ISTAT e Internet: gli italiani non usano la banda larga
Da un recentissimo rilevamento Istat, emerge come gli Italiani pur innamoratissimi di tecnologie come la TV (presente nel 95% delle famiglie), cellulare (80,8%), videoregistratore (66,8) o l'impianto HI Fi (57,5%), in realtà non siano poi tanto interessati ai personal computer (solo il 43,9), nè tantomeno alle connessioni internet (34,5%), seppure queste ultime due tecnologie siano in netta ripresa rispetto a qualche anno fa.
L'accesso al web nel 1997 coinvolgeva soltanto 2,8 italiani su 100. Nonostante il numero degli italiani connessi sia aumentato, la banda larga resta molto poco utilizzata.
Il nome dell’indagine ISTAT è "Aspetti della vita quotidiana”, ma in realtà è un censimento sulla disponibilità di beni tecnologici presso le famiglie italiane, dalla quale emergono alcuni dati decisamente interessanti.
Il bene tecnologico più diffuso è l'onnipotente televisione, mentre i personal computer sono aumentati dal 16,7% del 1997 al 43,9% nel 2005, le connessioni Internet dal 2,3% del 1997 al 34,5%.
Ma quali tipi di connessioni vengono maggiormente utilizzate
dagli italiani? Nel 2005 il 21,6% delle famiglie ha avuto
accesso ad Internet utilizzando una connessione con modem su
linea telefonica tradizionale o anche linea telefonica ISDN,
mentre l’11,6% utilizza una connessione a banda
larga.
Ma la scarsa dimestichezza con la banda larga denota anche
un gap generazionale nelle nostre famiglie. Solo il 4,5%
delle famiglie costituite da soli anziani possiede il
personal computer e soltanto il 2,8% ha l’accesso ad
Internet di cui lo 0,8% con banda larga. Al contrario le
famiglie con un minorenne possiedono il personal computer e
l’accesso ad Internet rispettivamente nel 67,6% e nel
51%, il 16,8% con connessione a banda larga.
Quale relazione fra la condizione sociale delle famiglie e la loro alfabetizzazione informatica.
Dai dati ISTAT emerge che l'alfabetizzazione nei confronti del personal computer e dell'accesso ad Internet dipende sempre meno dalla condizione lavorativa del capofamiglia che sia dirigente, imprenditore, libero professionista o operaio, per quanto è inngabile che vi sia un notevole divario.
Tra le famiglie con capofamiglia operaio e quelle in cui il capofamiglia è dirigente,imprenditore o libero professionista c’è una differenza di circa 32 punti nel possesso di personal computer e di 37 punti nel possesso di accesso ad Internet.
La mancanza di personal computer e di connessione ad Internet,(il 56,1% delle famiglie non possiede un personal computer e il 65,5% non accede ad Internet da casa) dipende da un lato dalla percezione che queste famiglie hanno di questi due beni tecnologici considerati inutili e non interessanti (40,4%), dall'altro dalla mancanza di capacità (31,2%).
L’11,8% delle famiglie non ha accesso ad Internet da casa perché accede da un altro luogo considerando costosi sia gli strumenti per connettersi (9,9%) che il collegamento (8,7%). Il 2% invece lamenta una disabilità fisica ed un timore per la privacy e la pericolosità dei contenuti.
Quali attività sono svolte con Internet:
Le persone di più di 6 anni che si sono connesse ad Internet hanno utilizzato la rete prevalentemente per: comunicare (77,4%), per cercare informazioni su merci o servizi e in campo sanitario (64,4%), per usare servizi on line (47,3%), fruire prodotti culturali come leggere giornali, riviste, news, ascoltare la radio o guardare programmi televisivi (41,5%), relazionarsi con la Pubblica Amministrazione per ottenere informazioni, spedire e scaricare moduli (38,5%), per giocare o scaricare giochi, immagini o musica (33,8%), svolgere attività di formazione o istruzione (26,8%), scaricare software (24,9%) e per trovare lavoro (14,5%).
Come si comunica con Internet:
L'indagine Istat, analizzando nel dettaglio le macro aree di utilizzo di Internet dimostra come le maggiori modalità di comunicazione via Web siano:
1) Inviare o ricevere e-mail (74,6%)
2) Chattare (24,1%)
3) Telefonare o partecipare a video conferenze (6,1%)
Quali informazioni vengono ricercate su Internet:
1) Informazioni su merci e/o servizi (59,1%)
2) Notizie sanitarie relative a malattie, all’alimentazione, al miglioramento della salute.
3) Viaggi e soggiorni (38,8%)
4) Servizi Bancari (20,6%)
Fonte: ISTAT - http://www.istat.it/salastampa/comunicati/non_calendario/20051227_01/testointegrale.pdf
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