Michele Basso
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Connettività: Il digitale terrestre sarà attivo nel 2012. Non sono bastati tutti i finanziamenti?

"Dobbiamo creare le condizioni per una tv interamente digitale nel 2012: non sono le calende greche, ma una data realistica, un traguardo al quale dobbiamo lavorare insieme". Sono le parole con cui il Ministro delle Comunicazioni, Paolo Gentiloni, ha introdotto il suo intervento alla conferenza sul digitale terrestre a Napoli.

Paolo Gentiloni è il famoso "Ministro Blogger" di cui avevamo parlato alcune settimane fa su Webmasterpoint. Nel suo intervento ha chiaramente espresso l'idea per la quale la strada verso la sostituzione della TV digitale al posto del sistema analogico è ancora lunga. Non sono necessari infatti i finanziamenti per l'acquisto dei decoder, peraltro bloccati dall'Unione Europea; se il Governo riuscirà a convogliare gli sforzi di pubblico e privati non si arriverà a un risultato prima del 2012.

Tutto ciò pare un'assurdità, considerando la campagna mediatica nei confronti del digitale terrestre e alla mole di finanziamenti versati. Questi fondi non potevano essere utilizzati per la diffusione della banda larga, considerando che ad oggi non è ancora coperta da ADSL la totalità del paese?

"Nei prossimi mesi - ha detto ancora il ministro - dovrà vedere la luce un pacchetto di programmi per il digitale terrestre, una nuova offerta gratuita promossa in modo tale da imprimere a una spinta a un percorso che oggi rischia di non andare avanti". Bisogna infatti "cambiare rotta anche perché la strada seguita finora, quella degli incentivi ai decoder, ci è preclusa dall'Unione europea".

All'interno degli stessi operatori attivi sul digitale, Mediaset, Telecom Italia e le emittenti private, è stato chiesto alla tv di Stato di assumere "un ruolo trainante" dello sviluppo del digitale nel nostro Paese. Da qui la richiesta al governo, da parte degli stessi concorrenti della Rai, di un intervento dello Stato in favore di viale Mazzini tramite finanziamenti e un aumento del canone.

Un incremento definito "scontato" da parte dello stesso direttore generale di Viale Mazzini Claudio Cappon, che ha ricordato come siano necessari investimenti 'da decine di milioni di euro' se la tv pubblica vuole svolgere un ruolo da traino nel futuro della nuova tecnologia.

Lo stesso presidente di Mediaset, Fedele Confalonieri, si è speso in favore di un aumento del canone per la Rai. Gentiloni ha assicurato che "lo Stato farà la sua parte attraverso il contratto di servizio e il canone". Da parte di tutti gli operatori è venuta una richiesta di tempi rapidi per la definizione di nuove norme per il settore televisivo in modo da dare chiarezza al comparto.

Gentiloni ha anche annunciato la creazione di "un organismo pubblico come cabina di regia" , che sarà aperto "ai broadcaster che fanno parte dell'associazione DGTVi, ma anche, auspicabilmente, ad altri editori e ai consumatori. Il governo si riserverà così quella funzione di coordinamento del sistema che gli compete".

"La Rai - ha sottolineato ancora il ministro - ha l'obbligo di copertura del segnale, che deve essere garantito all'intera popolazione. C'è poi l'aspetto della pianificazione, che durerà diversi anni, da qui alla data della finestra europea del 2010-2012 per lo swich-off. La pianificazione farà parte del progetto industriale della Rai e sarà ovviamente oggetto di discussione con il governo".

Sia Mediaset che Telecom Italia hanno ricordato i forti investimenti effettuati sul digitale terreste in questi anni che hanno dato finora risultati apprezzabili. Il presidente di Telecom Italia Media, Riccardo Perissich, ha sottolineato che "non bisogna impiccarsi sulla data dello switch off ma delineare un percorso credibile che abbia al suo interno alcune tappe intermedie importanti, perché altrimenti si rischia di perdersi per strada. Inoltre c'è bisogno di chiarezza sulle regole perché altrimenti gli investitori anche stranieri non investiranno nel digitale italiano".

Con il responsabile del digitale terresrre Federico Di Chio, Mediaset annuncia subito la nascita di due nuovi canali, uno dedicato alla fiction e l'altro all news, sul modello anglosassone.

Tullio Camiglieri, responsabile comunicazione di Sky, ha lanciato la proposta di "costringere i costruttori a inserire nei nuovi apparecchi tv il sintonizzatore del digitale terrestre, come sta già accadendo negli Stati Uniti". Altra proposta di Camiglieri, "trasformare DGTVi in Italia digitale, un'associazione aperta a tutti gli operatori, insieme al ministero, affinché tutte le piattaforme collaborino per lo sviluppo del digitale nel nostro Paese, così come è successo in Inghilterra dove è nata UK Digital".

Per uscire dal loro ruolo di cenerentola, le tv locali chiedono "interventi di riequilibrio del mercato analogico, favorendo gli investimenti pubblicitari anche sulle piccole emittenti": in questo modo, è tornato a sottolineare Marco Rossignoli, coordinatore di Aeranti-Corallo, "potranno essere individuate soluzioni che consentano alle tv locali di continuare ad operare e di svolgere non solo un ruolo da fornitore di contenuti, ma anche da operatore di rete".

 

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Francesco
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