Internet nel 2020? Sarà ovunque con impatti sociali inimmaginabili
Secondo uno studio statunitense curato dal Pew Internet and American Life Project, nel 2020 la Rete avrà ormai saturato del tutto la nostra società, e sarà quanto di più pervasivo sia possibile oggi anche solo immaginare.
E’ questo lo scenario che secondo una ricerca del Pew Internet and American Life Report ci attende per il 2020, quando le reti digitali si espanderanno fino a coprire la quasi totalità delle nostre attività quotidiane e dalle ceneri del luddismo ottocentesco sorgerà una nuova setta di “nemici delle macchine”, post-moderni e no global, pronti a tutto pur di fermare il progresso tecnologico.
Che cos'è il luddismo? Per luddismo si intende un movimento popolare sviluppatosi in Inghilterra all'inizio del XIX secolo caratterizzato dalla lotta all'introduzione delle macchine. Il movimento prende il nome da Ned Ludd che nel 1779 spezzò un telaio in segno di protesta. Le macchine erano considerate la causa della disoccupazione e dei bassi salari già da fine Settecento e la legge ne puniva duramente la distruzione o il danneggiamento.
“The Future of Internet II” non offre risultati particolarmente rivoluzionari. Del fenomeno “neoluddista” se ne parla già oggi, soprattutto a proposito di alcune frange più radicali e intransigenti dei movimenti ecologisti e no global.
Il report “Internet Evolution” ha mostrato come l’ inglese rimarrà la lingua universale della comunicazione globale, anche se verrà affiancata da altre lingue che in questi ultimi anni hanno visto aumentare il loro utilizzo sulla rete, in particolare il Cinese.
Il 42% degli intervistati ha una visione pessimistica riguardo il controllo degli umani sulla tecnologia, in particolare gli scettici sono preoccupati della costante dipendenza dell’uomo dal mondo tecnologico, mentre oltre il 50% degli intervistati, 742 esperti mondiali di politica, informatica ed economia, crede cha da qui al 2020 la rete manterrà tutto il suo "appeal".
Janna Quitney Anderson, principale autrice del report «The Future of the Internet II», ha spiegato che i principali architetti dell’internet di prossima generazione sono sostanzialmente d’accordo sui cambiamenti tecnologici che in futuro influenzeranno il network, ma quando si tratta di discutere dell’impatto sociale e politico che tali cambiamenti avranno, allora nascono i primi disaccordi.
Uno dei problemi sollevati dagli scettici riguarda il controllo dell’internet: a chi sarà affidata la gestione di questa immensa struttura globale? Inoltre, se è vero che tra 14 anni un numero sempre maggiore di persone vivrà e lavorerà nel cyber-spazio, si pone il problema della privacy degli internauti e quello legato alla produttività. I futuri net-lavoratori saranno produttivi come gli attuali? Come cambierà la società in seguito all'introduzione di queste figure lavorative?
Un futuro che non pare essere tanto sicuro, ma del resto sei parla di una previsione a lungo termine. Chi avrebbe previsto 15 anni fa l'acquisto servizi, beni di uso quotidiano, nonchè di divertimento sulla grande rete? Se nel 1991 avessi detto a un collega di attaccare l'iPod alla porta USB per trasferire MP3 e Video, perchè io ero impegnato ad acquistare un volo per New York, beh... sapeste che risate!
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