Hi-tech: Batterie computer portatili e notebook: aumentare durata e migliorare resistenza. E le batterie del futuro come saranno? (Parte I)
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Il problema delle batterie dei notebook
è molto sentito da coloro che sono soliti usare i
propri laptop durante i viaggi in treno o in aereo, in sala
d’attesa o sotto l’ombrellone, dove la durata
della batteria è uno dei fattori più importanti
che possono influenzare le possibilità di lavoro o
svago.
E’ infatti notoriamente frustrante
interrompere una sessione di lavoro perché la batteria
è scarica e questo può capitare per
una miriade di motivi, tra cui possiamo trovare la autonomie
inferiori a quelle dichiarate dal costruttore, mancato
caricamento per dimenticanza o mancanza di tempo,
impossibilità di prevedere il diverso consumo
energetico delle varie attività eseguite con il pc ed
errata impostazione delle opzioni di risparmio energetico,
Quel che, però, è noto è che le
batterie non si evolvono come i pc: infatti, se da
un lato siamo abituati ad un continuo e rapido miglioramento
delle prestazioni di tutti i componenti di un pc (da qui la
famosa legge di
Moore: più transistor allo stesso prezzo
sono una benedizione per i computer, ma un inferno per le
batterie! Quindi che valore ha un cellulare
superaccessoriato che si scarica dopo appena venti minuti o
un portatile che pesa otto chili e ti schiaccia le gambe?),
per le batterie il trend di evoluzione non è lo
stesso, nonostante ci siano stati effettivi miglioramenti nel
corso degli anni, come, p.es., la riduzione
dell’effetto memoria delle batterie che
riduceva la capacità del ciclo di scarica e ricarica
parziale. In media, ad oggi, le batterie sono in
grado di fornire ai notebook un’autonomia di circa 3
ore.
Non ci resta, dunque, che far durare la nostra batteria il
più possibile, sfruttandone in mondo intelligente le
prestazioni, con la speranza che le promettenti future nuove
tecnologie (fuel cell, solare, etc.) cambino la situazione
attuale consentendoci di usare il portatile a batterie,
magari, anche per un giorno intero.
Come conservare la batteria in buona efficienza
Ecco alcuni punti per trattare bene la batteria del proprio notebook in modo da ottenere il massimo in termini di autonomia, prestazioni e vita utile dell’accumulatore.
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La prima carica è importante.
Le moderne batterie al litio non soffrono di effetto memoria, ovvero non riducono la propria capacità se non le si carica e scarica completamente. Per ottenere, però, le migliori prestazioni i produttori continuano a consigliare una prima carica di circa 18 ore, e questo vale sia per i notebook che per i cellulari e palmari. L’esperienza insegna che seguire questo consiglio ha reali effetti positivi -
Non caricare inutilmente.
Dopo la prima carica, in quelle successive è invece importante non lasciare inutilmente in carica la batteria quando è già completamente ricaricata, per due motivi: il primo è che questa operazione stressa la batteria sottoponendola a continue microricariche e, come non tutti sanno, le batterie dopo 500-100 ricariche sono da buttare! Il secondo è che ciò surriscalda la batteria, cosa che alla lunga può danneggiarla. -
Non usare il portatile con batteria e corrente
assieme
Non è bene usare il portatile collegato alla corrente con la batteria inserita, anche se essa non è completamente carica, perché ciò sottopone la batteria ad un eccessivo surriscaldamento. Dunque, a meno che non sia indispensabile ricaricare la batteria mentre stiamo usando il pc, la cosa migliore è togliere la batteria mentre lo si usa con la corrente. Attualmente la cosa è possibile nella maggioranza dei portatili, si deve però fare attenzione a non toccare i contatti del vano batteria mentre si è collegati alla rete elettrica. -
Ogni tanto lasciare scaricare completamente la
batteria.
Anche se le attuali batterie non soffrono di effetto memoria, per la massima durata è comunque buona regola lasciarle scaricare del tutto periodicamente. La cosa è dimostrata dal fatto che in alcuni portatili Macintosh c’è un sistema che verifica da quanto tempo non si scarica completamente la batteria: se è passato molto tempo la batteria viene lasciata scaricare prima di iniziare la ricarica, anche se si collega l’alimentatore. -
Evitare gli stress termici.
Le batterie contengono elementi chimici sensibili agli stress termici, dunque per non ridurne la vita, è meglio evitare sbalzi, freddo e caldo intensi. Addirittura c’è chi mette le batterie in freezer per conservarne la carica, ma se è vero che con il freddo la carica si mantiene più a lungo, il congelamento può invece rovinare irrimediabilmente la batteria. Lasciare una batteria al sole, invece, può essere anche pericoloso per il rischio di esplosioni. -
Non strofinare i contatti.
I contatti elettrici delle batterie sono delicati: non bisogna, quindi, mai strofinarli, tanto meno con tessuti come lana e sintetici; infatti, l’elettricità generata può letteralmente fulminare i componenti elettronici di controllo contenuti nella batteria, rendendola inservibile. Infatti una batteria per notebook non è come una pila stilo: include anche componenti elettronici che comunicano al computer lo stato di carica.
Evitare anche di tenere in tasca le batterie di cellulari e pda: potrebbero danneggiarsi per lo strofinio sul tessuto della tasca o entrando in contatto con chiavi e oggetti metallici.
Alcuni trucchi per consumare meno.
I trucchi sotto riportati, sono estremi e di certo ridurrebbero di molto le potenzialità dei notebook moderni: si devono quindi intendere solo come una soluzione estrema da applicare nel caso in cui si sia a corto di batteria.
- Impostare il sistema per spegnere lo schermo lcd retroilluminato del notebook dopo 2-3 minuti di inutilizzo; non usare il salvaschermo, specie se animato e 3D, ma spegnere completamente il display.
- Il lettore DVD consuma molta energia: evitare di usarlo e se c’è un disco rimuoverlo, in modo da evitare le “ripartenze” della rotazione del disco che avvengono ogni volta che si apre Esplora risorse o si salva un file.
- Togliere le periferiche superflue, come schede PC CARD, webcam, le chiavette USB e i dischi rigidi esterni che scaldano e consumano più energia di quanto non si creda. Scollegare anche il mouse usb, soprattutto se ottico ed usare il TouchPad.
- Disattivare, se non usati, i moduli Wireless e Bluetooth.
- Non riavviare Windows visto che questa operazione consuma molta energia (la raccomandazione è valida soprattutto se si ha poca batteria).
- Evitare qualunque tipo di gioco 3D e la riproduzione di filmati. Se si usa il portatile per vedere i filmati, il consiglio è quello di codificarli in Mpeg-2 invece che DivX: infatti gli Mpeg-2 occupano più spazio, ma impegnano il processore meno della metà dei DivX.
- Se non servono, spegnere gli altoparlanti.
- Chiudere tutte le applicazioni in background che si pensa non siano utili.
- Disabilitare il salvataggio automatico di applicazioni come Word od Excel, in modo da evitare il continuo ricorso al disco rigido per i salvataggi periodici.
- Usare lo standby solo se non si usa il notebook per 10-15 minuti, altrimenti usare l’ibernazione che, oltre ad essere più sicura (visto che salva lo stato del computer su hard disk), azzera i consumi spegnendo tutto. L’ibernazione non appare tra le opzioni di spegnimento del menu Start di Windows XP, ma appare se si tiene premuto il tasto MAIUSC.
- In generale gli ambienti caldi tendono ad accorciare la durata della batteria, e una lunga esposizione alla luce diretta del sole può perfino farla esplodere. Evitare anche di tenere il notebook in grembo o sulle gambe: un notebook bollente a contatto con il corpo dissipa male e consuma di più. Appoggiarlo su un tavolo.
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