Marcello Tansini
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Connettività: I provider iniziano a filtrare e limitare il traffico P2P e VoIP?

Abbiamo già parlato della vicenda del provider Libero e di altri provider che sembrerebbero limitare il traffico P2P di scambio file.

Vi ricordiamo sulla vicenda appena sopraindicata questo articolo:
http://www.webmasterpoint.org/speciale/2006feb20-Libero-ammette-di-filtrare-traffico-P2P.asp

In Italia, la questione del filtraggio del traffico P2P pur suscitando polemiche, è ancora abbastanza limitata, mentre negli Stati Uniti, le nuove limitazioni che sembrano essere messe in atto dai vari provider che offrono connessione ad Internet è molto più sentita e accesa ed è arrivata anche sulle pagine dei giornali. Anche perchè le limitazioni non sarebbe solo riguardanti al P2P, ma anche al traffico voce via Internet, ovvero al Voip. Molti utenti infatti hanno denunciato che, negli ultimi tempi, telefonando via Intenet attraverso software come Skype o simili, la qualità della voce è minore, la trasmissione cade frequentemente, ci sono strani rumori di fondo. Tutte cose che fino a qualche mese fa non c'erano assolutamente.

Il problema è che, secondo alcune indiscrezioni, molti provider americani stanno acquistando ed installando sulle proprie linee software (un esempio lo si può vedere qui: http://www.sandvine.com/) in grado di riconoscere la qualità del traffico generato dal proprio utente e di poterlo gestire. Spieghiamoci meglio: questi software sono in grado di rilevare se l'utente collegato sta utilizzando sistemi di condivisione files come WinMx, Emule o BiTtorrent, o stia telefonando su Internet, ad esempio con Skype.

Una volta riconosciuta la qualità del traffico che tale utente sta generando, i provider in automatico, con questi tipi di software possono gestire a loro piacimento quel particolare tipo di traffico, limitandolo, ad esempio, dopo una certa soglia. In tal modo la navigazione o lo scarico delle e-mail risulterebbe sempre veloce e di ottima qualità, ma, in maniera "inspiegabile" il download dei files reallenterebbe e la qualità del Voip risulterebbe scadente.

E' da ricordare, per il momento che non c'è nessuna legge che obbliga i provider a limitare il traffico P2P dei propri utenti, nonostante le pressanti richieste delle major discografiche. Ma, è utile ricordare, che secondo recenti statistiche, il il 60% del traffico totale di Internet è basato sullo scambio files con un aumento altissimo del traffico generato dagli utenti rispetto agli anni precedenti e con un conseguente aumento di spese da parte dei provider che offrono i servizi di connessione.

D'altronde se fino a due anni fa, si scambiavano soprattutto Mp3, oggi si tendono a scambiare soprattutto video, film e interi videogiochi (ricordiamo che scambiare tale materiale protetto da copyright è assolutamente illegale).

Se quindi, la decisione di limitare il traffico P2P da parte dei provider sembra essere motivata da ragionamenti economici e di risparmio sui costi, ben diverse sono le ragioni che limitano il traffico e la qualità del Voice Over Ip che non "mangia" assolutamente così tanta banda come la condivisione e lo scambio di files.

Prima di tutto, bisogna ricordare che in molti casi il Voip è visto come una minaccia dalle società di telefonia che in meno di 10 anni potrebbero vedersi ridotto il traffico telefonico ai minimi termini (traffico che è bene ricordare è una delle principali voci del loro fatturato) e che molte di queste società sono le stesse che forniscono connessioni Internet o che hanno importanti partecipazioni in Internet Provider che gestiscono Adsl o collegamenti in Fibra.

In secondo luogo, molte di queste società, visto il sucesso di Skype e di numerosi altri software indipendenti per le chiamate telefoniche via Internet, stanno iniziando a progettare sistemi Voip propri. E, potendo controllare il traffico, non è impensabile che tali società possano limitare la qualità del traffico di "Voip esterni" al proprio, offrendo in tal modo il proprio sistema di Voice Over Ip ai propri utenti potendo mostrare ai loro clienti una qualità superiore. Questi problemi, appena citati, non sono fantascienza, ma sono molto più vicini di quello che si possa immaginare e negli Stati Uniti, in alcuni casi, sono già realtà. Il vero problema di fondo è che le varie TelCom, hanno sottovalutato per molti anni le potenzialità di Internet e non si sono interessate ai potenziali business che la stessa Grande Rete poteva offrire.

Ora, quelle che prima potevano essere opportunità (ad esempio il download legale di film o musica o le telefonate via Internet) vedono in vantaggio operatori del calibro di Apple, Google, Ebay (proprietaria di Skype) e si stanno trasformando sempre più in minacce, terribili minacce.

Per approfondire il discorso anche dal lato dei contenuti multimediali vi consigliamo di leggere questo articolo:
http://www.webmasterpoint.org/speciale/2006feb08-fine-della-rete.asp

E questo altro approfondimento che indica come i provider stiano pensando a nuovi servizi a pagamento (che finora sono stati gratuiti):
http://www.webmasterpoint.org/speciale/2006feb07-arriva-e-mail-certificata-pagamento.asp

 

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