E-mail certificata a pagamento? Ecco come funzionerà
Parte da AOL e Yahoo! una nuova iniziativa che vuole portare al pagamento di una sorta di tassa per l'invio delle e-mail. Questo per garantire la "qualità" delle stesse, che si ergeranno a e-mail di prima classe.
Tutto questo nasce dall'esigenza di combattere l'asfissiante fenomeno dello spam: è stimato che su 25 miliardi di messaggi di posta elettronica inviati ogni giorno, il 60% siano di posta indesiderata che altro non fa che intasare la rete e i PC degli utenti. Da questo problema nascono gli ormai famosi filtri anti-spam, proposti sia gratuitamente che a pagamento dai vari Provider.
Adesso nasce una nuova classe privilegiata di posta elettronica commerciale, su cui AOL e Yahoo! vorrebbero addebitare una tassa. Queste e-mail, seppur commerciali ed inviate in ingenti quantità, non verranno riconosciute come posta indesiderata. La tassa potrebbe variare da un quarto di centesimo fino a un centesimo.
La tecnologia che verrà utilizzata si chiama Goodmail CertifiedEmail, di proprietà della Goodmail Systems. Il gruppo, con sede a Mountain View, ha dichiarato di aver annoverato tra i propri partner anche AOL e Yahoo!. Anche il New York Times ne parla in un ampio reportage, confermando il proprio accordo, risalente al Novembre del 2005, volto a sostenere il progetto.
Secondo le due aziende non si tratta di "spam legalizzato" , ma di un metodo che permetterà alle aziende di inviare comunicazioni commerciali senza cadere nei filtri anti-spam.
Facciamo un passo indietro: per spam intendiamo le e-mail cosiddette indesiderate, ovvero non richieste da parte nostra. A questo punto però qualsiasi utente può trattare alla stessa stregue un'email commerciale certificata e un'email commerciale normale, perchè entrambe sono e-mail che non sono assolutamente richieste! Quale criterio viene adottato a questo punto? Quello di chi paga di più?
Per rassicurare gli utenti i due colossi assicurano che le e-mail verranno inviate solamente agli utenti che avranno espressamente richiesto l'invio di materiale pubblicitario; se l'accordo non verrà rispettato, le aziende verranno automaticamente escluse dal programma di certificazione. A questo punto i casi sono due: o i promotori di questo servizio contano di avere pochi clienti, che potranno essere controllati facilmente, oppure, molto più probabilmente, questo criterio verrà subito meno, magari previo pagamento di supplementi rispetto all'abbonamento iniziale.
"Il servizio postale tradizionale -dichiara un portavoce di AOL - offre un sistema molto simile, basato su opzioni differenziate. In questo modo, chi spedisce sa che se quello che spedisce è importante verrà consegnato e consegnato in un modo diverso dalle altre email".
Da questa affermazione nasce l'ennesimo problema: chi garantisce che le e-mail da noi desiderate non vengano considerate indesiderate perchè prive di quello che possiamo ormai definire francobollo elettronico? Una tale problematica potrebbe obbligare gli utenti a controllare costantemente le e-mail filtrate, per non rischiare di perdere dati o comunicazioni importanti.
Una scommessa importante, che potrebbe da un lato avere successo, ma dall'altro dimostrarsi una completa debacle, che porterebbe i milioni di utenti di AOL e Yahoo! a migrare verso altre soluzioni più economiche, ma soprattutto più libere.
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