
coniglio a internet?
Dopo aver connesso i personal computer all'internet
prima con il cavo e poi senza, mi sono chiesto se mi dovessi
fermare lì. Cosa c'è oltre ai bit? Tutto il
mondo, fatto di atomi e di sensazioni. Con la fondazione di
Violet volevamo perciò dimostrare che domani tutto
sarà connesso, la discussa "internet delle
cose" di cui tutti parlano, ma che nessuno sa
realizzare. Come spiegarlo alle persone? Se avessimo
collegato un frigo alla rete, il messaggio non sarebbe stato
quello che si può connettere qualsiasi cosa, ma solo
gli elettrodomestici. Allora avevamo bisogno di un oggetto
senza alcun valore specifico, che potesse essere simbolo per
ogni cosa e che fosse del tutto differente dai pc, senza
alcun monitor e tastiera. Un peluche di un coniglio sulla
scrivania ha fatto tutto il resto: se avessimo collegato un
coniglio a internet, allora davvero tutto poteva essere
connesso. Il coniglio è tra le cose concettualmente
più lontane dal computer e non ha una
caratterizzazione precisa, è come un sacco vuoto
pronto ad accogliere molteplici significati, dal furbo Bugs
Bunny all'ammicante simbolo di Playboy, da Alice nel
Paese delle Meraviglie a Roger Rabbit. Inoltre, a un coniglio
puoi dare una voce, puoi dare una personalità; allora
abbiamo elencato una serie di ragioni per cui questo animale
sarebbe stato perfetto.
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