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Speciale: Il 90% del traffico Internet è P2P e gli internet provider vendono banda in "overbooking" senza averla
Articoli di approfondimento su tematiche inerenti al mondo ICT, Internet e webmaster.
 


Su gentile concessione di Tommaso Tessarolo, di cui vi invitiamo a visitare il Blog

Guardate il grafico alla fine di questo post. E’ il consumo di banda registrato da un ISP, suddiviso per protocollo (fonte CacheLogic). Se lo leggete bene vi renderete conto che il 90% e oltre della banda viene ad essere costantemente occupata da trasmissioni P2P. D’altra parte è noto che i file transfer effettuati dalle tante reti P2P da anni costituiscono la maggiore fonte di consumo di banda. Qual’è il problema? Che un ISP di solito vende offerte ADSL, o simili, promettendo una “certa” banda. Ad esempio 4Mbs (in download).

Ci si accorge, spesso, nella pratica che tali promesse rimangono tali. Anzi, che a volte non si riesce neanche ad avere la banda minima necessaria per scaricare una mail. Perché? Perché di norma vendono in overbooking: come negli aerei, dove si vendono più posti di quelli disponibili per ogni volo sapendo che tanto un X % non arriverà neanche in aeroporto. Gli ISP promettono banda sapendo che la maggior parte delle persone userà la propria connessione solo per scaricare la posta, o navigare su web. Poca roba. La maggior parte della banda, di norma, rimane libera. Ecco allora che si può promettere quello che non si ha, sapendo che più o meno nessuno se ne accorgerà. Almeno fintanto che non ci sia una buona fetta di utenti che usano il P2P. Questi “maledetti smanettoni”, con i loro disgustosi software super efficienti, divorano tutta la banda disponibile. E allora: addio overbooking! La “presa in giro”, non è più perpetuabile.

Che fare allora? Diciamo che il P2P è male, che aiuta la pirateria, che se l’industria dell’intrattenimento (Musica, Cinema, Home Video) va male è per colpa del P2P. Così facendo un ISP giustifica i blocchi di protocollo: la filtratura di tutte le reti P2P (in inglese il termine corretto per questo fenomeno è “P2P throttling”). Ma in realtà, giustificano un qualcosa che non si può fare. Qualcosa che non dovrebbe esistere in una situazione trasparente dove quello che si promette e vende, è quello che effettivamente si ha. Ora che sono ai nastri di partenza Joost e Babelgum, piattaforme per la distribuzione della TV in P2P, questa storia in un verso o nell’altro è destinata a finire.

E’ giusto per chi ha investito tanti soldi come una telecom o un ISP proteggersi nei confronti di fenomeni come il P2P? Il “throttling” è una lecita tutela della propria attività? Non lo escluderei a priori. Ma se vogliamo che la rete sia veramente neutrale, uno spazio aperto dove ogni servizio ha pari dignità, dobbiamo allora pretendere che il “throttling” se non altro sia dichiarato. Chi vuole può anche chiudere le proprie porte al P2P, basta che sia obbligatorio dichiararlo esplicitamente in fase di stipula del contratto:

“Caro utente, stai per firmare un abbonamento ADSL a 8/Mbits con XXX, ti vogliamo informare che il servizio prevede che tu non possa usare più del 2% della banda teorica a tua disposizione per applicazioni P2P. A titolo di esempio eMule e BitTorrent non potranno funzionare a più di 2KB al secondo, mentre servizi come Joost e Babelgum non funzionano”.

In questo modo chi è totalmente indifferente ai servizi P2P potrà liberamente scegliere servizi a minor costo che inibiscono questo protocollo. Tutti gli altri, invece, saranno informati per tempo su quale servizio sia più indicato per le proprie esigenze.

In sintesi

  • Il P2P è la tecnologia che più mette in difficoltà le reti.
  • In molti paesi il 90% del traffico P2P attraversa i confini nazionali, rendendo il consumo di banda molto costoso.
  • Le applicazioni P2P consumano aggressivamente tutta la banda disponibile
  • Il P2P disintermedia definitivamente l’ISP delle revenue legate alla vendita dei contenuti.
  • La maggior parte dei servizi di video distribuzione saranno basati sul P2P
  • Molti ISP eseguono il cosiddetto “P2P throttling” per limitare l’uso del P2P
  • Per garantire la Net Neutrality è necessario che il “”P2P throttling” venga dichiarato in fase di stipula del contratto.

 

200701172108

 

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