Marcello Tansini
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Una mamma apre un blog per chiedere giustizia sulla morte del figlio. E diventa un caso nazionale

"Scrivo la storia di quel che è successo a Federico, mio figlio. Non scriverò tutto di lui, non si può raccontare una vita, anche se di soli 18 anni appena compiuti. È morto il 25 settembre, il giorno di natale sono stati tre mesi…

Ho sempre pensato che sopravvivere ad un figlio fosse un dolore insostenibile. Ora mi rendo conto che in realtà non si sopravvive. Non lo dico in senso figurato. È proprio così. Una parte di me non ha più respiro. Non ha più luce, futuro…

Perché il respiro, la luce e il futuro sono stati tolti a lui. Sabato 24 settembre è stato un giorno sereno, allegro… "


Così inizia il racconto di Patrizia la madre di Federico Aldrovandi, giovane di Ferrara morto in circostanze assolutamente non chiare il 25 settembre dell'anno scorso.

Perchè ne parliamo noi di Webmasterpoint.org? Perchè la madre di Federico per far luce sulla vicenda di suo figlio ha dovuto aprire un blog e urlare il suo dolore e la sua impotenza davanti ad indagini della polizia (per dovere di cronaca ancora aperte) che non ritiene complete ed obiettive. La morte di Federico avviene per strada, in circostanze non chiare, alla presenza di alcuni agenti di polizia che sostengono di essere intervenuti su richiesta di alcuni abitanti della zona perchè il ragazzo era in preda ad una violenta crisi e fortemente alterato.

Il 2 Gennaio la mamma di Federico decide di aprire un blog su Kataweb che inizia con unico post, lo stesso che abbiamo in minima parte pubblicato nelle prime pagine di questo articolo. A tre mesi dalla tragedia non solo la famiglia non conosce ancora l'esito dell'autopsia effettuata sul corpo di Federico, ma non si sa nulla dell'inchiesta aperta dalla magistratura.

Patrizia nel blog racconta la sua verità e lascia intendere che nella morte del figlio vi sia una qualche responsabilità delle forze dell'ordine che avrebbero fatto ricorso in modo eccessivo all'uso della forza sul giovane Federico.

Il blog ben presto diventa un caso nazionale. I commenti sono centinaia: c'è chi porta la propria solidarietà alla famiglia, chi si interroga su quanto accaduto e sul ruolo delle forze dell'ordine. C'è anche chi critica. Il dibattito è aperto e destinato a risvegliare l'attenzione dei media e dell'opinione pubblica oltre che delle istituzioni proprio come voleva la madre di Federico che in post successivi risponde alle parole del questore di Ferrara, Elio Graziano, che difende l'operato dei suoi uomini e invita a non calunniare la polizia.

Patrizia chiarisce che vuole solo la verità e la giustizia e intanto anche il mondo politico inizia ad interessarsi della vicenda con alcune interrogazioni parlamentari e richieste di intervento rivolte direttamente al Ministro degli interni Pisanu. Sempre la stessa Patrizia, nella pagine del suo blog, conferma che anche Amnesty International da Londra ha aperto un fascicolo sul caso e risponde per "le rime" al questore di Ferrara scrivendo:

"Non ho mai detto che Federico sia stato ucciso a calci e pugni dai poliziotti. Al Procuratore e a chi mi accusa di cercare una versione di comodo dico questo: all'autopsia non hanno partecipato solo i consulenti del Pm ma anche i miei. I miei avvocati non vogliono che io riferisca quanto ho già appreso fino ad oggi. Ritengo assolutamente motivata la mia attuale sfiducia nelle indagini anche alla luce delle prese di posizione pubbliche delle autorità inquirenti auto-difensivistiche, che anticipano sorprendentemente l'esito finale di indagini ancora in corso.

Prendo atto che il segreto evidentemente deve solo valere per noi familiari di Federico. Mi assumo ogni responsabilità di quanto ho detto e di quanto dirò respingendo al mittente ogni intimidazione.

LO DEVO A FEDERICO. "

Ma da Internet il movimento che chiede che sia fatta luce sulla morte di Federico inizia a spostarsi anche nelle piazze. Nasce il comitato 'Verità per Aldro'.
Gli amici di Federico scrivono sul blog: "Il nostro obiettivo è quello di mantenere viva l'attenzione sulla morte di Federico, le cui circostanze rimangono oscure". Domenica 15, a Ferrara, la prima iniziativa: un sit-in, in piazza Trento e Trieste alle ore 11, per ricordare Aldro, esprimere solidarietà alla famiglia e chiedere verità e giustizia.

Che dire di tutto questo? A me, come addetto ai lavori, mi viene naturale dire: GRAZIE INTERNET DI ESISTERE. Cosa sarebbe successo, in questo caso, ma anche in numerosi altre situazioni, se la Grande Rete non ci fosse? La grande forza di Internet è la sua estrema e assoluta democrazia: una lettera di una mamma può scatenare un caso nazionale, e forse internazionale, che altrimenti avrebbe rischiato di passare inosservato. Ma non solo: dimostra che Internet è partecipazione, non un bombardamento di informazioni ricevuto in modo passivo, ma una comunità che agisce, si muove anche nella realtà di tutti i giorni.

E mi piace sottolineare che le persone che usano internet sono ancora poche e molte di esse si sono appena avvicinate al mezzo, soprattutto in Italia. Cosa succederà quando 40 milioni di italiani useranno ogni giorno Internet ?

Link utili
Il blog della mamma di Federico si trova qui:
http://federicoaldrovandi.blog.kataweb.it/

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