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Connettività: Adsl in tutti i Comuni italiani a 9 euro/mese grazie ai Comuni e alle prime società pubbliche per la diffusione della tecnologia
Articoli di approfondimento su tematiche inerenti al mondo ICT, Internet e webmaster.
 

Evento del 2006

Internet deve essere come l'acqua, ovvero deve essere garantita a tutti i cittadini in tutti i Comuni d'Italia. Così Luca Vincenti di Sic1, azienda pubblica della Marche, spiega la nuova idea imprenditoriale contro il digital divide per portare in tutta Italia la banda larga dopo che la stessa Commissione Europea ha ammonito l'Italia per la scarsa copertura dell'Adsl sul nostro territorio, soprattutto al di fuori delle grandi città dove, però, vive un gran numero di persone che si vedono privarsi della connessione ad Internet: " L'idea è nata da un pioniere, Stefano Ricci, che insieme a Luca Casadio ha voluto compiere una scelta coraggiosa: far nascere una società all'interno di un comune. Il nostro concetto di connessione a internet ad alta velocità è un po' come quello dell'acqua, che dev'essere garantita a prezzi bassi a tutti i cittadini".

La società è nata all'interno del comune di Chiaravalle ( Ancona ), ma ben presto si è allargata ad altre 42 città delle marche e ha come obbiettivo ultimo quello di diventare un fornitore di servizi Internet e di telecomunicazioni per tutti i comuni italiani che vorranno aderire all'iniziativa. Da sottolineare la natura puramente "pubblica" di Sic1 che permette di considerare davvero l'Adsl come un qualsiasi altro servizio indispensabile che una giunta comunale deve garantire ai suoi cittadini come l'acqua, il gas, la luce.

Sic1 è dunque una società pubblica senza scopo di lucro come conferma il suo ideatore Stfano Ricci: "I nostri bilanci sono pubblici, e nella prospettiva dei ricavi vengono reinvestiti nella medesima società. Entro la fine del 2007 prevediamo che la cordata pubblica arrivi ad oltre 100 comuni, consentendo a sempre più utenti che fino al giorno prima abitavano in zone non coperte dalla connessione Adsl di poter navigare in rete a un prezzo pubblico".

Luca Vincenti, sulle pagine di Repubblica.it, spiega così l'attività della azienda nella quale opera, sottolineando il loro principale obbiettivo che consiste nel portare un Adsl da 2 megabit in tutte le case nei Comuni in cui operano a soli 9 euro al mese: " Il nostro progetto principale si chiama "A9 Adsl" e funziona pressappoco così: Sic1 s'impegna a far arrivare internet ad alta velocità nel comune socio, il quale a sua volta elargisce la rete ai cittadini con sistemi cablati. Laddove il comune lo richieda o quando le abitazioni sono difficilmente raggiungibili con i cavi, allora viene installato il servizio di Adsl wireless, senza fili. "La connessione che proponiamo ai cittadini viaggia a due megabit al secondo con una banda minima garantita di 64 kilobyte, quindi è un servizio di tutto rispetto. Internet wireless è già attivo in quattro comuni, che entro la fine dell'anno diventeranno 32. Si tratta sicuramente di un importante progetto: alcuni dei paesi dove stiamo portando internet non hanno nemmeno la copertura dei telefoni cellulari".

L'offerta Adsl di Sic1 si chiama A9 e questo nome è stato deciso perchè, oltre al fatto che la linea Adsl costa 9 euro al mese, A9 è anche la sigla di un modello economico di ottimizzazione e di allocazione delle risorse in modo da contenere i costi e ridurre gli sprechi mantenendo l'efficienza e l'efficacia dei servizi all'interno delle pubbliche amministrazioni. Modello che Sic1 sta cercando di realizzare nell'ambito della "tecnologia cittadina" non soffermanosi solo sulla connessione ad Internet ma tutti i servizi tecnologici che possono servire ad un Comune, senza dimnticare la formazione sia di chi opera nell'ambito dell'organizzazione comunale sia di tutti i cittadini.

Per ottenere i migliori servizi a prezzi assolutamente ridotti, Sic1 ha adottato anche nel campo dele tecnologie quello che l'amministrazione pubblica in ogni ambito dovebbe fare come ben spiega lo stesso Ricci: " Noi per fornire questi servizi non ci rivolgiamo a un'unica azienda, ma tentiamo di realizzare, attraverso procedure pubbliche, un'aggregazione di aziende a carattere nazionale o internazionale. Tra tutti i prodotti o servizi di ciascun'azienda, si sceglie quello che meglio la rappresenta in termini di qualità, contrattando per quel singolo prodotto le migliori condizioni di offerta a fronte dell'avere una massa critica costituita dall'aggregazione dei comuni. L'insieme dei singoli prodotti porterà a un sistema di eccellenza in termini di costo e modalità di erogazione"

I principali partner di Sic1 sono alcune delle maggiori società italiane e internazionali di telecomunicazione come Cisco Systems, Dell, Siemens e Telecom Italia. Sic1 non è l'unica iniziativa nata dai Comuni per cercare di superare il digital divide in maniera indipendente senza aspettare investimenti statali o di società private di telcomunicazione. Alcuni Comuni come quello di Verrua (in Piemonte) e Ruda (in Friuli) si sono mossi da soli supportati da alcune università come nel caso della cittadina montana di Verrua che ha ottenuto la connessione wireless senza fili grazie alla collaborazione con il Politecnico di Torino.

Ma nello stesso Friuli, visto l'ottimo esempio del Comune di Ruda, è in fase di creazione Ajarnet una Spa controllata da 8 comuni con l'obbiettivo di portare l'Adsl e servizi tecnologici nei Comuni della Regione non ancora raggiunti. Ajarnet lavorerà in collaborazione con una altra società regionale chiamata Mercurio che ha come obbiettivo quello di cablare con la fibra ottica l'intera regione. Iniziative analoghe stanno avvenendo in numerose altre zone d'Italia come in Liguria, a Verbania o nella provincia di Napoli. A dimostrazione, se ancora ce ne fosse bisogno, che dove il Governo centrale manca, i singoli Comuni si stanno dando da fare proprio perchè consapevoli che Internet è un elemento assolutamente indispensabile nella vita lavorativa e non di tutti i giorni. E senza Internet, lo stesso sviluppo economico è fortemente limitato e compromesso.

Ma ci vuole così tanto per realizzare una società pubblica che si occupi almeno del coordimento e dello sviluppo della banda larga in tutta Italia? D'altra parte se per le aziende private non è economicamente conveniente investire nell'Adsl in tutte le zone d'Italia, allora lo stesso Governo è autorizzato a intervenire così come ha fatto 50 anni fa (e tuttora fa) nella costruzioni di strade, ponti e infrastrutture. Non si tratterebbe di un passo indietro verso le vecchie società a controllo pubblico, ma di un passo in avanti per garantire il futuro e la crescita dell'economia italiana. Se non fossero state costruite le stade, le ferrovie e gli aereoporti come avrebbe potuto crescere l'economia italiana? Bene, ora l'economia italiana non cresce come quella delle altre nazioni europee proprio per il divario tecnologico (che è molto spesso anche culturale) che vi è. E lo Stato dovrebbe intervenire per creare le strutture che possano supportare l'economia digitale (che è poi fortemente intrecciata con l'economia tradizionale).

Altro che investire e agevolare continuamente il digitale terrestre in ogni finanziaria e dimenticare sistematicamente la banda larga...Internet è il vero treno da non perdere!

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