Software: In arrivo una versione di Linux
Si chiama Goobuntu, ed è la nuova distribuzione Linux Google Made che viene utilizzata nei laboratori di Mountain View. Che cos'è? Nient'altro che una versione di Ubuntu, modificata dai programmatori di Google.
Ubuntu è la distribuzione Linux voluta dall'imprenditore sudafricano Mark Shuttleworth, che ha venduto la sua azienda operante nel mercato hi-tech per dedicarsi allo sviluppo di un sistema operativo opensource capace di concorrere con Windows in fatto di facilità d'uso, garantendo allo stesso tempo massima sicurezza ed affidabilità. Ubuntu deriva da Debian, una distribuzione Linux in voga alcuni anni fa.
Tramite il blog Slashdot, Chris DiBona, sviluppatore di Mountain View, ha dichiarato che si tratta di un sistema operativo dedicato all'uso interno e che non verrà rilasciato al pubblico. Un freno quindi a quelli che già pensavano ad una lotta Google-Microsoft nel campo dei sistemi operativi. La conferma arriva anche da Robert Cringely, opinionista tecnologico, che afferma: "Google non andrà al testa a testa con Microsoft nel campo dei sistemi operativi o dei Pc a basso costo".
The Register, il giornale che ha intervistato Mark Shuttleworth, fondatore di Ubuntu Linux, afferma invece che "è possibile che Google abbia in progetto di distribuire la propria distribuzione al pubblico come alternativa a Windows". Un portavoce di Google in un comunicato ufficiale ha confermato l'utilizzo della tecnologia di Ubuntu, ma ha smentito qualsiasi notizia di sviluppo di una distribuzione destinata al pubblico; oltre a questo ha negato l'esistenza del nome "Goobunto".
Sempre riguardo al software, è notizia di poche settimane fa il rilascio di Google Pack, una serie di applicativi, inclusi in un unico pacchetto, definiti "fondamentali" per l'uso quotidiano del PC. Google Pack Beta comprende: Google Earth, Picasa, Google Pack Screensaver, Google Desktop, Google Toolbar per Internet Explorer, Mozilla Firefox con Google Toolbar, Ad-Aware SE Personal, Norton Antivirus 2005 Special Edition e Adobe Reader 7.
Altri rumors provenienti dal New York Post riguardano
l'acquisizione di Napster, un tempo pioniere del
PeerToPeer e oggi importante Music Store, ma anche in questo
caso arriva la secca smentita: "Non c'è
alcuna intenzione di acquisire Napster nè di
rilasciare alcuno music store".
Per maggiori informazioni vi consigliamo di leggere la news
di approfondimento: http://www.webmasterpoint.org/news/Google-pronta-ad-acquistare-Napster_p20539.html
In ultimo la situazione borsistica: il titolo di Google ha aperto a Wall Street in perdita del 10%, dopo il tonfo di ieri. Nonostante la stupefacente crescita dell'82% nell'ultimo trimestre del 2005, i risultati sono stati considerati deludenti rispetto alle previsione. E' la prima volta che accade dall'ingresso nel 2004. Sui mercati europei il calo è intorno al 12%, inferiore al tonfo di quasi 20% di ieri a New York. Nel complesso sono stati bruciati 11,1 miliardi di dollari.
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