Marcello Tansini
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Truffe: Ritornano le polemiche sulla tassa su CD e DVD: chiusa una fabbrica a Milano, settore in crisi e Altroconsumo sul piede di guerra

Ritorna ad essere pesantemente criticata da più parti la tassa sull'equo compenso, unica tassa in Europa nel suo genere richiesta ed ottenuta lo scorso anno dalla Siae. Per chi non lo ricordasse, la tassa sull'equo compenso era stata imposta nel 2003 su tutti i cd e dvd vergini con la seguente giustificazione: "la maggior parte dei supporti vergini vengono utilizzati per fare copie di prodotti con diritti Siae e in questo modo almeno parzialmente la Siae può rientrare delle perdite causate dal fiorente mercato della pirateria".

Una legge, unica nel suo genere, che presuppone che chi compra supporti vergini è un pirata, una persona che non acquista film, videogiochi, musica originali.

Dopo l' approvazione di tale tassa, la Siae era stata denunciata dall'Asmi, Associazione Sistemi e Supporti Multimediali Italiana, insieme ai più importanti produttori del settore come già riportavano in un nostro articolo l'anno scorso:
http://www.webmasterpoint.org/risorse/articolo.asp?id=12665

La denuncia è ancora in corso, ma con i tempi della giustizia italiana la strada per ottenere una risposta giudiziaria sembra ancora lunga. Dopo l'introduzione di questa tassa, L'Asmi, oltre alla denuncia, aveva dichiarato alcune cifre, che a distanza di un anno (e tra breve vedremo il perchè) stanno avendo le prime conseguenze concrete, ovviamente, disastrose per un intero settore industriale dell'economia italiana, ovvero quello della produzione di supporti vergini.

L'Asmi, infatti, aveva denunciato che la tassa sui supporti digitali avrebbe determinato un aumento dei costi superiore al 3000% per cd e dvd vergini. Non solo, tale legge sarebbe stata applicata alle aziende che producono e vendono i supporti digitali sul territorio, mentre sarebbe rimaste esentate le aziende estere che vendono tali prodotti in Italia. Dopo pochi mesi, L'ASMI, attraverso un comunicato stampa, diffondeva alcuni allarmanti dati: si parlava di una flessione in negativo del 40% per quanto riguarda il mercato di vendita dei CD-R, che diventava il 25% se a questi ultimi aggiungiamo i DVD e si dichiarava un aumento dei prezzi generali del 60%.

Considerazioni e cifre, che a distanza di un anno, hanno trovato conferma, purtroppo, nell'annuncio di chiusura dello stabilimento della Support Italcard, società fondata nel 1975 con sede a Sulbiate, in provincia di Milano. Lasciati a casa 250 dipendenti, ma l'azienda aveva un indotto di circa 500 unità lavorative, quindi le ripercussioni sull'occupazione, in una economia come quella italia in un stato di perdurante stagnazione, sono assolutamente da tenere in considerazione.

Motivo ufficiale della chiusura della fabbrica che da oltre 30 anni era presente sul mercato: la normativa in materia di diritto d'autore e copia privata che, con l'introduzione della tassa su CD e DVD, ha penalizzato l'economia di tutto il settore.

L'Asmi, in un comunicato stampa per commentare la vicenda dell'impianto di SUlbiate, ha ricordato ancora una volta che la legge sull'equo compenso nei sui due anni di "attività" ha portato l'intero settore italiano di produzione cd e dvd in uno stato di crisi con un conseguente aumento dei licenziamenti, una diminuzione del gettito IVA causata dall'importazione illegale di supporti dall'estero e una diminuzione delle vendite che a lungo andare causerà anche riduzioni di entrate della stessa Siae.

L'equo compenso e, più in generale, il diritto alla copia privata, ritorna a far parlare di sè anche per una altra vicenda: la diffida da parte di AltroConsumo contro Sony ed Emi, colpevoli, secondo l'associazione a tutela dei cittadini, di impedire, con i propri sistemi anticopia, ai consumatori di poter fare una propria copia privata di cui avrebbero diritto.

L'associazione richiede che le principali major discografiche e di intrattenimento inseriscano su ogni cd e dvd in vendita quali sistemi anticontraffazione sono stati installati e che permettano la copia per uso privato all'acquirente. In una nota, Altroconsumo, si è detta pronta, in mancanza di una risposta delle società diffidate, a far scattare la denuncia e iniziare un iter giudiziario.

Tutti i dettagli sull'iniziativa di Altroconsumo si possono leggere qui:
http://www.webmasterpoint.org/news/Altroconsumo-diffida-Sony.html

C'è da ricordare, comunque, che le principali società produttrici di film, musica e videogames si sono già espresse in varie occasioni sulla copia privata (come ricorda anche Punto-Informatico.it nel seguente articolo http://punto-informatico.it/p.asp?i=58175) affermando che tale copia non è un diritto del consumatore, ma è una concessione lasciata, per il momento, da tali società al proprio cliente e che, come tale, può essere rimossa in qualunque momento.

 

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Sara
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