Hi-tech: Il cervello lo trasformi col PC (Parte I)
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Il cervello ha funzioni illimitate ma nascoste
La percezione è il risultato finale di una complessa attività organizzativa ed integrativa degli eccitamenti provenienti dalla stimolazione degli organi periferici di senso. Le sensazioni vengono, tramite un’attività elaborativa in cui entrano in gioco altre funzioni (memoria, affettività, intelligenza) integrate in termini tali da consentire in sintesi la conoscenza della realtà esterna ed interna (Gilberti F, Rossi R, 1986).
Sino a poco tempo fa si pensava che esistessero percezioni differenti che afferiscono a diverse aree cerebrali deputate alla decodificazione degli stimoli periferici. Le esperienze più recenti hanno dimostrato come le cellule cerebrali possono “cambiare” le proprie funzioni. Si sa che il cervello ha possibilità di reazioni nel periodo successivo ad un trauma. Le cellule sane possono supplire alle cellule morte. In condizioni “sane” le cellule acquisiscono le funzioni specifiche che sono spesso descritte sui libri di testo di neurologia (ad esempio, la zona occipitale è deputata alla decodificazione degli stimoli visivi, quella temporale alla decodificazione dei suoni, e così via).
Ma in condizioni “patologiche” le cellule acquisiscono funzioni nuove, abitualmente a loro estranee. Uno studio ormai storico è rappresentato nella fig.2: sul volto di questo paziente cui è stata amputata una mano, sono stati riportati i siti cutanei la cui stimolazione evocava sensazioni localizzate ben delimitate che venivano riferite alle dita dell'arto mancante (fantasma). Dunque la paziente, se stimolata al volto tramite stimoli tattili, li avvertiva non solo come riferiti al volto ma anche all’arto mancante.
Cosa è successo a livello cerebrale? Verosimilmente si è verificata una sovrapposizione delle fibre nervose cerebrali, quelle che portavano l’informazione del volto e quelle portavano l’informazione dell’arto nelle prime quattro settimane. L’amputazione ha rappresentato il movente principale che ha indotto una modificazione delle fibre nervose cerebrali. Lo stesso meccanismo è stato proposto per spiegare il recupero di alcune funzioni (motilità, sensibilità, o altro) dopo una lesione cerebrale che abbia coinvolto quei territori specifici ad esse deputati.
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