Violazione Copyright e diritti autore Internet: Ipred 2 una direttiva europea che prevde sanzioni penali e organi di controllo privati potrebbe passare in Parlamento. E pochi ne parlano (Parte I)
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Non ne avevamo parlato finora in quanto pensavamo che Ipred 2, la nuona normativa proposta dall'Unione Europea per la protezione del Copyright, non sarebbe mai andata avanti in parlamento in quanto palesemente contraria ad ogni principio di logica e e soprattutto a leggi e regolamenti precedenti emanati dalla stessa Unione Europea.
Ma oggi, 25 aprile (giorno della liberazione!), Ipread 2 dovrebbe essere discussa nel Parlamento Europeo. Non solo, ci sono altissime probabilità che venga messa ai voti per una possibile approvazione, senza apportare nessun cambiamento al testo per i quali stanno battendosi numerose associazioni e il senatore dei Verdi Fiorello Cortiana e il suo movimento (per quanto riguarda l'Italia).
Pubblichiamo l'intervento di Tommaso Tessarolo anche lui, come noi, incredibilmente sorpreso che una tale legge possa passare al Parlamento Europeo sottovoce, senza che nessuno, o quasi, ne parli all'opinione pubblica.
Vi terremo aggiornati sull'evolversi Parlamentare di questo nuova direttiva che ancora una volta fa compredendere, come più volte detto, che i politici attuali non sono in grado di gestire Internet e di fare leggi e regolamenti ad hoc (che sarebbero necessari, tanto meglio se comunitari e internazionali) che sarebbero tanto necessari per gestire la grande rete.
Marcello Tansini
Signori chiedo 5 minuti della vostra attenzione perché sta accadendo un qualcosa di gravissimo. Avete mai sentito parlare di Ipred 2? Non credo, perché nessuno ve lo vuole far sapere (a parte come al solito qui). Vi spiego subito cos’è. E’ una proposta a livello europeo il cui relatore è Nicola Zingaretti (DS), che in molti danno come futuro sindaco di Roma e che titola così “Sulla proposta modificata di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio relativa alle misure penali finalizzate ad assicurare il rispetto dei diritti di proprietà intellettuale“, in discussione, la cui approvazione è prevista per il prossimo 25 Aprile (il giorno della liberazione!!).
Avete letto bene misure penali per per garantire il rispetto dei diritti di proprietà intellettuale. Adesso vi do altri particolari ma voglio dirvi subito che ciò che è più agghiacciante di quello che sta accadendo è che nessuno ne sta parlando. Siamo tenuti allo scuro di una mossa volta a criminalizzare qualsiasi azione andremo a compiere online.
- A cosa fa riferimento?
Ce lo dice l’articolo 3: “Gli Stati membri
provvedono a qualificare come reato qualsiasi violazione
intenzionale del diritto di proprietà intellettuale
commessa su scala commerciale, il tentativo di violazione, la
complicità e l’istigazione.”
- Cosa si rischia?
Articolo 5: “il massimo della pena comminabile alle
persone fisiche responsabili dei reati di cui
all’articolo 3 non sia inferiore a 4 anni di reclusione
quando tali reati siano commessi nell’ambito di
un’organizzazione criminale ai sensi della decisione
quadro … sulla lotta contro la criminalità
organizzata e comportino un rischio per la salute o la
sicurezza delle persone.”
“di un massimo non inferiore a 100 000 euro per i casi meno gravi;”
- Come possono procedere?
Ce lo spiega l’articolo 7: “Gli Stati membri
assicurano che i titolari dei diritti di proprietà
intellettuale interessati, o i loro rappresentanti, e gli
esperti possano contribuire alle indagini condotte dalle
squadre investigative comuni su violazioni di cui
all’articolo 3 della direttiva.”
Quindi potranno indagare su tutti noi direttamente i
detentori dei diritti con agenzie private. Vi rendete
conto?
Potrei andare avanti a lungo ma preferisco lasciare la
parola a Giuseppe Corasaniti, studioso di problemi giuridici
della comunicazione e dell’informatica, direttore
scientifico di Medialaw, che ha scritto 10 buoni motivi di
perplessità su quello che sta accadendo. Vi prego di
leggerli con attenzione perché non è stato per
lui possibile diffonderli in nessun altro modo. In coda a
questo post vi riporto i link utili alla vostra informazione
e vi chiedo sollecitamente di diffondere questa notizia.
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