Michele Basso
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Hi-tech: 9 persone su 10 che utilizzano i computer rischiano disturbi alla vista

L'uso del computer, attività svolta quotidianamente da un molteplice numero di cittadini, per studio, lavoro o divertimento, può risultare seriamente dannoso alla vista. Si parla di numeri consistenti: pare infatti che 9 persone su 10 siano considerate a rischio, e che l'88% della popolazione mondiale adulta risenta negativamente dell'uso del computer.

Secondo gli esperti i problemi alla vista si manifestano fin da giovanissimi: sono infatti uno su quattro i bambini che soffrono di disturbi alla vista, compromettendo in alcuni casi il rendimento scolastico. I disturbi interessano anche moltissimi adulti: i soggetti tra i 18 e i 45 sono quelli che trascurano di più la patologia.

I dati pubblicati dell'Albo degli Optomeristi parlano chiaro: ben venticinque milioni di italiani manifestano problemi di vista, uno su cinque non si è mai sottoposto a un controllo visivo, più del 60% non fa un esame da oltre tre anni, infine una persona su quattro presenta un difetto visivo non corretto e una su tre non usa occhiali da sole.

Il nodo principale pare essere la prevenzione: degli oltre venticinque milioni di italiani che hanno problemi alla vista, uno su cinque non si è mai sottoposto a un controllo visivo e più del 60% non fa un esame da oltre tre anni.

Mentre l'83% della popolazione italiana è consapevole dei danni che il sole può causare alla pelle e adotta adeguate misure protettive, solo il 4% presta attenzione ai rischi cui sono esposti gli occhi dimenticando che, malgrado rappresentino solo il 2% della superficie totale del corpo, sono un organo di vitale importanza.

C'è poi un diffuso deficit di informazione: lo dimostrano recenti sondaggi condotti in Europa e negli Stati Uniti, secondo i quali la maggior parte degli intervistati ignora che molte insidie per la vista si presentano nella vita quotidiana, in situazioni di assoluta normalità.

Tra le maggiori cause di affaticamento oculare e di difetto visivo risultano infatti l'utilizzo del videoterminale, i rischi dell'esposizione ai raggi solari e una scorretta educazione alla visione soprattutto durante l'infanzia.

 

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