Marcello Tansini
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Mercato ICT Europeo in ripresa nel 2005 e buone previsione per il 2007. Ma l'Italia resta sempre indietro

Evento del 2006

E' stato presentato venerdì a Milano il tradizionale Rapporto EITO edizione 2006 da Bruno Lamborghini, Presidente di EITO European Information Technology Observatory. Dal rapporto emergono dati confortanti per il settore ICT, con una crescita in linea se non superiore a quella prevista per l'intera economia UE. Infatti, viene confermata la forte ripresa della domanda di informatica (IT) nell’Unione Europea nel 2006 (+3,8%) con un ulteriore rafforzamento previsto (+4,2%) nel 2007. Complessivamente software e IT services rappresentano in Europa il 70% del mercato totale IT e il 31% del mercato totale ICT.

A livello di singole nazioni UE, si riscontra una particolare crescita in Spagna della domanda di software (+7%) e di IT services (+9%) e di crescite attorno al 6% sia di software sia di servizi in Francia, Germania e Regno Unito. L'Italia, che d'alta parte dovrbbe attestarsi con un Pil relativo all'intera economia minora rispetto ai Paesi sopraindicati, si posiziona con una crescita minore sia nel 2006 che in quella prevista nel 2007 in particolare nel settore dei servizi IT registrando un +1,5% nel 2006 e un +2,5% atteso per il prossimo anno. Un pò meglio va per il settore del software con un +3% registrato nel 2006 e un +4,5% previsto nel 2007.

Un gap, dunque, ancora pesante con una crescita addirittura dimezzata rispetto a quella delle altre economie IT dell'Unione Europea. Ma a trainare l'intero mercato dell'ICT europeo sia nel 2006 che nel 2007 vi sono le nazioni appena ntrati nell'Unione Europea, ovvero quelle dell'est europa, come Polonia, Slovacchia e Lituania con una crescita spesso a due cifre intorno al 12% annuo.

In generale i nuovi membri dell'UE hanno registrato una crescita di oltre il 10% nel 2006 e a poco più del 9% dovrebbe attestarsi per il 2007. Addentrandosi nei singoli comparti che formano il settore ICT, il settore delle telecomunicazioni appare in rallentamento con una crescita generale del 2,5% nel 2006 e ancora minore per il 2007 (intorno all'1,7% ). I motivi sono da ricercarsi soprattutto nella saturazione del mercato della telefonia mobile, dello sviluppo ancora limitato dei nuovi servizi dati e IP e la forte concorrenza rappresentata dal Voip, che, comunque, in diverse nazioni come, ad esempio l'Italia, è ancor molto limitato. A stabilizzare un poco la situazione del mercato delle telecomunicazioni viene in soccorso la grande crescita della banda larga sia quella tradizionale che quella su telefonia mobile, anche se la concorrenza in questo settore appare molto forte.

Il mercato europeo della voce su rete fissa è stimato scendere del 4,3% in entrambi gli anni, mentre i servizi dati su reti fisse che rappresentano il futuro aumenteranni del 10,6% nel 2006 e del 7,8% nel 2007 mentre anche la crescita dei servizi di telefonia mobile è valutata calare di un punto percentuale nel biennio (dal +3,8% al +2,8%). Da notare che il mercato delle telecomunicazioni nei nuovi membri dell’Unione Europea presenta crescite del 7,8% nel 2006 e del 6,1% nel 2007, mentre nei Paesi tradizionali la crescita si attesta su valori pari al 5,1% in Spagna nel 2006 (+ 3,9% nel 2007), al 2% in Francia e in Italia mentre si registra una stagnazione nel mercato delle telecomunicazioni in Germania.

“Mentre i servizi in voce rappresentano ancora una “cash cow” – ha commentato il Presidente di EITO Bruno Lamborghini - il futuro delle telecomunicazioni è guidato dai nuovi servizi a banda larga, dal fattore mobilità always on, dalla IPTV, dai nuovi contenuti on line, dalle nuove opportunità che provengono dalle applicazioni innovative, collegate al cosiddetto Web 2.0 dei social networks e del P2P”.

In questo ambiti si è sviluppata la tanto decantata convergenza che è finalmente diventata realtà come ha sottolineato lo stesso Lamborghini: "Il processo di convergenza digitale, da lungo tempo preconizzato, è passato dallo stato di utopia tecnologica a realtà molto concreta, come è dimostrato dalla accelerazione in Europa di fusioni e acquisizioni e alle trasformazioni dei modelli di business dei diversi operatori, dalle telecomunicazioni ai broadcasters, dall'elettronica di consumo all'informatica, dai media (musica, film, news) all'industria dell'entertainment".

Proprio la trasformazione degli attuali modelli di business è stato un altro aspetto che Eito ha voluto analizzare prevedendo che oltre 20 milioni di computer operanti con modalità P2p oggi in Europa, saliranno a oltre 40 milioni entro il 2010. Per quanto riguarda lo scenario del file sharing attuale, Eito stima che tra il 15 e il 34% degli utenti Internet (a seconda delle singole nazioni UE ) utilizza almeno una applicazione p2p, se non più di una. E utilizza e scambia file via Web, email, instant messaging e Ftp. Musica e film sono i file più frequentemente scaricati, seguiti da foto e immagini.

Ma il P2P come lo conosciamo oggi si trasformerà con evoluzione delle reti peer to peer in forma di co-produzione di contenuti e di nuove forme di distribuzioni di contenuti legali e a pagamento ( i recenti accordi di BiTtorrent con le pricipali major testimoniano proprio questo trend ). Se il settore delle telecomunicazioni crescerà a ritmi più lenti nel 2007 rispetto all'intero settore ICT europeo (ma avrà grandi possibilità di creare e partecipare a nuovi business legati al mondo Internet e della convergenza), il settore leader sarà, come già detto, quello dei servizi software come è già avvenuto nel corso di quest'ultimo anno. Le ragioni sono da ricercarsi soprattutto all'outsourcing e alla forte domanda di servizi gestiti. Il software dovrebbe mettere a segno un incremento del 5,7%, grazie a system e network management, storage e sicurezza.

Passando ad un alto importante settore dell'ICT ovvero il mercato dell’elettronica di consumo si è registrata una importante crescita nel corso di quest'anno con un +9,2% nel 2006, ma per il prossimo anno si prevede un drastico rallentamento del ritmo di crescita che dovrebbe attestarsi solo intorno al +2,4%. Un poco migliore dovrebbe essere la situazione dei prodotti digitali che sono risultati crescere del 17,6% nel 2006 con una previsione del 6,1% nel 2007. Negativi i prodotti analogici che diminuiscono del 15%. Decisamente modeste le aspettative sul fronte puramente hardware . Si parla di una crescita del 2,8%, con notebook, stampanti e multifunzione a guidare la classifica delle migliori performance. Con riferimento al mercato italiano, l’andamento complessivo risulta statico (-0,6% nel 2006 e -1,2% nel 2007) ma si registra una forte crescita nel 2006 degli schermi piatti (+26%), dei digital personal audio MP3 (+23%) e delle consolle (+40%).

In conclusione, dalla presentazione del Rapporto e dal successivo dibattito, si conferma la relativa criticità della domanda italiana di IT ed in particolare di software e servizi IT, a differenza della maggior parte dei Paesi europei. I motivi vanno ricercati da un lato nell’offerta e dall’altro negli investimenti riorganizzativi in particolare da parte delle PMI e della Pubblica Amministrazione. “L’obiettivo fondamentale è mettere in atto azioni per accelerare il rientro dell’Italia in Europa anche sul lato dello sviluppo dell’offerta e della domanda di informatica, tenuto conto del ruolo determinante che tale tecnologia ha sulla produttività e sullo sviluppo - ha concluso Bruno Lamborghini - per quanto riguarda le telecomunicazioni e la diffusione della banda larga, sarà fondamentale sostenere gli investimenti degli operatori”.
 

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Graziano
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